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Transgender Day of Remembrance: le morti delle vittime di transfobia in Italia

Il 20 novembre è il Transgender Day of Remembrance, giornata internazionale di commemorazione delle vittime di transfobia. Sono più di 300 gli omicidi accertanti di persone trans nel mondo nel 2016, secondo i dati raccolti da Tgeu. L’Italia purtroppo da anni domina, insieme alla Turchia, la classifica degli stati europei per numero di vittime trans. Per questo, in tante città del mondo, il 20 novembre si celebra, con una fiaccolata, il ricordo delle tante persone uccise.

In particolare a Roma, sotto l’ombra del Colosseo presso la Gay Street, e a Torino, con la Trans Freedom March, si ricorda annualmente tale ricorrenza.

Perché il 20 novembre? La data cade a ridosso della data di morte di Rita Hester, una transgender afro americana assassinata nel 1998 nel Massachusetts, la cui commemorazione nel 1999 – in occasione del primo anno dalla morte – diede inizio, a San Francisco, alla prima iniziativa in ricordo delle vittime di transfobia oggi diffusasi a livello mondiale.

In ricordo di Hande Kader. 

Quest’anno tanti dei TdOR (Transgender Day of Remembrance) sono dedicati a Hande Kader, attivista turca trovata morta nell’agosto del 2016. Hande Kader, già famosa per essere stata colpita da un getto di un idrante mentre manifestava durante il Pride vietato ad Istanbul, fu ritrovata uccisa, mutilata e carbonizzata sul ciglio di una strada, generando scalpore a livello internazionale.

E in Italia?

Tante sono le morti simili a quelle di Hande Kader che si sono susseguite nel corso degli anni in Italia. In particolare il 20 novembre ricorderemo quattro vittime dell’ultimo anno. Il 13 marzo del 2016 è stato ritrovato il corpo di Ketty Piscopo a bordo di un auto parcheggiata a Napoli, a metà tra Fuorigrotta e Bagnoli. Il corpo della vittima sessantaquattrenne era segnato dai colpi di una coltellata alla gola.

Bebel Da Silva invece, quarantacinquenne di origini brasiliane, è stata ritrovata uccisa a Firenze il 29/06/2016, accoltellata nella propria abitazione.

Agghiacciante il caso di T.F. Batista a Roma. Colpita alla testa e uccisa, è stata avvolta in un piumone per poi essere gettata come un sacco di rifiuti in un campo nella zona di Settecamini. Il corpo della trentenne è stato ritrovato il 29 luglio del 2016.

Mistero invece sulla morte di Marta Baroni, ritrovata il 26 agosto 2016 a Brescia, trovata senza vita in un cassonetto. Sul suo corpo nessun segno di violenza, ma su Facebook aveva denunciato in un post di sentirsi in pericolo.

Va ricordato che per tutte queste vittime, come accade quasi sempre quando si parla di persone transessuali, la stampa italiana ha riportato i nomi anagrafici o assegnati alla nascita, non portando rispetto per l’identità di genere delle vittime. Nonostante le continue richieste di rettifica i giornali hanno, in molti casi, continuato a parlare al maschile delle vittime MtF (ovvero che transitano da uomo a donna) e al femminile delle vittime FtM (ovvero che transitano da donna a uomo).

Spesso, soprattutto nel caso delle persone MtF, le vittime sono prostitute, doppiamente discriminate da una società non tollerante, chiusa a livello lavorativo e che obbliga alla scelta di strada tante donne trans.

 


About

Originario di Campobasso, vive attualmente a Roma. Politologo, specializzato in Unione Europea, è cronista di Wild Italy sin dalla sua fondazione e da ottobre 2014 passa alla sezione blogger. Presidente Arcigay Roma. BLOGGER DI WILD ITALY


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