Un uomo solo, dopotutto

Immaginatelo nella sua ‘baracca’ di Arcore.
E’ lì, seduto alla sua scrivania colma di giornali e riviste, con la televisione in sottofondo che accompagna i suoi pensieri senza disturbarli. Giocherella con una penna, una stilografica d’oro regalatagli da Muammar Gheddafi. Ogni tanto scarabocchia ghirigori incomprensibili su una preziosa agenda di pelle, il dono di quel pazzerello di Lukashenko.
Un brav’uomo, dopotutto. Ah, quanto vorrebbe essere come lui!
Silvio è lì nel suo studio, che guarda ma non osserva, che perde i suoi occhi nel vuoto, che si smarrisce nei pensieri e ogni tanto alza lo sguardo alla finestra. Quell’immensa vetrata, tra la nebbia della Brianza e la pioggia tipica della primavera leghista, lascia intravedere l’orgoglio della sua esistenza, quel mausoleo in stile egizio che ogni tanto Bondi viene a visitare di sua spontanea iniziativa compiacendosi di quella che sarà la sua ultima dimora e rammaricandosi per non poterci andare subito in segno di devozione al padrone.
Oggi Silvio non vuole vedere nessuno, vuole rimanere solo. Solo con se stesso, con i suoi ragionamenti, con la sua delusione, con le sue personali visioni del futuro.
Come può fare?

Ma tu guarda se uno come me, a 73 anni e con tutti questi capelli, deve trovarsi in una situazione del genere. Ma che gli è preso a Gianfranco? Eravamo amici, gli avevo promesso la terza carica dello Stato…e ho pure mantenuto la parola! Adesso ha la Polverini nel Lazio, Alemanno sindaco di Roma…Gianfranco ma cosa vuoi di più dalla vita? Ti sembra questo il modo di ricambiare i favori di un fratello? Andiamo…se non fossi entrato nel Pdl che fine avresti fatto? Saresti diventato un fantasma della politica, uno sconosciuto come Ferrero, un parassita come Bertinotti, un emarginato come la Mussolini. Chi, se non Silvio Berlusconi, ti avrebbe mai dato la possibilità di governare, di avere un posto nell’esecutivo, di costituire la parte fondante di una maggioranza? Volevi il Ministero degli Esteri? Dai, Gianfranco non fare il bambino…non è che ogni volta che sbatti i piedi sono lì pronto ad accontentarti. Sono pur sempre il Presidente, io!

Che grame! Il povero Silvio è ancora lì, assorto nei suoi pensieri. Quello che è accaduto è molto più grave di quanto potesse immaginare. Siamo davvero alla fine del Partito dell’Amore? Di fronte alla scrivania, tra librerie in legno intarsiato e quadri d’autore c’è la sua foto con Apicella. Quanto lo vorrebbe lì, in questo momento, per cantare una canzone insieme, per passare una mezz’oretta di assoluta spensieratezza. Poi ci sono le foto con Putin, Sarkozy, Zapatero, la Merkel, Bush, Obama. Che bona quella negrona della moglie, neh! Dove andrà a finire tutto questo? Silvio si interroga e l’occhio lucido tradisce la presenza di un animo candido, trasparente. Lui, dopotutto, è un uomo come tutti gli altri. Lui, anzi, è quello che tutti gli altri vorrebbero essere. Ecco perchè lo hanno votato e continuano a votarlo. Lui ha i soldi, le macchine, le ville, le donne, due famiglie (sfasciate, ma pur sempre due), televisioni, gruppi editoriali, banche, giornali e un’orda di persone che lo A-dorano e che gli O-dorano il didietro come fanno i cani.
Ieri, però, Bossi ha alzato un pò troppo la voce.

Umberto, ma che mi combini? Certo che tu e Gianfranco proprio non capite in che razza di guaio mi avete cacciato. Siamo tutti una grande famiglia, la coalizione del Bene che vince sul Male, il governo dei fatti. Se nemmeno favoritismi e clientelismi riescono più a saldare la nostra unione, avete almeno il buon senso di spiegarmi cosa devo fare? Umberto caro, va bene le elezioni regionali le hai vinte tu. Hai avuto il Piemonte e il Veneto e hai addirittura invaso quella fortezza del comunismo bolscevico che era l’Emilia Romagna. Bravo, ma i complimenti te l’ho già fatti. Anche tu, cosa vuoi di più da un povero vecchietto di 73 anni? Dai su, fate pace da bravi bambini. Sai quante altre cene possiamo fare qui ad Arcore con Sandro (Bondi ndr) che viene a servirci e Emilio (Fede ndr) che lecca le briciole dal pavimento? Vi prego, non lasciatemi solo. Anche Veronica se n’è andata, magari sta ancora trombando con quell’intellettuale stalinista di Massimo Cacciari. Nemmeno le escort posso più invitare che appena entrano accendono telefonini e registratori e poi ci sono quelli lì…Travaglio e Santoro…subito pronti a buttarmi fango addosso. Vauro poi…e chi lo sopporta? Ma a me non interessa, l’importante è che rimaniamo insieme. Non permetterete che rimanga circondato solo da gente come Ghedini, Gasparri, Alfano e la Gelmini? Quella ha pure partorito, ormai ha ‘svaccato’. Dai su…regalerò a voi due un Suv come quello (orribile tra l’altro ndr) che ho regalato a Ignazio. Ci andiamo a fare una bella scampagnata a Sirmione e la sera tutti qui ad Arcore a guardare i filmini di Mussolini e i video porno con la D’Addario. Eh, che dite?

Niente, nessuno risponde. D’altronde, Silvio è solo in compagnia dei suoi pensieri. Troppi pensieri. E’ difficile ammettere che uno come lui, simbolo della democrazia, dell’Amore, della coerenza, della verità e della libertà debba cedere soccombendo alle pretese personalistiche di due pivelli come Bossi e Fini. Abbassa lo sguardo. Ha ancora tra le mani quella penna, si è anche sporcato di inchiostro. Dannate stilografiche! Si mette le mani nei capelli. Chissà di chi erano prima quei capelli. Però sono belli. Guardatelo, cavolo, sembra un ragazzino!
Va beh, meglio non pensarci oggi…è sabato, Silvio è stanco e ha solamente voglia di pensare ad altro.
Alza il telefono. “Pronto, Guido? Dai, Guido, vieni qui a giocare con le Lego insieme a me…facciamo che io ti chiedo gli appalti e tu me li dai!”.
Intanto, fuori, la pioggerella è diventata acquazzone.

MARCO PESINO



'Un uomo solo, dopotutto' have 3 comments

  1. 24 aprile 2010 @ 4:02 pm Francesco Angeli

    potremmo chiamarlo:

    Il Re Solo…

  2. 25 aprile 2010 @ 7:24 am Marco Pesino

    Il Re è nudo…evviva il Re 😛
    pover’uomo…ho cercato di immaginare e raccontare il suo possibile dissidio interiore…in fondo anche lui ha un anima…lercia ma ce l’ha 🙂

  3. 25 aprile 2010 @ 10:37 am Giampaolo Rossi

    eppure ha dichiarato che lui ogni sera va a dormire con i pensieri che lo rassicuarano perchè lui ha la coscienza pulita! Certo.. pulita dai lecchini che gli stanno attorno…


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