Una poltrona per tre: Pippo Civati.

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La data è vicina. L’8 dicembre si terranno le primarie del Partito Democratico per eleggere il segretario nazionale e candidato Presidente del Consiglio con la sua Assemblea Nazionale.

Potranno votare tutti quelli che hanno compiuto il sedicesimo anno di età, anche se non iscritti al Pd. Tutte le modalità le trovate comunque sul sito ufficiale del partito , così come i candidati all’Assemblea Nazionale.

Tre sono i candidati che si sfideranno per la poltrona: Matteo Renzi, attuale sindaco di Firenze ed ex candidato alla segreteria nello scorso anno; Giovanni Cuperlo detto Gianni, deputato Pd e presidente del Centro Studi del partito; Giuseppe Civati detto Pippo, ex consigliere regionale di lungo corso in Lombardia e deputato Pd alla prima legislatura.

Le sintesi delle loro mozioni congressuali sono state rese pubbliche qualche giorno fa, ma ciò che facciamo oggi è analizzare nel dettaglio le loro vite, raccontandovi “vita, morte e miracoli” dei tre contendenti. E’ il turno di Pippo Civati.

 

PIPPO CIVATI

Nato a Monza il 4 agosto 1975. Poco più giovane di Renzi, dopo la maturità classica ha conseguito la laurea in Filosofia (nel 1998) e anche un dottorato, nel 2004, all’Università degli Studi di Milano. Ha collaborato come ricercatore con l’Istituto di Studi sul Rinascimento e con l’Università di Barcellona.

Nel 1995 partecipa ai comitati per Romano Prodi tra le fila dei Giovani progressisti. A 22 anni viene eletto al Consiglio Civati_640comunale di Monza e l’anno successivo è segretario cittadino dei Democratici di Sinistra. Dopo aver ricoperto, tra il 2002 e il 2004, vari incarichi dirigenziali nel partito a livello provinciale e regionale, nell’aprile 2005 viene candidato come consigliere regionale in Lombardia per la lista Uniti nell’Ulivo nella circoscrizione di Monza. Sarà un successo, con 19.347 preferenze.

Dal 2009 Civati fa parte della direzione nazionale del Pd ed è Presidente del Forum per i nuovi linguaggi e le nuove culture del partito.

Rieletto nel 2010, in seguito alla riconferma di Roberto Formigoni alla Presidenza della Regione, sottoscrive con i delusi del centrosinistra un contratto “a scadenza”, della durata di tre mesi, con la promessa di produrre dei contenuti al servizio del Pd. Scaduti i termini, i sottoscrittori decidono di continuare su quella strada di rinnovamento e danno vita a Prossima fermata: Italia (la cosiddetta convention dei rottamatori). In questo periodo Civati troverà un’intesa, nella volontà di rinnovare la classe dirigente del Pd, con il sindaco di Firenze, Matteo Renzi (dal quale si distaccherà successivamente per alcune posizioni divergenti).

Arriviamo pian piano ad oggi. Nel 2012 Civati si candida alle primarie per la scelta dei parlamentari nel collegio di Monza e Brianza e le vince nel dicembre dello stesso anno, risultando così eletto deputato alle elezioni del 24 e 25 febbraio 2013. Acerrimo nemico delle larghe intese, dalle quali ha preso le distanze appena eletto, si è sempre prodigato invece per una compagine di governo targata Pd/Sel/Movimento 5 Stelle. In virtù di questa sua ferma opposizione, Civati non ha dunque votato la fiducia al governo Letta.

Elettore di Rodotà (candidato dei grillini) durante l’elezione del Presidente della Repubblica, alla quarta votazione ha virato su Prodi, cercando di convincere – invano – anche i pentastellati a sostenerlo.

Fin da quando si candida alle “parlamentarie” del suo partito, Civati manifesta l’intenzione di correre per la segreteria e ufficializza la sua scelta durante un evento da lui organizzato a Reggio Emilia, dal 5 al 7 luglio 2013, intitolato W la libertà.

Superato il primo turno riservato ai voti degli iscritti al Pd nei congressi di circolo con il 9,2% dei consensi, ora lo aspetta la prova più dura. Ce la farà?

Lo slogan della campagna èLe cose cambiano, cambiandole .

A gennaio 2013 Civati viene coinvolto in un’indagine della procura di Milano per peculato. Il capo d’imputazione riguarda i rimborsi spese percepiti come consigliere della Regione Lombardia. Il mese successivo ha chiesto l’archiviazione del suo caso.

Caso Cancellieri. In occasione del voto di sfiducia al Ministro Cancellieri, Civati annuncia sul suo blog che presenterà una mozione: “che porteremo al gruppo del Pd questa sera, per fare partire una discussione politica che non si svolga solo negli studi televisivi e che si chiuda con un voto e con una presa di posizione netta”. Una volta in aula però, Civati si alza per le dichiarazioni di voto e dirà di votare contro la sfiducia per seguire la linea dei democratici. Nei giorni successivi spiegherà cosa è successo in un’intervista ad Alessandro Gilioli de l’Espresso e in un nuovo post sul suo blog.

 

Leggi anche il profilo di Matteo Renzi e Gianni Cuperlo.


About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


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