Umberto, che uomo!

Ci vuole veramente del coraggio. Oppure è sufficiente essere italiani, politicanti e sapere benissimo che l’italiano medio dimentica un informazione, una parola o un fatto con un tempo inferiore a quello che ci ha messo per ascoltarli. Nel 1995 Bossi diceva: “Neppure Mussolini aveva un monopolio televisivo della dimensione di quello di Berlusconi”. Il buon Silvio, dal canto suo, rispondeva: “Io non mi siederò mai più ad un tavolo a cui ci sia il signor Bossi e non sosterrò mai più un governo che conti su Bossi come sostegno. E’ una persona totalmente inaffidabile”.
Tralasciamo i nostri doveri storicisti che dovrebbero spingerci a ricordare a Bossi che Mussolini non aveva un impero televisivo semplicemente perchè il mondo non aveva la televisione. Soffermiamoci, invece, su quello che appare come il primo atto di una politica basata sul favoritismo e sull’ipocrosia. Mercoledì 8 luglio 1998, La Padania (quotidiano con chiare simpatie campane e siciliane) titolava: “BERLUSCONI E COSA NOSTRA. CAVALIERE, RISPONDA A 11 DOMANDE E POTRA’ SCAGIONARSI” e lo scopo era quello di far uscire allo scoperto i presunti legami economici tra l’immenso gruppo Fininvest e la mafia. Da dove venivano i soldi per le aziende? Come mai lei, signor Berlusconi ha fatto amministrare i suoi soldi da una società mafiosa? Perchè tace? Chi sono i suoi finanziatori? Cose del genere…domande lecite e doverose, come quelle che farebbe un avvocato ad un imputato.
Poi, dopo miliardi di lire e milioni di euro di promesse economiche, dopo favoritismi e clientelismi degni di un impeachment in stile americano, ecco Bossi e Berlusconi seduti allo stesso tavolo, per lo stesso governo, per la terza volta. E quelle domande su La Padania? Sparite dagli archivi internet. E quelle dichiarazioni di Bossi sulle “fonti oscure” dei finanziamenti della Fininvest?

Ma quali dichiarazioni? Ma quali domande? Voi siete tutti matti! Se c’è un gattopardo, un voltafaccia nella politica italiana, quello non può essere nessun altro se non Gianfranco Fini. Io, Umberto Bossi, ho sempre creduto in Berlusconi e nella trasparenza di tutte le sue operazioni finanziarie, nonchè nella completa legalità di tutte le sue azioni per giungere ad un livello così alto di carriera imprenditoriale e politica
Ma quale collusione con la mafia? La mafia non esiste.
Se diciamo ‘Cosa Nostra’ è perchè è una metafora…è come se la mafia siamo noi!
Ma non capite proprio un cazzo voi comunisti terroni eh?

No, Umberto, perdonaci. Noi non capiamo proprio niente. Ma per fortuna ci sei tu, illuminante come un raggio di sole nel buio dell’informazione e della politica, baluardo della libertà e della democrazia.
Tu sì che sei un uomo, mica tua sorella!

Per vedere le domande de La Padania clicca QUI

MARCO PESINO



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