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Transformers – L’ultimo cavaliere, nuova avventura tra passato e presente per i robot Hasbro

Nati come linea di giocattoli nel 1984 dalla Hasbro, i Transformers in poco tempo hanno invaso il mondo. Grazie ai numerosi adattamenti, a partire da quello animato, Optimus Prime (o Commander come era chiamato nella versione italiana) e soci sono da oltre 30 anni sono uno dei franchise più amati. I robot antropomorfi capaci di trasformarsi dopo essere divenuti cartoni animati e fumetti, nel 2007 grazie a Michael Bay sono giunti sul grande schermo. Dopo la prima trilogia con protagonista Shia LaBeouf e il quarto capitolo Transformers 4 – L’era dell’estinzione, primo di una nuova serie di pellicole loro dedicata con Mark Wahlberg, arriva al cinema l’atteso quinto capitolo intitolato Transformers – L’ultimo cavaliere.

Sinossi

Transformers - L’ultimo cavaliere optimus primeDopo i fatti del capitolo precedente, Optimus Prime è in viaggio per Cybertron con lo scopo di trovare ed affrontare i suoi creatori. Nel frattempo sulla terra gli Autobot e Cade Yeager sono ricercati dalla TRF, la Transformers Reaction force, organizzazione militare il cui scopo è eliminare tutti i Transformers. A prescindere dalla loro fazione.

Ma una nuova minaccia incombe sulla Terra. I Transformers continuano a cadere sulla Terra e apparentemente nessuno sa perché. Alleandosi con un lord inglese ed una professoressa di Oxford, Cade scoprirà che i Transformers sono sulla Terra da molto tempo, sin dal Medioevo. Indagando sulla storia storia antica e sulle leggende della Britannia scoprirà che c’è un legame molto profondo tra l’uomo e i Transformers. Di come da secoli siano alleati per proteggere sia la Terra che Cybertron da un nemico comune.

Nel frattempo Optimus Prime, dopo aver incontrato il suo creatore, torna sul pianeta che lo accolto. Ma sembra essere ostile sia verso gli umani che ha giurato di proteggere si verso i suoi amici Autobot.

Esplosioni senza sostanza

Transformers – L’ultimo cavaliere è quello che ci si aspetta da un film sul franchise iniziato dieci anni fa e da un film di Michael Bay. Due ore e mezza di esplosioni – tante esplosioni -, sparatorie, inseguimenti su macchine tanto veloci quanto belle e scazzottate tra Autobot e Decepticon. Il nuovo capitolo dei Transformers è sostanzialmente questo. E non è un mistero che è ciò che il pubblico giustamente si aspetta. E per sua fortuna quello ottiene. Perché sin dal primo Transformers – che resta il migliore della saga – è quello che ci si aspetta da questo genere di film: azione, adrenalina ed esplosioni.

Transformers - L’ultimo cavaliereFin qui tutto come da programma, ma purtroppo Transformers – L’ultimo cavaliere è solo questo. Il nuovo film di Bay manca di trama. O per essere più precisi manca di una trama comprensibile. Se è affascinante ed intrigante l’idea di unire passato e presente, di affondare le radici della vicenda nell’epoca di Re Artù, il problema principale è che vi sono troppe sotto trame.

La storia così risulta confusionaria, poco comprensibile e contorta. Una vicenda in cui personaggi appaiono e scompaiono magicamente, senza un motivo. Come se non bastasse a rendere ancora più confuso il tutto il fatto che il film sia un misto male assortito di diversi generi cinematografici. Dal film storico a quello di fantascienza, passando per quello d’avventura alla commedia e così via. Transformers – L’ultimo cavaliere è un film senza capo ne coda. 149 minuti di confusione quindi, ed è un peccato perché se è vero che da un film del genere non ci si aspetti una sceneggiatura da Oscar, è altrettanto vero che un minimo di chiarezza sia il minimo sindacale.

Non bastano gli effetti speciali

Se la sceneggiatura delude per la sua confusione, a salvare la baracca ci pensano gli ottimi effetti visivi e speciali. Anche in questo capitolo i Trasnsformers sono più veri che mai e i combattimenti adrenalinici. Ma non bastano esplosioni fatte bene e trasformazioni incredibili per risollevare una storia che non funziona. È indubbio che Michael Bay sia un maestro nel dosare esplosioni, combattimenti ed azione, ma quando questi sono inseriti in un contesto che non ha né capo né coda perdono di sostanza. Soprattuto poi se i combattimenti tra Autobot e Decepticon sono ridotti all’osso e ad un paio di scaramucce.

Transformers - L’ultimo cavaliere Laura-HaddockLa cosa fa ancora più rabbia considerando che Transformers – L’ultimo cavaliere parte bene. Il prologo è ambientato in Inghilterra al tempo di Re Artù, di Merlino e dei Cavalieri della Tavola Rotonda. Un inizio tanto eccessivo quanto spettacolare, dove troviamo il Michael Bay che tutti conosciamo.

Ma quando l’azione si sposta al presente come già detto iniziano i guai. Alla confusione va aggiunto il fatto che i nuovi personaggi non sono così ben caratterizzati e non sono troppo ben inseriti nella vicenda. Nonostante siano figure centrali, o quanto meno dovrebbero esserlo, risultano quasi superflui.

Un film per il pubblico

Nonostante i molti difetti il film molto probabilmente piacerà ai fan della saga. Il motivo è molto semplice: troveranno tutto ciò che si aspettano da un film sui Transformers. Corse in auto, esplosioni, combattimenti, momenti epici (o pseudo tali), grandi effetti speciali ed azione.

Gli spettatori non resteranno delusi da Michael Bay, e nonostante la trama sia un pasticcio non indifferente, (probabilmente) resteranno con gli occhi fissi sullo schermo per seguire le avventura di Optimus Prime e soci. O magari semplicemente perché speranzosi di capirci qualcosa tra un botto e l’altro.

Transformers – L’ultimo cavaliere sarà al cinema dal 22 giugno distribuito da Universal Pictures.

 

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About

Appassionato di cinema, fotografia, teatro e musica sin da piccolo decide di farne il suo lavoro. Miyazakiano convinto, tanto da incentrare la sua tesi sul suo cinema, e divoratore di anime tanto da volere Eikichi Onizuka come professore al liceo, è uno Jedi come suo padre prima di lui e “nato pronto” e sì, anche un inguaribile nerd (pollice verso per coloro che non colgono le citazioni). Laureato in cinema presso il DAMS di Roma 3 e diplomato in fotografia presso il CST, inizia a collaborare (e tutt’ora collabora) come critico di cinema e fotografo di concerti con varie webzine di cui da subito ha sposato il progetto con entusiasmo. Sempre in movimento, perennemente in ritardo. CAPOSERVIZIO CINEMA


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