Tutti in carrozza!

Come ci imponeva l’Unione europea, da oggi (13 dicembre) sono entrati in vigore i nuovi orari delle ferrovie. Questa volta i cambiamenti sulla rete italiana sono molto vistosi. Primo tra tutti, dall’orario invernale 2010 in Italia prende il via l’Alta velocità tra Salerno e Torino. RFI va molto fiera della fine dei lavori della sua nuova rete veloce: facile quando è fatta con i soldi dello Stato. Infatti, mentre nei progetti dovevano essere le società private che la avrebbero costruita a pagare il tutto, ora si è scoperto che tutta l’opera verrà pagata con i soli soldi pubblici. Ora che l’Alta velocità è completa, per Trenitalia è ovvio che sia necessario aumentare le tariffe; il problema è che le tariffe aumentano anche sulle tratte che erano già in uso. Ma perché? Per Trenitalia gli aumenti serviranno a migliorare i servizi ferroviari. Dati alla mano, ci si accorge che è una scusa che non sta in piedi, poiché si scopre che i soldi ottenuti con gli aumenti non verranno impiegati per migliorare i servizi per i pendolari (infatti le spese per i pendolari sono totalmente a carico delle regioni). Dove finiranno allora quei soldi? Probabilmente nei servizi AV, andando ad aggiungersi alla quantità spropositata di denaro pubblico che l’Alta Velocità ha già ingerito.

Nel nuovo orario ci sono anche molti cambiamenti nel traffico ferroviario italiano con l’estero. Finalmente chiude i battenti  la società italo-svizzera Cisalpino, che gestiva  i treni di FFS (Ferrovie Federali Svizzere) e Trenitalia. I treni Cisalpino erano famosi per i loro guasti continui e per i ritardi mastodontici perfino rispetto ai ritardi di Trenitalia (tant’è che la società si era guadagnata il soprannome Cessoalpino). Il traffico tra Italia e Svizzera viene ora ripreso dalle società ferroviarie dei rispettivi paesi. Per quanto riguarda i treni internazionali per passanti per il Brennero, il servizio verrà effettuato da una società composta da LeNord (la compagnia ferroviaria della regione lombardia), DB (le ferrovie tedesce) e OBB (le ferrovie austriache). Trenitalia, che non può più fare la monopolista nei traffici con l’estero, ha deciso di fare ostruzionismo non vendendo nelle sue biglietterie i biglietti della società Lenord-DB-OBB. Si vedrà.

I treni a lunga percorrenza non AV vengono fortemente penalizzati in questo nuovo orario. Spariscono molti dei collegamenti Nord-Sud (il Trento-Roma, il Lecce-Torino), molti  IC vengono sostituiti da EurostarCity (che vanno alla stessa velocità ma costano di più) o vengono cancellati (quelli per esempio che collegavano Roma a Firenze) e sulla Roma-Bari molti Eurostar spariscono, sosituiti da EurostarCity (di minor qualità) e da Frecciargento (più costosi di prima ma con gli stessi tempi di percorrenza).

A subire i disagi peggiori, anche in questo orario, sono i pendolari che ogni giorno viaggiano sui Regionali. Molti regionali a lunga percorrenza spariscono in questo nuovo orario  ed i regionali (per far passare i treni più rapidi) vengono spesso spostati ad orari impossibili o non più comodi per i pendolari. Per esempio il Milano Centrale-Livorno Centrale delle 6.45 era quasi sempre strapieno di pendolari diretti alla Stazione di Lodi, visto che il treno successivo era alle 7.15 (per Piacenza), impiegava più tempo ad arrivare a destinazione ed era cronicamente in ritardo. Con il nuovo orario il Livorno Centrale è stato anticipato ed il treno per Piacenza è stato posticipato di 20 minuti. Il risultato? I circa 5.000 pendolari che viaggiano tra Milano e Lodi su quei due treni si ritrovano a svegliarsi più presto ed a dover prendere un treno solo invece di due.  Altri esempi? Restiamo sulla Linea Milano-Piacenza. Tra le stazioni di Milano Rogoredo e Lodi sarà attivata dalle 9 alle 17 una linea suburbana (che ciò fa il giro delle stazioni di Milano), che sostituirà tutti i regionali che passavano nel vecchio orario. La gran quantità di pendolari (più di 20.000) che va verso Milano e verso Piacenza con il nuovo orario dovrà fare 2 o 3 trasbordi per tornare a casa (sempre se le coincidenze non verranno rese impossibili dai ritardi).

La musica non cambia in altre zone d’Italia. In Sicilia l’attivazione del cadenzamento dei treni regionali su alcune linee renderà molto più dura spostarsi verso le città principali. In Puglia la situazione è ancora più critica: Trenitalia ha fatto man bassa delle fermate nelle stazioni minori, ove i treni amedia percorrenza (ma anche gli EurostarCity) non fermeranno più, lasciando a piedi i pendolari.

Trenitalia purtroppo prosegue nella sua logica: fregarsene dei pendolari e fare gli affari con chi si può permettere di viaggiare bene.

GIORGIO MANTOAN



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