Twittario di bordo. Data astrale 16/05/12

Le acque in cui navighiamo nascondono parecchi pericoli. Spesso favoriscono ed accentuano i malanni di stagione. Dopo qualche giorno passato sotto coperta, torno a guidare la mia nave.

 

#Calderoli: “#Bossi ha tolto il pane di bocca ai suoi figli per darlo alla #Lega”. Il caviale è meglio senza.

 

Continua il goffo intervento di “imenoplastica” (come lo definirebbe Mina) della Lega. E’ bastata una pagliacciata con le scope, una fra le tante naturalmente, per ridare nuova verginità a Bossi e “family” allargata agli occhi del leghista puro e duro. Il problema è che il leghista puro e duro sembra specie a rischio estinzione, tanto è vero che alle recenti amministrative il Caroccio è stato sonoramente bastonato. Godiamoci comunque le perle degli esponenti dello stato maggiore del partito…

 

Borriello: “Dedico il gol ad Andrea Fortunato”. Una bella cosa. Bravo. #cesenajuve #juventus #juve #juvenews #salutatelacapolista

Il 25 aprile si recuperava, con turno infrasettimanale, una giornata di campionato.La Juventus, neo-campione d’Italia, era bloccata sullo 0-0 dal fanalino di coda Cesena. Nel secondo tempo entra Borriello e segna un gol che risulterà fondamentale ai fini della conquista finale del titolo. Ora, Borriello è quello di “Saviano ha lucrato su Napoli”, dichiarazione poi smentita con il più classico dei “sono stato frainteso”. In questo caso, però, la dedica è molto bella.

 

#Napolitano si scaglia contro il “populismo” e si schiera a difesa dei partiti. Ma di cosa ha paura? #25aprile

 

Dopo i tanti moniti che hanno caratterizzato la sua presidenza della Repubblica, ad un anno dalla scadenza del proprio mandato,  Napolitano se ne esce con una condanna, nascosta (male) fra le righe, di Grillo e del “populismo” di cui il comico sarebbe portatore. E ovviamente si prodiga in un’accorata difesa dei partiti che neanche un Cicchitto o un Gasparri avrebbero potuto fare. Nella sua replica, Grillo gli augura di riposarsi quando smetterà di fare il Presidente della Repubblica. Sì, forse Napolitano ha bisogno di andare in pensione…

 

Fassina sembra Alberto Sordi, maestrino dalla voce stridula in Totò e i Re di Roma: “Signor archivista capo!” #serviziopubblico

 

Io quando vedo in tv Stefano Fassina, responsabile Economia e Lavoro del PD, non riesco a non pensare a quel personaggio…è più forte di me.

 

“La lucina in fondo al tunnel c’era ma era un rapido che ti veniva in faccia” @beppe_grillo strepitoso a #serviziopubblico

Una delle battute più belle per spiegare in maniera impietosa come ci è stata raccontata la crisi in questi anni. La grande balla del “va tutto bene”. Bisogna tirare un po’ la cinghia ma noi non siamo la Grecia. Bisogna essere ottimisti. Si vedono segnali di ripresa. E probabilmente per molti è sempre meglio credere ad una rassicurante menzogna che guardare in faccia la realtà.

L’unica che stasera ha detto qualcosa di interessante e comprensibile per il cittadino è la Frasacco. Sarà un caso? #serviziopubblico

A Servizio Pubblico è ospite la figlia di un imprenditore suicida. Uno dei tanti casi di lavoratori duramente colpiti dalla crisi ai quali le banche hanno “chiuso i rubinetti”, negando persino piccoli prestiti. Mentre in studio parlano di spread ed alta finanza, la donna spiega il gesto del padre portando una testimonianza di vita vera, fatta di lavoro e sacrifici non adeguatamente supportati da uno Stato assente.

#ToRomeWithLove: un’accozzaglia stereotipi sull’Italia che neanche Boldi e De Sica. Italiani macchiette comiche. Si salva il solito Benigni.

Ha ragione Roberto D’Agostino. Probabilmente ormai a Woody Allen interessa solo il turismo gastro-cinematografico. Passa quattro mesi in una capitale, magna e beve gratis e nel frattempo ci fa un film. Brutto.

#1maggio: festeggiate quello che vi pare ma non il lavoro che non c’è o è difficile da mantenere.

In un’epoca come la nostra, c’è francamente poco da festeggiare o celebrare.

È un calcio fuori controllo. Ragazzini miliardari viziati e allenatori fuori di testa. #DelioRossi vs #Ljaijc

Qualche giorno prima i giocatori della Lazio si rendono protagonisti di una sceneggiata assurda, con tanto di espulsioni e successive squalifiche, per un gol (regolare) assegnato all’Udinese quando, a pochi secondi dal termine, la compagine friulana conduceva comunque per 1-0. Poi la rissa fra Delio Rossi e il calciatore appena sostituito Ljaijc, che probabilmente offende pesantemente l’allenatore. Il tecnico cacciato via, il giocatore sospeso. E non dimentichiamo scommessopoli. Il dato di fatto è che il calcio è nel baratro.

“I provvedimenti di questo Governo poteva farli anche Cirino Pomicino” @marcotravaglio a #serviziopubblico

“Il professore? È stato il mio principale collaboratore fra il 1989 e il 1992, quando ero ministro del Bilancio del governo di Giulio Andreotti”, con queste parole Paolo Cirino Pomicino ricordò, poco prima dell’insediamento di Monti a palazzo Chigi, l’incarico che questi ebbe, insieme ad altri professori, in tre commissioni di rilievo del ministero di Cirino Pomicino: quella sul debito pubblico, quella sulla spesa pubblica ed il comitato scientifico della programmazione economica. Una ricerca della Banca di Italia dice che il debito pubblico, al momento dell’insediamento di Cirino Pomicino e dei suoi collaboratori, ammontava a 553 miliardi, 140 milioni e 900 mila euro di oggi per salire fino ai 799 miliardi, 500 milioni e 700 mila euro nel 1992.  Cioè +44,53% in tre anni, fra i record negativi assoluti della storia della Repubblica italiana. Secondo la Ragioneria generale dello Stato, poi, nel 1989 la spesa pubblica italiana ammontava a 254 miliardi, 418 milioni e 970 mila euro di oggi arrivando a 371 miliardi, 209 milioni e 895 mila euro alla fine del mandato di Pomicino. Cioè +45,90%. Qualcuno si sta preoccupando?

 GIANLUCA CAPORLINGUA



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