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Tutti i soldi del mondo, il travolgente biopic movie di Ridley Scott

Dopo una serie di pellicole discutibili, Ridley Scott (Alien, The Martian) ritorna, in grande stile, dietro la macchina da presa per raccontare Tutti i soldi del mondo. Il film è tratto dalle pagine del libro Painfully Rich di John Pearson. I fatti sono liberati ispirati al tragico evento del rapimento di John Paul Getty III, nipote del magnate del petrolio John Paul Getty, da parte della ‘Ndragheta a Roma nel 1973.

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Ad accompagnare il regista in questa avventura, c’è un cast di tutto rispetto: Michelle Williams (Drive, Manchester by the Sea), Christopher Plummer (Nosferatu a Venezia, Dickens – L’uomo che inventò il Natale), Mark Wahlberg (The Departed, Transformers – L’ultimo cavaliere), Charlie Plummer (Not Fade Away, The Dinner) e Romain Duris (Arsenio Lupin, Tutti i battiti del mio cuore).

Sinossi

Roma, 10 Luglio 1973, il giovane Paul Getty (Charlie Plummer) gira per le strade della capitale con serenità. Un gruppo di uomini mascherati lo prende e lo getta su un furgone per poi portarlo via. Il riscatto chiesto alla madre Abigail (Michelle Williams) è una cifra talmente esagerata che la costringe a chiedere aiuto al suocero, John Paul Getty (Christopher Plummer), meglio noto per essere l’uomo più ricco del mondo.

Il magnate del petrolio si rifiuta di pagare il riscatto. Avendo quattordici nipoti, spiega, se pagasse un solo riscatto ne dovrebbe poi pagare altri tredici in futuro. Affezionato comunque al giovane Paul, l’uomo incarica Fletcher Chace (Mark Wahlberg), suo addetto alla sicurezza, di aiutare Abigail a trovarlo. Inizierà così una vera e propria corsa contro il tempo per raccogliere i soldi, pagare il riscatto e riavere finalmente Paul a casa.

Soldi, potere e disperazione

Tutti i soldi del mondo Michelle-Williams-Mark-WahlbergTutti i soldi del mondo si rivela essere un thriller biografico da non sottovalutare. Al contrario di altre pellicole del genere, si focalizza sulla reazione e la psicologia dei personaggi. Non si sofferma sul raccontare gli eventi con semplicità, ma supera questo concetto per arrivare ad un messaggio più profondo. Il modo in cui i soldi condizionano l’animo umano, portando a situazioni disperate, è il punto fondamentale. Una solida concezione raccontata con grande impatto e fluidità.

Il film si incentra quindi sul lato umano e disumano dei personaggi. Nei normali film biografici questo particolare ci viene raramente proposto. Qui, Ridley Scott, lavora bene e dimostra che nonostante l’età e gli ultimi incerti progetti, ha ancora la capacità di dar vita ad una credibilità caratteriale determinante. Merito è anche il grande lavoro di recitazione. Un ottimo rapporto tra profondità dei ruoli e fluidità di racconto che sbilancia la staticità del classico biopic movie.

Con una buona sceneggiatura, ben curata e studiata, anche grazie all’aiuto delle pagine di John Pearson, Tutti i soldi del mondo, riesce a travolgere il regista stesso. Quest’ultimo, infatti, non era inizialmente interessato al progetto ma dopo aver letto la sceneggiatura si è buttato a capo fitto. Con uno stile non troppo formalista e sperimentale, ma comunque esperto, Scott firma un buon prodotto da andare a vedere.

Italiani: un popolo di ciarlatani, vili e rimbambiti

Metà della troupe che ha lavorato in questo film è italiana. Il film, infatti, percorre il suo corso narrativo, per la maggior parte, nella terra nostrana. Si può affermare che gli autori, insieme al regista, abbiano calcato l’onda dello stereotipo italiano. La piega che prende è di cattivo gusto e tende ad esagerare. Un film in cui le forze dell’ordine sono incapaci o corrotte, Roma è rappresentata dall’immancabile Colosseo, dove abbondano Fiat 500 e Vespe e in cui un gruppo terroristico come le Brigate Rosse è ridotto ad una macchietta. Un altra piccola frecciatina su quanto il Bel Paese sia “stimato” all’ estero.

Tutti i soldi del mondo Christopher-Plummer-Mark-WahlbergCiò che non convince, è la scesa che il film prende verso il finale. Se partiamo con situazioni dinamiche, dialoghi profondi e momenti commoventi, finita la prima ora e quaranta si viene catapultati in situazioni che stonano un po rispetto a quanto visto. Un partenza compiuta con grande stile, per poi arrivare alle battute finali sottotono e con pochi assi nella manica. Un finale funzionale ma non in linea con la solida narrazione del resto del film.

In conclusione, Tutti i soldi del mondo apre il 2018 con un buon risultato. Ridley Scott firma una pellicola che posiziona il biopic movie sotto una luce più riflessiva e profonda che fa ben sperare. Un thriller di tutto rispetto, con una storia intensa e la magia anni ’70 che risveglia i cuori più nostalgici. Tutti i soldi del mondo riesce nella sua narrazione e nell’intrattenere lo spettatore, regalando qualche perla di saggezza importante da ricordare.

Tutti i soldi del mondo è al cinema dal 4 Gennaio distribuito da Lucky Red

 

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About

Classe 1992, vive a Fregene, comune di Fiumicino. Si è laureato in Sociologia presso la sede di Scienze della Formazione a Roma Tre. E’ da sempre appassionato di cinema e questa passione lo ha portato qui per poter dire la sua opinione ufficiale sulle pellicole in uscita sul grande schermo. COLLABORATORE SEZIONE CINEMA


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