Troppe destre. Nessuna sinistra. E Nichi Vendola non è un estremista.

Nessun luogo comune. Ma semplice verità. La quasi-crisi politica aperta con l’epurazione del Presidente della Camera dal Popolo della Libertà sta portando ad un nuovo sistema partitico che sposterebbe ancor di più l’asse del paese a destra ma in ottica meno berlusconiana.

Attualmente i partiti di destra in parlamento sono tre. Il primo è il Popolo della Libertà. Nonostante rappresenti solo un’anomalia della politica italiana, dato che potremmo definire il partito semplicemente come berlusconiano, prendiamo atto che siede tra le destre nel Partito Popolare Europeo. Qui siede anche l’Unione di Centro di Casini. Ebbene si. Il divulgatore dell’ “estremo centro”, che non è ne a destra ne a sinistra, se in Italia racconta di essere un centrista in realtà poi va a sedersi anche lui tra le destre. Menzogne italiote. Nel PPE si andrà a collocare inoltre anche il nuovo gruppo di Futuro e Libertà, che, nonostante sposti l’asse antiberlusconiano un po’ più distante dal PdL, porterebbe a ben tre partiti di destra (PdL-UdC-FLI) il conto finale parlamentare. Spostando così anche l’asse destra-sinistra del paese ancor più verso il PPE.

Poi c’è il centro. Che continuiamo facilmente ad identificare con Casini ma che abbiamo scoperto che invece così non è. L’Unione di Centro è di destra mentre è l’Italia dei Valori a porsi nell’Alleanza dei Liberali e Democratici per l’Europa. All’estremo dell’antiberlusconismo il partito di Di Pietro si pone invece come centrista e anzi alleato con il Partito Democratico. Stupisce che i due componenti più numerosi dell’ALDE, ovvero il Partito Liberale tedesco e i Liberal-democratici del Regno Unito, in sede locale siano alleati con le destre. L’IdV, come il Pdl e l’UdC, è un altra anomalia dell’ormai saltato schema italiano destra-sinistra soppiantato quasi totalmente dalla frattura berlusconismo-antiberlusconismo.

Infine c’è il Pd! Finalmente un partito di sinistra! E invece no. Affinché potesse collaborare con le sinistre moderate europee il nome del Gruppo Socialista al Parlamento Europeo è stato modificato in Gruppo dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo. Infatti il Pd rifiutò la definizione di socialista e fu rivisto il nome del PSE oggi S&D. Altra anomalia italiana che sposta sempre più a destra l’asse politico italiano.

Ultimo partito: la Lega Nord. Posto tra i partiti conservatori, tra le destre sociali. Insomma tra le estreme destre.

Da notare che quindi in parlamento manchi un partito di sinistra. C’è ne uno di estrema destra (LN), tre di destra (PdL-FLI-UdC), uno di centro (IdV) e uno di finta-sinistra (Pd).

E se a breve dovessimo andare a votare? Probabilmente porteremo in parlamento Sinistra Ecologia Libertà guidato da Nichi Vendola. Estremista? No, semplicemente l’asse politico italiano è scivolato così a destra che una normale sinistra europea potrebbe apparire come estrema. Infatti quando la sinistra si spaccò in due producendo SEL e la Federazione delle Sinistre di Ferrero uno dei punti di rottura fu proprio quello dell’adesione di SEL al gruppo dei Socialisti e di FdS a quello del Gruppo Confederale della Sinistra Unitaria Europea. Non abbiate paura di Vendola. L’estremismo è già nella anomala situazione italiana. E un estremista non sarebbe mai allo stesso tempo cattolico e gay…ma quello ecclesiastico è l’altro peso che l’Italia si porta dietro…Il massimo dell’essere eversivi in Italia può essere quello di essere protestante, come Ferrero, ma pur sempre cristiano.

FRANCESCO ANGELI


About

Originario di Campobasso, vive attualmente a Roma. Politologo, specializzato in Unione Europea, è cronista di Wild Italy sin dalla sua fondazione e da ottobre 2014 passa alla sezione blogger. Presidente Arcigay Roma. BLOGGER DI WILD ITALY


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