Tu chiamalo se vuoi….Regime

In un regime i giornalisti, veri, diventano un pericolo. Un giornalista non invitato diventa un contestatore, le domande vengono ricambiate con pugni e calci. In un regime il dibattito del parlamento viene azzerato, per accontentare le necessità del dittatore.

Le leggi si piegano, si modificano, si “interpretano”, in taluni casi si spezzano, ma poco importa, tanto non c’è nessuno a raccontarlo, poco contano le conseguenze per il popolo, se vanno bene al Padrone.

Al re non si rimprovera niente, in un Regime, e nemmeno al Partito, semmai si accusano i detrattori, li si offende, li si delegittima. Li si limita, li si sbeffeggia.
Gli errori, anche evidenti, vengono negati, elevati a strenua difesa della Giusta e Vera democrazia. I giusti, denigrati, sbeffeggiati e accusati ingiustamente.
L’informazione è controllata, i programmi scomodi, cancellati, sospesi, spostati, contrastati. La stampa manovrata, i giornalisti al soldo del padrone.

Per fortuna che l’Italia è un paese libero. Purtroppo il nostro premier è perseguitato dalla stampa di sinistra, dai giudici comunisti, dai pm protagonisti, dall’odio dell’opposizione gretta e disfattista. Fortunatamente i nostri ministri si adoperano per difendere, anche a viva e mascolina forza, il nostro Presidente, dagli assaltatori, dai Tartaglia redivivi.

Per fortuna il nostro affabile, gentile e buono Premier sa difendersi e non ha paura, mai, di dire, con garbo, quello che va detto. Per fortuna i suoi gli sono fedeli, e lo seguono, perché sanno di essere nel giusto, e quindi lo ammantano di gloria e di leggi, per proteggerlo, perché afflitto, non perché, sia mai, impotente.

Per fortuna…

SIMONE



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