Trattativa: 10 domande a Napolitano

Ieri abbiamo pubblicato la  prima parte delle intercettazioni che gettano delle grosse ombre sulla Presidenza della Repubblica in merito all’interessamento del Presidente Napolitano sulle indagini riguardanti la trattativa Stato-mafia dopo che l’ex Ministro dell’Interno Nicola Mancino, che vede pendere sulla propria testa una richiesta di rinvio a giudizio per falsa testimonianza proprio nell’ambito di quell’indagine, si era detto molto preoccupato sul loro sviluppo.

Da quello che emerge dai brogliacci delle intercettazioni, si percepisce l’angoscia di Mancino che vuole – in un modo o nell’altro – che le indagini passino dalle mani dei Pm di Palermo, in particolare Ingroia e Di Matteo, ad altri. Questo genere di procedura si chiama”avocazione” e ne parla espressamente al telefono con il consigliere giuridico di Napolitano Loris D’Ambrosio. Non solo. Siccome D’Ambrosio si rivolge, sotto la volontà del Presidente, al Procuratore Nazionale Antimafia Piero Grasso chiedendo se tutte le regole di coordinamento di indagine fossero rispettate, il quale però gli da parere positivo e non intende muovere un capello, decide di porre la questione direttamente al Procuratore Generale di Cassazione, che a Marzo era ancora Vitaliano Esposito.

Al Procuratore Espostio viene inviata una lettera firmata dal Segretario Generale della Presidenza della Repubblica Donato Marra. “Lui sa tutto – dice D’Ambrosio riferendosi a Napolitano – non è che non lo sà. L’ha detto lui: io voglio che la lettera venga inviata.” Nella missiva, Marra chiede “informazioni sul coordinamento delle inchieste fra le Procure di Palermo, Caltanissetta e Firenze.”

Nelle intercettazioni che vi proponiamo oggi spuntano nuovi nomi. Pare che Mancino non si sia limitato a parlare col Colle, ma anche con Amato e Scalfaro. I due parlano anche di Dell’Utri. L’ex ministro dell’Interno è sicuro e dice: “Ma io sò Dell’Utri che cosa ha fatto.”

 

In fine ci sono due telefonate fra Giuseppe De Donno e Mario Mori, entrambi indagati a Palermo per violenza o minaccia a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario e sotto processo proprio per la presunta trattativa, . I due colloqui sono interessanti. Parlano di una telefonata avvenuta fra De Donno e Dell’Utri nel quale chiede al Senatore una cena a tre: loro due e Mario Mori

Ora, per completezza d’informazione, dobbiamo riportare le parole del Presidente della Repubblica in merito a queste notizie. La nota ufficiale della Presidenza dice: “Negli ultimi giorni si è alimentata una campagna di insinuazioni e sospetti nei confronti del Presidente della Repubblica e dei suoi collaboratori, una campagna costruita sul nulla. Si sono riempite pagine di alcuni quotidiani con le conversazioni telefoniche intercettate […] e se ne sono date interpretazioni arbitrarie e tendenziose, talvolta persino versioni manipolate.“.

Siccome le intercettazioni non possono essere manipolate, se no non sono più intercettazioni, ci sono 10 domande che vorrei porre all’attenzione proprio del Presidente Giorgio Napolitano. Questioni che ritengo doveroso che vengano spiegate. Se siete d’accordo, condividete anche voi questo post.

1. Presidente Napolitano, in quale veste ha tentato, tramite i suoi collaboratori, di intervenire sulle inchieste riguardanti la Trattativa Stato-Mafia?

2. Presidente Napolitano, quale interesse l’ha spinta a chiedere spiegazioni al Procuratore Grasso sull’operato delle Procure di Palermo, Caltanissetta e Firenze?

3. Presidente Napolitano, come mai Mancino si è rivolto a Lei? Sapeva di sfondare una porta aperta?

4. Presidente Napolitano, il suo collaboratore giuridico D’Ambrosio parlava di Avocatura con Mancino. Non crede sia grave?

5. Presidente Napolitano, perché il fatto che Nicola Mancino abbia una richiesta di rinvio a giudizio per falsa testimonianza, non ha spinto lei e i suoi collaboratori a prendere le distanze dalle sue richieste?

6. Presidente Napolitano perché, a quanto si evince dai colloqui fra D’Ambrosio e Mancino, lei avrebbe suggerito un incontro fra lo stesso Mancino e Martelli al di fuori degli interrogatori che di li a poco tempo si sarebbero tenuti?

7. Presidente Napolitano, lei ha detto a D’Ambrosio che, visto che Grasso non ne voleva sapere di intervenire, era il caso di chiedere “aiuto” direttamente in Cassazione. Non crede sia stato inopportuno?

8. Presidente Napolitano perché ora che è toccato da queste intercettazioni ritiene necessario regolamentarne la pubblicazione? Teme qualcosa?

9. Presidente Napolitano, se quello che ha detto D’Ambrosio nelle telefonate pubblicate non rispecchia il suo pensiero e le sue parole, perchè non lo licenzia subito?

10. Presidente Napolitano, a vent’anni dalle stragi di Capaci e Via D’Amelio l’Italia ha il diritto di conoscere la verità su quel periodo. Se lei, in quanto massima carica dello Stato, non è dello stesso parere perchè alcune indagini toccano uomini dello Stato, non ritiene opportuno dimettersi?

GIAMPAOLO ROSSI

 


About

Residente a Belluno, studia all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna alla facoltà di Lettere, con indirizzo storico, per poi specializzarsi in giornalismo. giampross@katamail.com


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