Turarsi il naso contro l’abuso di potere

Prima di cominciare questo articolo, ci sia consentita una premessa, onde evitare di essere accusati di andare sempre contro la solita parte: né Pisapia né de Magistris rappresentano i nostri candidati sindaco ideali. Il primo – oltre che per un garantismo che a nostro avviso va ben oltre l’articolo 27 della Costituzione e la sua presunzione d’innocenza fino alla sentenza definitiva (si veda l’articolo d’elogio redatto all’epoca da Filippo Facci, buon indizio per la nostra diffidenza) – per la storiaccia del canone d’affitto di cui ha usufruito la sua attuale moglie, svelato dallo scandalo della Baggina, da lui definita solo una «leggerezza»; il secondo perché imputato in un processo per omissione in atti d’ufficio (nessun dubbio sul fatto che verrà assolto, perché l’inchiesta è una farsa messa in piedi per punirlo, ma riteniamo sia meglio non avere pendenze giudiziarie per fare politica) e perché, secondo un vizietto tipico dei politici nostrani, lascia una poltrona per provare a passare ad un’altra, senza però dimettersi – per non rischiare di rimanere senza sedia in caso di sconfitta – e correndo così il rischio di non completare il mandato per cui era stato eletto, ovvero l’europarlamentare. Detto ciò, è però impensabile non turarsi montanellianamente il naso e sostenerli rispetto a chi ha messo in campo il Pdl.

Il profilo dei candidati del messi in campo dal partito dell’amore infatti può quantomeno eguagliare quello dei loro competitori. Letizia Moratti è la madre di Batman, è stata ripetutamente condannata dalla Corte dei Conti e, in una maniera a dir poco ignobile, ha provato ad infangare Pisapia nel confronto diretto su Sky, addebitandogli una condanna per un furto degli anni ’70 (amnistiato in primo grado, verrà pienamente assolto nel merito in appello) con l’ultima battuta disponibile per non dargli modo di rispondere, nel tentativo di farlo passare per un pericoloso e violento estremista di sinistra; Giovanni Lettieri – uomo dal passato non proprio privo di ombre e imputato per ingiusto profitto e per concorso in truffa e in falso – è l’uomo di Nicola “o’ Americano” Cosentino, l’ex sottosegretario all’Economia sul quale continua a pendere una richiesta d’arresto per concorso esterno in associazione camorristica confermata anche dalla Cassazione dalla quale si è salvato solo grazie al voto del Parlamento, proprio quello che lo accompagnò da Berlusconi il 3 marzo nel giorno dell’ufficializzazione della candidatura.

Al di là di queste quisquilie giudiziarie, è però il modo con cui questi due personaggi sono sponsorizzati dal partito di maggioranza a non lasciarci dubbi su chi dobbiamo sostenere in questi due ballottaggi. Per quello di Napoli, basta la dichiarazione odierna del sottosegretario alla Famiglia, Carlo Giovanardi, secondo il quale de Magistris da sindaco «favorirà femminielli, gay e trans riconosciuti attraverso registri che ne legittimino le unioni, e discriminerà sul piano dei servizi sociali le famiglie con figli». Ben più delicato e preoccupante il discorso sullo scontro a Milano. Qui il Pdl non si sta risparmiando e sta mettendo in campo l’artiglieria pesante. Lasciando perdere le deliranti dichiarazioni della Santanchè («La vittoria di Pisapia sarebbe come portare il Leonkavallo a Palazzo Marino, sarebbe una cosa bestiale. Sarebbe come portare la droga senza se e senza ma: lui è sempre stato uno che ha detto che gli spinelli non fanno male»), abbiamo registrato in questi giorni l’occupazione abusiva delle tv da parte del premier – possibile solo con l’ossequio dei giornalisti a dir poco zerbini che ci ritroviamo – con cinque interviste nel giro di un giorno in barba a qualsiasi articolo della legge sulla par condicio, cui stanno seguendo le promesse impossibili: l’abolizione dell’ecopass per i residenti, l’idea di trasformare Milano in una no tax area, il decentramento di alcuni ministeri al Nord per tenersi buoni i padani e convincerli ad aiutare maggiormente la Moratti (Alemanno, conoscendo bene il piazzista e i suoi amichetti, ha definito «pure balle» tali assicurazioni) e – dulcis in fundo, sulla scia della sparata berlusconiana pro-abusivismo a Napoliforse una maxisanatoria sulle multe prese in città.

Mai si era visto un tale dispiegamento di forze per una sola città, mai si era visto un intero governo (ora infatti anche la Lega ha deciso di forzare la mano con la solita strategia della paura) mettere così spudoratamente in secondo piano la guida di un Paese per un semplice ballottaggio e provare ad usare la sua forza a livello nazionale – oltre al monopolio televisivo, pensiamo al potere legislativo, l’unico che potrebbe permettere la realizzazione degli impossibilia appena riportati e che si susseguiranno nei prossimi giorni – per comprare i voti degli elettori di una sola città, in barba al giuramento prestato al momento della nomina dai suoi singoli componenti («Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della nazione»). Qui al massimo infatti possiamo solo vedere l’interesse di una città, ottimo prestanome per celare quello del solito noto, che ha fiutato da tempo l’aria e, avendo già capito cosa sta rischiando, ha deciso di giocarsi le ultime cartucce, compreso l’abuso di potere. Per questo è il caso di mettere da parte le riserve e sostenere ai ballottaggi gli sfidanti del Pdl.


About

Nato nel 1987 a Vicenza, consegue a Padova la laurea triennale in Lettere moderne, quella magistrale in Filologia medievale e il dottorato di ricerca in Filologia romanza. Creatore nel 2009 del blog bile.ilcannocchiale.it (sospeso nel 2011 per collaborare con "Wilditaly" e citato ne "I nuovi mostri" di Oliviero Beha nell’elenco delle "associazioni che a vario titolo rientrino nell’accezione culturale di chi promuove riflessioni sullo stato del Paese”), fino a gennaio 2011 ha fatto parte della redazione della rivista online "Conaltrimezzi", dirigendo le sezioni dedicate all’attualità e al mondo universitario. REDATTORE SEZIONE INTERNI


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