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Un piccolo favore, thriller leggero e fashion che mantiene alta la curiosità

Un piccolo favore è la storia di un’amicizia che tra misteri e intimità mai confessate stravolgerà la vita delle protagoniste

 

un-piccolo-favoreDue amiche, mille segreti. Due donne agli antipodi, una storia che le accomuna. È la base di Un semplice favore, nuovo film del regista Paul Feig sull’adattamento cinematografico del romanzo di Darcey Bell. E diverse sono le attrici che interpretano i ruoli protagonisti: Anna Kendrick, imbranata mamma sola, dai calzini colorati e il bisogno compulsivo di dover aiutare e Blake Lively, impudente donna in carriera che su bugie e prepotenza ha edificato il suo castello. Una contrapposizione che trova confronto in un’amicizia che stravolgerà la vita delle protagoniste, con cassetti da scandagliare per riportare in superficie le torbide esperienze del passato. Perché i peccati tornano sempre a bussare e a volte ad aprire è la persona che non ti aspetti.

Pur completamente opposte, Stefanie (Anna Kendrick) e Emily (Blake Lively) sono diventate molto amiche. Di più: migliori amiche. L’amicizia dei loro figli piccoli ha permesso alle donne di trovare, per la prima volta in molto tempo, una persona con cui parlare, trascorrere i pomeriggi portando i bambini al parco e bevendo martini. E raccontarsi intimità mai confessate. Ma Emily rimane, nonostante la conoscenza, quanto mai indecifrabile, algida nella sua fermezza eppure bramosa come il fuoco. Non dà nemmeno spiegazioni a Stefanie quando, dopo averle chiesto di prendere il figlio a scuola, decide di scomparire all’improvviso, non permettendo a nessuno di potersi mettere in contatto con lei.

L’enigma di Emily Nelson e dei toni del film di Paul Feig

Il personaggio di Emily Nelson è un’enigma e, come tale, porta la sua ambiguità all’interno del racconto di Un piccolo favore. Lo permea di impenetrabilità, si accerta che ogni angolo contenga dentro un mistero, mentre è la sola Stefanie a voler ricercare una spiegazione alle stranezze e alle incongruenze che ne descrivono la scomparsa. Il film di Paul Feigsi tramuta dunque in rompicapo, adottando i paradigmi del genere thriller, ma trasmettendoli con una leggerezza che sarebbe insolito legare ad un intreccio tanto ramificato, predisponendo i toni che la pellicola manterrà anche durante il lento svelarsi dell’inspiegabile.

L’impostazione da contesto fashion che Feig ha scelto per Un piccolo favore non danneggia però il film, ma è determinante per comprendere la natura puramente altezzosa e d’effetto che la pellicola si propone di riportare. Non a caso una delle due mamme ha un proprio blog personale, mentre l’altra è la coordinatrice delle relazioni pubbliche di una casa di moda. Puntare su quel pizzico di Gossip Girl che la Lively porta nel thriller dà modo allo spettatore di collocare il prodotto e comprendere che, nonostante gli snodi della trama, sarà piuttosto quello a contare sull’attendibilità o la profondità dell’indagine.

L’irresistibile Blake Lively

Un-piccolo-favoreConsolidato questo, Un piccolo favore si rivela quasi la versione senza ambizioni – o, comunque, certo non le stesse – di Gone Girl – L’amore bugiardo, un gioco di ruoli in cui costantemente va cambiando la maschera di ogni personaggio e che riesce, nella sua semplicità, a mantenere accesa una massiccia dose di curiosità. Anche quando l’opera giunge al suo finale, nonostante l’escalation esuberante e forse leggermente precipitosa che catapulta il film in un disvelamento senza fine.

Tra intrighi e relazioni, risvolti piccanti e peccati inconfessabili, a brillare è una Blake Lively in abiti maschili mai così sexy e mai così brava, con un tocco di ruvidità e strafottenza che incastra lo spettatore nella sua spirale e fa cadere ai piedi dell’attrice chiunque la osservi anche solo per un secondo. Un’arroganza che macchia la sua recitazione e la rende imbattibile, vero asso nella manica di tutto il film. Una donna e i lati oscuri di tutti i personaggi, un thriller in cui ne esce solo chi sa come mantenere nascosto il suo.

Un piccolo favore è al cinema dal 13 dicembre distribuito da 01 Distribution.

 

Fonte Immagini: Ufficio Stampa Manzo Piccirillo

 

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About

Martina Barone è nata a Roma nel 1996. Appena diplomata al Liceo Classico Pilo Albertelli, è pronta a seguire all’università corsi inerenti al cinema e tutti i suoi più vari aspetti. Ama la settima arte in tutte le sue forme, la sua capacità di trasporti in luoghi lontani e diversi e di farti immergere in storie sempre nuove. Ama poterne parlare e poterne scrivere. COLLABORATRICE SEZIONE CULTURA


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