Truth Seekers recensione

Truth Seekers, i Ghostbusters 2.0 di Nick Frost e Simon Pegg

Who ya gonna call? Truth Seekers! La nuova serie Prime Video è caccia al fenomeno paranormale, con il duo Nick Frost-Simon Pegg

 

Una scena di Truth Seekers

L’ultima pellicola che ha visto il duo Simon Pegg e Nick Frost all’opera, risale nientemeno al 2013 con La fine del mondo di Edgar Wright; opera di chiusura della Trilogia del Cornetto – uno dei gioielli filmici più interessanti dello scorso decennio. Da allora le carriere di Pegg e Frost hanno intrapreso percorsi paralleli; come due archi narrativi che procedono spediti incrociandosi saltuariamente – nel caso ad esempio di Boxtrolls – Le scatole magiche e Furia cubana (2014). Da allora progetti a sé stanti, come i franchise di Star Wars, Mission Impossible e Ready Player One per Pegg e Into the Badlands (2015-2019) per Frost; questo fino a Truth Seekers, la nuova serie Amazon Prime Video riunisce infatti il duo comico inglese, per l’ennesima, spassosa, volta.

O così sembrerebbe dalle premesse. In un ibrido narrativo tra X-Files e Ghostbusters, tra paranormale e fantascientifico; Truth Seekers prova a innovare il genere in una serie da 8 puntate a narrazione orizzontale, che tuttavia non riesce, mai a trovare il punto di svolta empatico. Prodotta da Prime Video e Stolen Pictures, nel cast della serie ideata da Simon Pegg, Nick Frost, Nat Saunders e James Serafinowicz figurano – oltre che Pegg e Frost; Samson Kayo, Malcolm McDowell, Emma D’Arcy e Susan Wokoma.

Sinossi

Una squadra di investigatori del paranormale part-time seguono e filmano avvistamenti di fantasmi in tutto il Regno Unito – condividendo le loro peripezie sui social media. Tra questi ci sono Gus (Nick Frost) ed Elton (Samson Kayo), che non sono, esattamente degli indagatori del mistero e dell’incubo; piuttosto due installatori di banda larga che fanno capo a Dave (Simon Pegg), il fondatore della società.

Tra chiese infestate, bunker, ospedali abbandonati, le esperienze sovrannaturali diventeranno sempre più frequenti; a quel punto Gus ed Elton, si troveranno dinanzi a una cospirazione che potrebbe – forse – spazzar via l’intera razza umana.

Una comedy-horror più horror che comedy

Nick Frost in una scena di Truth Seekers

Eppure i meriti di Truth Seekers ci sono e sono pure tanti; a partire da un’espediente similare, in termini di scrittura, a quello utilizzato da Frankenstein Junior (1974), ovvero radicare al massimo le due componenti. Nelle serie di Pegg e Frost infatti, non troverete un elemento horror meramente funzionale al fine di valorizzare gag e momenti comici (o l’opposto); entrambe le dimensioni tonali vivranno delle proprie atmosfere sceniche, generando così un bilanciamento tra le parti che non crea disequilibri – a conferma della validità della scrittura del duo comico.

La componente horror infatti, vive di una rilettura intelligente di topoi del genere; nonché di un altrettanto intelligente uso di jump-scare che vanno a pari passo con un delicato uso dell’elemento citazionista – da Doctor Who a Super Mario. Le reali problematiche sorgono, purtroppo, nel momento in cui Truth Seekers cerca di far vivere la propria anima comica.

Il comedy di Truth Seekers e una regia che non convince

Nick Frost

Abituatici alla brillantezza della componente comico-umoristica della Trilogia del Cornetto, o dello stesso Paul (2011) di Paul Feig, l’umorismo della serie è spento, sterile; ora in un incedere di dinamiche relazionali e di gag reiterate, dai tempi comici spezzati, allungati – la cui regia, certamente non aiuta, mancando del tutto ora di un punto di vista efficace, ora di una qualunque personalizzazione.

Questo inficia, inevitabilmente sull’esprimere un qualunque giudizio, specie perché parliamo di un’opera dal potenziale semi-infinito; ma che nel modo in cui viene raccontata, in una regia che narra ma che non coinvolge, finisce con il produrre una narrazione dal ritmo stanco – specie se consideriamo il suo sviluppo orizzontale. Truth Seekers finisce così con l’essere stritolata da una mancata “presa di posizione”; in una scrittura tanto efficace nel tono horror quanto poco incisiva su quello comedy – e di riflesso su caratterizzazioni approssimative.

Un’occasione mancata

Simon Pegg in una scena di Truth Seekers

Per il cinefilo più esigente cresciuto a “pane e Cornetto“, Truth Seekers potrebbe anche risultare irritante, quasi la speranza irrealizzata di un ritorno alle atmosfere della Trilogia di wrightiana memoria; ma è anche il peggior errore che si possa fare nell’approcciarsi a un’opera inedita.

Nella sua rilettura landisiana dalla marcata componente horror, la serie di Pegg e Frost – al netto di qualche perplessità – riesce negli intenti d’intrattenere; complice una narrazione scorrevole, vivace, che seppur “semi-condannata” da un umorismo sterile, fila liscia come l’olio. Otto puntate che dispiegano un solido (e surreale) intreccio, con cui affascinare lo spettatore e fargli spegnare il cervello in una realtà tanto più simile a una distopia fantascientifica – ma senza Tallahassee e i suoi Twinkies.

 

Truth Seekers sarà disponibile dal 30 ottobre 2020 su Amazon Prime Video.

 

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Fonte immagini: imdb.com.


About

Nato in Sicilia da madre umana e padre probabilmente alieno, ha un blaster sul comodino e uno zaino protonico dentro l’armadio. Malato cronico di Cinefilia dal 1989, dopo aver passato una vita a studiare i Classici Greci e Latini prima, la Letteratura Russa Ottocentesca poi, e per ultimi i Social-Media e le teorie sociologiche di Marshall McLuhan e Erving Goffman, si trasferisce a Roma per poter finalmente realizzare il suo sogno: vivere di cinema, diventare sceneggiatore e costruire il suo personale Millennium Falcon. COLLABORATORE SEZIONE CINEMA


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