Una poltrona per tre: Matteo Renzi.

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La data è vicina. L’8 dicembre si terranno le primarie del Partito Democratico per eleggere il segretario nazionale e candidato Presidente del Consiglio con la sua Assemblea Nazionale.

Potranno votare tutti quelli che hanno compiuto il sedicesimo anno di età, anche se non iscritti al Pd. Tutte le modalità le trovate comunque sul sito ufficiale del partito , così come i candidati all’Assemblea Nazionale.

Tre sono i candidati che si sfideranno per la poltrona: Matteo Renzi, attuale sindaco di Firenze ed ex candidato alla segreteria nello scorso anno; Giovanni Cuperlo detto Gianni, deputato Pd e presidente del Centro Studi del partito; Giuseppe Civati detto Pippo, ex consigliere regionale di lungo corso in Lombardia e deputato Pd alla prima legislatura.

Le sintesi delle loro mozioni congressuali sono state rese pubbliche qualche giorno fa, ma ciò che facciamo oggi è analizzare nel dettaglio le loro vite, raccontandovi “vita, morte e miracoli” dei tre contendenti. Partiamo da Renzi.

 

MATTEO RENZI

Nasce in quel di Rignano sull’Arno (Provincia di Firenze) nel lontano 1975. Figlio di Tiziano Renzi (consigliere comunale per la Dc da l’85 al ’90), Matteo studia nel capoluogo toscano e si laurea nel 1999 in Giurisprudenza, con una tesi dal titolo “Firenze 320436_10151111819019915_985245322_n1951-1956: la prima esperienza di Giorgio La Pira Sindaco di Firenze”.

Successivamente assume diversi ruoli all’interno della CHIL srl, società di servizi di marketing (di proprietà della sua famiglia) di cui è dirigente in aspettativa, in particolare coordinando il servizio di vendita del quotidiano La Nazione sul territorio fiorentino. Memorabile la sua partecipazione a La ruota della fortuna dove vinse, a 19 anni, 48 milioni di lire.

La sua attività politica però comincia già durante gli anni del liceo. Tre anni prima della laurea, è tra i promotori della nascita dei Comitati Prodi e si iscrive al Partito Popolare Italiano, di cui diverrà segretario provinciale. Nel 2001 diventa coordinatore de La Margherita fiorentina e, nel 2003, segretario provinciale.

Il 13 giugno del 2004 viene eletto Presidente della Provincia di Firenze con il centrosinistra, ottenendo il 58,8% dei voti.

Il 29 settembre 2008, un anno prima della scadenza del suo mandato, si presenta alle primarie del Pd per la scelta del candidato sindaco nella sua città. Tutti lo davano per sfavorito, troppo inesperto secondo alcune malelingue, non ha nessun padrino politico.

Poi la svolta: contro ogni peggiore aspettativa, Renzi esce vittorioso dalla competizione con il 40,52% dei voti, conquistati il 15 febbraio 2009 e diventa il candidato sindaco di Firenze da contrapporre al berlusconiano Giovanni Galli. Il 9 giugno 2009 alle elezioni amministrative, Renzi ottiene il 47,57% dei voti contro il 32% di Galli, con il quale va al ballottaggio. Il 22 giugno 2009 ottiene la fascia di primo cittadino, riportando il 59,96% dei voti.

Secondo una classifica, Renzi nel 2010 figura come il sindaco più amato in Italia anche se alcune cose non sono andate giù al suo elettorato. Un esempio potrebbe essere rappresentato da quel famoso 6 dicembre 2010, quando si recò in visita ad Arcore, presso la villa privata di Silvio Berlusconi, per discutere di alcuni temi legati all’amministrazione di Firenze. La notizia, diffusa quando ormai si era allontanato dalla villa, provocò non poche reazioni e alcune polemiche anche tra i suoi sostenitori.

Dopo aver organizzato, nel 2010, la Leopolda 1 insieme al suo ex compagno di avventure Pippo Civati, nell’ottobre 2011 è stato l’unico padrone di casa del Bing Bang.

Da questo laboratorio, è uscito il Wiki-Pd: una piattaforma per ampliare le “100 idee per l’Italia” presentate da Renzi e dal suo staff. Su questo ha fatto molto rumore la scoperta di alcuni blogger, secondo i quali il documento pdf contenente le 100 proposte sia stato scritto non da Renzi ma da Giorgio Gori, ex Direttore di palinsesto di Canale5 e Italia1, l’uomo che – per intenderci – ha lobotomizzato mezza Italia portando, nel panorama televisivo, il Grande Fratello e l’Isola dei Famosi.

Nel giugno 2012 organizza la seconda edizione – al Palacongressi di Firenze – del Bin Bang, , denominata Italia Obiettivo Comune.

Il 5 agosto 2011, Renzi è stato condannato in primo grado dalla Corte dei conti della Toscana. Scrive Il Corriere fiorentino: “Il procedimento si riferisce al periodo in cui Renzi era presidente della Provincia di Firenze e riguarda il danno erariale per l’inquadramento contrattuale di alcuni assunti a tempo determinato. La procura contabile aveva contestato alla ex giunta provinciale – presidente e assessori – un danno di 2 milioni e 155 mila euro.

In fase di giudizio, la cifra è stata ridotta a circa 50 mila euro. Di questi, circa 14 mila sono a carico di Renzi e mille a carico dell’attuale presidente della Provincia, all’epoca vicepresidente, Andrea Barducci. Condannati anche ex assessori e EVENTO "TED X FIRENZE: INNOVAZIONE E OTTIMISMO"funzionari. In base a quanto si apprende, le contestazioni mosse a Renzi riguarderebbero la categoria di inquadramento e la mancanza di laurea di 4 segretarie del suo staff, contrattualizzate con la categoria D invece che C”. Sarebbe interessante sapere in primis se quanto ricostruito dalla Corte sia vero e sicuramente vorremmo avere un suo commento, visto che quanto affermato nella sentenza di primo grado, cozza con i proclami di tagli alle spese della politica e quant’altro. Su questa vicenda, Renzi si giustifica in un post sul suo sito.

Tra i tanti rimproveri che gli fanno, uno fra tutti è quello di essere partito come il sindaco “rottamatore”, colui che voleva mandare a casa i vecchi notabili del partito e che ora si trova ad imbarcare gli stessi personaggi che voleva pensionare (Fassino, Chiamparino, Veltroni, Vincenzo De Luca). Qualcuno ha anche dei problemi con la giustizia non da poco (vedi Francantonio Genovese ).

Nel 2011, secondo il Corriere Fiorentino, Renzi pare che abbia cercato finanziamenti e sponsor per la sua campagna elettorale in vista delle primarie. In base a quanto scrive il quotidiano toscano, pare che li trovò in Comunione e liberazione, nella Fondazione Craxi, dai costruttori Salini, vicini a Walter Veltroni e a Silvio Berlusconi.

Altra testimonianza di una presunta vicinanza con Comunione e Liberazione, la offre la rivista Micromega che scrive: «Comunione e Liberazione vanta forti simpatie e sostegni nella politica: da Silvio Berlusconi (sostenitore de Il Sabato nel ’78 e premier indicato apertamente da Cl e Cdo in varie tornate elettorali) a Pierluigi Bersani (ospite fisso del Meeting di Rimini) fino a Enrico Letta, Francesco Rutelli, Matteo Renzi, e molti ancora. Oggi però esprimono «vicinanza» a Comunione e liberazione big dell’economia e protagonisti della finanza come Corrado Passera, Sergio Marchionne (ospite d’onore al Meeting 2010), il numero uno di Generali Cesare Geronzi, il presidente dello Ior Ettore Gotti Tedeschi, top manager di multinazionali come Enel e Edison, noti professori universitari, giornalisti, medici, imprenditori».

Il 13 settembre 2012 si candida alle primarie del Pd per la scelta del candidato Premier. Il suo slogan, copiato dalla campagna per le primarie di Franceschini nel 2009, è “Adesso!” . Dopo due mesi di campagna riesce a raccogliere, al primo turno (il 25 novembre), il 35.5% dei consensi, pari a 1.104.958 voti complessivi. Al primo posto si piazza Pier Luigi Bersani,  con il 44.9% (1.395.096 voti).

Al ballottaggio, il 2 dicembre, perde contro Bersani, ottenendo 1.095.925 voti pari al 39,1%, contro il 60,9% (1.706.457 voti) del segretario del PD.

Oggi, dopo le dimissioni di Bersani in seguito al caos dell’elezione del Presidente della Repubblica, ci riprova. Lo slogan scelto, a questo giro, è: “L’Italia cambia verso”.

 

Leggi anche il profilo di Gianni Cuperlo e Pippo Civati .


About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


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