Travaglio vs Formigli: la tristezza della notorietà

Lo scontro Travaglio-Formigli che si è disputato sul sito del Fatto Quotidiano (Ricostruzione di Travaglio con controreplicaReplica di Formigli) è di una tristezza colossale.
Da una parte Formigli che, in effetti, si intromette in una vicenda che non riguarda né lui né la sua trasmissione, probabilmente per avere un po’ di rilievo in vicende politiche e aggiudicarsi qualche punto di share che ha Servizio Pubblico; dall’altra una prima donna che si pone come detentore della verità e che usa sempre e solo temi di strafottenza e altezzosità impropri.

Mentre Formigli tenta però di ricostruire in maniera blanda e pacata lo sviluppo delle vicende, Travaglio si scaglia con putrida violenza contro lo stesso giornalista, il programma PiazzaPulita (vede la possibilità di polemica contro Grasso da parte dei collaboratori di Formigli “ipotetica di terzo tipo”), e il direttore di rete, Paolo Ruffini. Si dimostra infinitamente rancoroso, riguardo al fatto che Formigli ha abbandonato il carro di Santoro & Co. per crearsi un programma suo.

Caro Travaglio, sai com’è, alle volte una persona può anche rischiare se stessa, e l’intera sua attività professionale, cercando di fare quel passo in più. Se Formigli avesse fatto un buco nell’acqua avrebbe perso probabilmente credibilità, e invece ha provato a lanciarsi da solo e, grazie al cielo per lui, il paracadute si è aperto. Non per questo si deve trattare però una persona come un traditore, tutt’altro! Santoro dovrebbe essere fiero che quello che era il suo inviato numero uno sia riuscito a fare quel salto in più che, diciamocelo, si meritava. travform

Un lancia a favore del vicedirettore del Fatto, a onor del vero, si può spezzare. Alla fine della replica di Formigli, c’è stato un inginocchimento da parte dello stesso, dicendo che le porte erano comunque aperte per lui. Al contrario, a mio avviso, avrebbe dovuto mantenere una rigidità più forte. Della serie, “hai declinato l’invito punto stop!”.

Caro Travaglio, se tu la smettessi un attimo di ritenerti il dio della penna e della carta stampata e tornassi un po’ di più con i piedi sulla terra, probabilmente saresti rispettato da molte più persone e saresti ancora più credibile di quanto tu, indubbiamente, sia ora. Perché, purtroppo, chi ora ti cita come IL GIORNALISTA per antonomasia, significa che non pensa con la propria testa, ma solo con la tua. La stessa tipologia di persone che ascolta le balle di Berlusconi e poi grida “Silvio Forever!”.

Il mettersi in dubbio è il più grande dei pregi. Il non ritenersi invincibile può solo che far bene. Se ti dipingi come “non smemorato”, ci teniamo a dirti che anche altre persone non lo sono e non dimenticano, per esempio, quel pessimo esempio di “scendilettismo” che hai ampiamente dimostrato con la fantomatica intervista – che solo chiamarla così fa rabbrividire – a Beppe Grillo. Avresti potuto fargli delle domande, e invece gli hai lanciato di volta in volta il discorso che poi lui completava. Probabilmente non leggerai mai questo post, ma saper ammettere i propri errori è ciò che fa grande una persona. Ah, e sii un po’ meno rancoroso e impara ad accettare le critiche e i successi degli altri.

Caro Formigli, forse era meglio che tu chiamassi il tuo direttore di rete prima di chiedere a Grasso la sua disponibilità e costruire già la puntata di Piazzapulita, o quantomeno aspettare e vedere se riuscivano, per i fatti loro, a risolvere la cosa e, solo nel caso in cui non avessero trovato uno spazio dedito, allora dare la propria disponibilità. Così facendo, hai dimostrato di voler cercare la notorietà coi risultati degli altri.

Cari Travaglio e Formigli, non proseguite oltre la polemica, perché date la palla, ancora una volta, ai vostri detrattori per scatenarvisi contro: siate più intelligenti la prossima volta.

GIAMPAOLO ROSSI

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About

Residente a Belluno, studia all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna alla facoltà di Lettere, con indirizzo storico, per poi specializzarsi in giornalismo.
giampross@katamail.com


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