Una poltrona per…945

Cosa sarebbe il natale senza “Una poltrona per due” in tv? E cosa sarebbe il natale senza una poltrona per 945 in parlamento? Il 14 dicembre, per chi credeva ancora nella politica, è stato un giorno da dimenticare. Tra compravendite di parlamentari, risse da stadio e Casini. Esatto proprio Casini, indomito paladino delle mozioni di sfiducia a Berlusconi (“…non puo’ governare…Io sfiducerò Berlusconi, come ho fatto nelle altre 37 volte della legislatura.” cit. TgLa7 13/12/10); il grande sostenitore dell’onestà parlamentare (“Non faccio giochini. I Giuda purtroppo ci sono sempre stati” cit. TgLa7 13/12/10), durante le votazioni per la sfiducia saluta Berlusconi con calorosi abbracci e baci, conditi da toni scherzosi. Ed ecco che il terzo polo nascente sembra un altro burattino nelle mani di Berlusconi. Come si può pensare di fare opposizione se i membri dell’Udc (partito dominante nella nascente alleanza) sono simpatizzanti del leader del Pdl? E come può il Pd pensare ad un alleanza con un centro pendente per così dire a “destra”?

Da questi interrogativi sorge una domanda/risposta quantomeno deludente da parte di chi si aspettava un cambiamento: Non è che il Pd, l’Udc e tutti gli altri partiti diciamo “d’opposizione”, preferiscano (tanto per cambiare) mantenere la poltrona? Se vediamo i dati relativi agli stipendi il ragionamento fila: i parlamentari guadagnano circa 15.000,00 € al mese, mentre i ministri ne guadagnano 17.000,00 al mese. Quindi la differenza di reddito è di 2000€; fondamentale per un italiano medio ma opinabile per un parlamentare, che comunque guadagna già una cifra ragguardevole. Probabilmente questi dati erano già chiari, ma si sperava che qualcuno risvegliasse il ruolo che gli era stato conferito.

Purtroppo a parte alcune piccole eccezioni (Idv, Sel e pochi altri) non vi sono fazioni politiche consistenti che vogliono mandare effettivamente Berlusconi a casa, o magari(se un processo finirà con la sentenza definitiva) in galera. L’unica speranza per gli anti-berlusconiani rimane incredibilmente il partito che in questo momento è più vicino al premier: la Lega Nord. Come nel lontano 1994 Bossi (grazie ai suoi elettori) ha una nuova via d’uscita per passare come la parte lesa. Anche questa volta dirà che questo governo non può o “Non vuole fare il federalismo” e quindi “Bisogna andare ad elezioni anticipate”. Se non lo farà probabilmente sarà la fine della Lega. Ecco perché Maroni, impaurito da un Bossi sempre più vecchio e probabilmente sempre più lontano dalla sua unica dote intellettiva (“la furbizia”), vuole diventare il nuovo leader del partito.

In questo turbine “ad politicam”, le persone che sono all’esterno del palazzo possono soltanto sperare che esista Babbo Natale, per ricevere qualcosa di concreto da coloro che vengono pagati ogni mese per svolgere un ruolo fondamentale: conservare e far progredire l’Italia. Anzi dopo gli ultimi sondaggi, sembra che le persone credano ancora in Babbo Silvio che, per chi non l’avesse ancora capito, porta i regali ai più inquisiti. A Natale si dice che tutti sono più buoni, altruisti, simpatici e quant’altro. Perché mai più consapevoli?



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