Tranquilli, ci pensa Super B.

Ci risiamo. Tempi di grane per il miglior capo del Governo che l’Italia abbia mai avuto nei suoi centocinquant’anni di storia. Dopo lo strappo con Fini ci mancava pure la manovra. E il bello è che tutto ciò costringerà l’impomatato psiconano a utilizzare una parola che, siamo sicuri, avrebbe volentieri evitato di tirare fuori dal vocabolario.”SACRIFICI”. Come suona male, vero? Parole come queste ti fanno perdere le elezioni.

Non tutto è perduto, però. Qualcosa è rimediabile. Basta continuare a fare quel gioco del quale lui stesso è maestro incontrastato. Lo conoscete? Allora, praticamente si fa una cazzata e poi si incolpa chi stava al tuo posto prima di te. Facilissimo. Come quando, da bambino, ti si buca il pallone e tu incolpi l’amichetto che l’ha calciato prima di te. E’ facilissimo, dovreste farlo tutti. In Italia cose come queste potrebbero portarvi ad essere uno dei personaggi più credibili, magari anche in politica, magari con un consenso del 63% (da vedere).
Dopo due anni colmati con l’ostentazione senza regole di un benessere inventato e quantomeno arbitrario, l’Italia si è svegliata un bel giorno in piena crisi. Colpa di Berlusconi? No, lui ha solamente tirato acqua al suo mulino. Che poi è una villa. Colpa di Tremonti? No, lui ci ha provato ma è stato sonoramente sgridato.
La colpa è di chi si è fatto abbindolare da frasi del tipo “La crisi è vissuta sui media in maniera più drammatica di quanto non sia. La crisi è pesante ma non tragica, è dannoso per l’interesse di tutti noi se i media rappresentano questa crisi come tragica” (Berlusconi, 6 marzo 2009). Oppure: “Bisogna restare ottimisti, la situazione non sta peggiorando ma sta migliorando. Ciò che doveva accadere è accaduto” (3 luglio 2009). O, ancora: “Dagli ultimi dati vedo che il nostro Paese è quello che va meglio in Europa e questo mi dà fiducia” (10 ottobre 2009). E, last but not least: “Il peggio della crisi finanziaria sembra sia alle nostre spalle ed e’ iniziata, sia pure lentamente, la ripresa” (29 ottobre 2009).
Colpa nostra che guardiamo il Tg1 e ci facciamo fregare da servizi che parlano degli italiani che vanno in vacanza scegliendo mete esotiche per spendere i loro quattrini di troppo. Colpa nostra che guardiamo lo spettacolo e non indaghiamo sul dietro le quinte, che ci dimentichiamo di cosa è accaduto non appena c’è qualcosa di nuovo. Tipo, che ne so, una bagarre sulle intercettazioni, un caso Scajola e quant’altro. Sapevate, per esempio, che la Merkel ha approvvato in Germania, una manovra per tagli da 10 miliardi fino al 2016? Se lo fa la Germania, solitamente una delle economie più salde dell’area euro (nonchè quella trainante), l’Italia non poteva non farsi venire un minimo e misero dubbio. Cazzo, può essere che stiamo meglio di loro? Forse, ma una pulce nell’orecchio ce l’avremmo avuta bella grossa. A saperle queste cose, eh?

Ma di cosa stiamo parlando? La colpa, cari conterranei italioti, è della sinistra! Lo ha detto Berlusconi, sempre perchè lui è un maestro del gioco che vi ho citato prima. L’accusa è rivolta verso i governi passati, dagli anni Ottanta agli esecutivi della sinistra. Figurarsi. Quindi, cari italiani, avete votato bene perchè adesso SuperB vi tirerà fuori dal caos generato da venti anni di politiche sbagliate. Cioè tutte le politiche (e tutta la politica) prima del suo arrivo, prima dell’arrivo del Messia.

Va beh. Nessuno dice che sia colpa sua (di Berlusconi), nè tantomeno la manovra potrebbe essere definita sbagliata. I sacrifici sono doverosi in un momento di crisi e tagliare il ‘tagliabile’ è ovvio.
Però, Berlusca, avresti dovuto quantomeno accettare molto prima di adesso il reale stato delle cose e ammettere di aver riempito di cazzate qualcosa come 60 milioni di italiani. No? La crisi è stata superata, l’economia è in ripresa, non c’è da temere.
E allora a che serve la manovra?
Berluscò, qua le cose so due: o ti sei circondato di una mandria di coglioni che non sanno fare il loro mestiere di economisti, oppure sei proprio un pirla. Per dirla alla milanese, così ti senti a casa!

MARCO PESINO



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