fbpx
Meleo

Trasporti, muoversi a Roma: consigli (non richiesti) alla giunta Raggi e all’assessore Meleo

Linda Meleo e Virginia Raggi

Sappiamo tutti che solamente il 30% degli spostamenti nella città di Roma avviene mediante il trasporto pubblico, pedonale o ciclabile. Il restante 70% di cittadini, sceglie i mezzi privati. Il Movimento Cinque Stelle in campagna elettorale ha affermato che è fondamentale invertire questa proporzione a tutela dell’ambiente e dell’economia. E che le parole chiave a questo scopo devono essere, sicurezza, accessibilità, sostenibilità, intermodalità.

Nel programma era anche indicato come prioritario creare un servizio di trasporto pubblico efficiente, con vetture moderne. Tutto ciò, ovviamente, con alla base un numero di corse che possano soddisfare le esigenze dei cittadini. Per quanto riguarda le risorse finanziarie necessarie, era previsto di recuperarle:

1) Dalla riorganizzazione di Atac Spa;

2) Da una seria lotta all’evasione tariffaria da effettuarsi anche mediante l’introduzione del controllore a bordo. A questo, aggiungere nuove vetture dotate di telecamere e cabine blindate, e dall’introduzione di un sistema di bigliettazione elettronica;

3) Da una reinternalizzazione delle lavorazioni e dei servizi. Qualora questo lavoro poi non fosse possibile, procedere a un affidamento mediante procedure che garantiscano trasparenza, concorrenza ed economicità.

Ricordo che il programma conteneva anche alcuni approfondimenti, piuttosto generici, che individuavano le necessità senza spendersi molto sulle soluzioni.

La genericità degli aspetti programmatici non mi sorprende più di un tanto e neppure mi disturba. Usarla infatti nella fase “before” è in parte inevitabile perché non conosci con certezza la situazione che troverai.

Gli ex vertici di Atac: Marco Rettighieri e Armando Brandolese. Fonte: newsgo

Ciò nonostante, la situazione che si va delineando fa nascere delle preoccupazioni. Perché, per esempio, di riorganizzazione dell’Atac non se ne vede ancora traccia. L’unico fatto registrato è l’allontanamento, a seguito di dimissioni, di Marco Rettighieri, il direttore generale, e dell’amministratore unico Armando Brandolese. Il tutto dopo uno scontro originato dalla richiesta del Comune di avere una “visione preventiva” di tutti i trasferimenti dei dirigenti interni all’azienda e per le frizioni tra i manager di via Prenestina e la giunta Raggi sui fondi per la manutenzione della metro A.

Per quel che conosco il direttore generale era persona competente e rispettabile e sicuramente non responsabile della situazione fallimentare dell’azienda, visto che la guidava da pochi mesi. I nuovi arrivati nei ruoli di vertice hanno giustamente diritto ad un po’ di tempo, però al momento non si vede neanche una traccia dell’indispensabile riorganizzazione. Lo stato delle cose, invece, indubbiamente ereditato, ha bisogno di interventi urgenti per evitare che dei furbetti riescano ancora a fare i propri comodi.

Rispetto a queste lentezze, un po’ prevedibili e comuni con altri settori della nuova Amministrazione comunale, è più sorprendente l’atteggiamento dell’assessore competente, Linda Meleo, che sembra molto in disparte ed artefice di qualche dichiarazione che fa pensare.

L’assessore Meleo , classe 78, ha un curriculum tipicamente universitario. Da quando si è laureata ha collezionato una serie di attività di ricerca e di collaborazioni (peraltro non nei trasporti). Il problema è che non ha alcuna esperienza gestionale. A Meleo , in sostanza, non è mai capitato di doversi assumere nessuna responsabilità. E’ vero che un giovane deve iniziare da qualche parte, ma proprio da assessore in una città come Roma? In ogni caso, visto che voglio bene alla mia città, sarei stato contento di una lieta sorpresa.

A luglio scorso, sempre l’assessore Meleo affermava: “Si dovrebbe valutare l’opportunità di introdurre dei ticket di ingresso in città sulla scia di quanto sperimentato, ad esempio, a Milano o a Londra”. E che dire di quando immaginava “di estendere le zone a traffico limitato”, “di aumentare il parco veicolare del trasporto pubblico locale”, “di realizzare nuovi tratti di corsia preferenziale” e “di incentivare le già attive forme di trasporto collettivo, quali il car sharing e il car pooling, rendendole disponibili anche in aree meno centrali della città”.

In un’altra occasione, Meleo dichiarava alla stampa: “E’ essenziale promuovere politiche che, da un lato, orientino le preferenze di spostamento dei cittadini dal mezzo privato a quello pubblico, obiettivo perseguibile solo in presenza di un trasporto pubblico locale (TPL) rispondente alla domanda di mobilità e, dall’altro, definiscano un appropriato sistema di gestione dei flussi di merci”.

Potrei fare altre citazioni, ma già queste mi sembrano sufficienti per nutrire qualche perplessità. Innanzitutto per la scarsissima fantasia propositiva. Quelle riportate sono tutte affermazioni già sentite e, a volte, anche criticate ma comunque non risolutive. E poi per lo scarso realismo: tutti sono bravi a dire la “cura del ferro” ma per riproporla bisogna trovare le risorse. Realmente e non in forma demagogica. Alcune economie come quelle sopra proposte sono inconsistenti quantitativamente e non utilizzabili, essendo di spesa corrente e non per investimenti. Ben vengano i provvedimenti proposti e sopra riportati, ma saranno utili per avere un’azienda meno in deficit, che sarebbe una cosa ovviamente positiva, ma non certo per realizzare investimenti, se non minimali.

Gestire i trasporti di una città come Roma è cosa complessa, a maggior ragione per l’accumulo di alcuni errori. Non si deve però neanche fare generalizzazioni e dire che tutti i predecessori dell’attuale Assessore alla mobilità, o come si dice ora Assessore alla Città in movimento, siano stati uguali sia riguardo l’onestà che nel merito delle scelte fatte e delle opere realizzate.

Alcune infrastrutture importanti negli ultimi 10 anni sono state realizzate. Ne ricordo alcune, in ordine sparso: il ponte della musica e il ponte Ostiense, la galleria Giovanni XXIII. E ancora: l’interramento della tangenziale est nella zona della stazione Tiburtina, Metro C, ecc. Certamente si può discutere la calibratura delle scelte fatte, visto che qualcuna di queste opere deve essere ancora completata o è sotto l’occhio della magistratura. Obiettivamente però esistono e sono utilizzate dai cittadini romani.

Non c’è dubbio poi che i trasporti romani siano stati nel tempo caratterizzati da: mala gestione, biglietti falsi e scelte infelici.

In un’epoca di scarsissime risorse finanziarie è necessario pianificare e non perdere tempo. La campagna elettorale è finita da tempo, capiamolo. Temo che il problema sia quello di avere persone né buone né cattive, ma capaci di risolvere i problemi. Come sempre.

Sono un sognatore, lo so.


About

Classe 1955, è un ingegnere dei trasporti laureato nel 1980 e ha sempre lavorato nel settore. Attualmente ricopre la carica di Direttore dell’Agenzia Nazionale della Sicurezza delle Ferrovie. Dirigente Generale dello Stato dal 1998, ha ricoperto vari incarichi di alto prestigio: direttore generale del Trasporto Pubblico Locale, Capo Dipartimento del trasporto aereo e marittimo, Presidente al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, Commissario Straordinario di governo presso la Presidenza del Consiglio. Appassionato del suo mestiere e di tutto quello che fa cultura, ha avuto tante esperienze anche nel campo della pianificazione territoriale e dei trasporti, negli aspetti gestionali ed economico-finanziari, nei rapporti con la Comunità Europea. Professore a contratto presso l’Università di Roma La Sapienza in corsi e master di Trasporti. BLOGGER DI WILD ITALY


'Trasporti, muoversi a Roma: consigli (non richiesti) alla giunta Raggi e all’assessore Meleo' has no comments

Be the first to comment this post!

Would you like to share your thoughts?

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Shares