Un’Italia da pietà ai Mondiali 2010

A soli venticinque minuti dal fischio d’inizio siamo andati già sotto di un goal. Gli Azzurri in tre partite sono sempre andati sotto di un goal. Pochi minuti dopo, la squadra delinea già i tratti della preoccupazione e dell’ansia sfociando nel gioco non pulito come per Cannavaro che è riuscito a farsi ammonire per un tackle in ritardo che poteva benissimo evitare. Forse è veramente il caso che lasciamo perdere e che si torni a Casa visto che stiamo facendo una figuraccia dietro l’altra. Alcuni dicono: “serve Pirlo!”. Altri: “doveva portare Grosso, Materazzi… insomma i Big”. Sembra però che quest’anno Lippi abbia voluto ringiovanire la squadra, un po’ come la Germania di Joachim Low che ha preso tutti dall’under 21: solo però che sono arrivati primi nel loro girone!

Inoltre, non per sminuire Marchetti, che è un ottimo portiere, ma purtroppo, essendo “giovane”, ha poca esperienza e quindi molto spesso può commettere errori che un giocatore come Buffon molto probabilmente non avrebbe mai commesso. Avere Buffon in porta è come avere un muro. Solo che giustamente anche questi giocatori hanno una certa età per il calcio e quindi hanno i loro dovuti problemi fisici. Per non parlare poi del classico blocco juventino che Lippi convoca sistematicamente: Cannavaro, Buffon, Zambrotta. Non che non siano bravi ma che forse sarebbe stato il caso di allargare maggiormente le vedute e di notare altri giocatori italiani estremamente bravi. Due fischi dall’arbitro: finisce un primo tempo vergognoso con uno a zero per la Slovacchia e noi fuori dal Mondiale.

Durante il primo quarto d’ora del secondo tempo, al 56′, Lippi si decide finalmente a mettere il calciatore che potrebbe cambiare radicalmente la partita, che può mettere un po’ di fosforo in campo: Pirlo, al posto di Montolivo. Ma anche con questa sostituzione l’Italia “giovane” non riesce a concludere salvo che per un’azione magistrale al 67° minuto con Quagliarella che conclude ma il suo tiro viene fermato sulla linea della porta offensiva da Skretel. Non solo non riusciamo ad entrare in partita, o meglio nei Mondiali, ma ci dice pure sfortuna … tanto vale tornarsene a casa, è quasi più dignitoso. Continuiamo a spingere sulla linea difensiva della Slovacchia fino al cross di Hamsik che offre la palla a Vittek che buca la rete a Marchetti segnando il due a zero. Ma non è ancora finita! Di Natale finalmente dimostra il giocatore che è: segna un goal meritatissimo all’82’. Immediatamente dopo Mucha si butta in porta per avvinghiare il pallone, Quagliarella nel tentativo di prendere la palla per festeggiare il goal scalcia sul portiere avversario per finire in una piccola rissa. L’arbitro ha giustamente ammonito Mucha ma purtroppo anche Quagliarella che non è riuscito a tenere a freno la sua euforia!

Credendoci e continuando a lottare, all’86° minuto ci viene ingiustamente annullato il Goal della Speranza, della rimonta per un fuorigioco leggerissimo di Quagliarella che ci avrebbe regalato il sogno di andare alle eliminazioni dirette. Per beffarci ancora, la Slovacchia all’89’ con un orribile pallonetto ci segna il terzo goal. Sono ben 3 i minuti concessi alle squadre oltre il novantesimo: al 91′ Quagliarella segna il Suo goal.

Sembra che questa partita non finisca mai, che ci sia sempre qualcosa che ci fa aggrappare alla speranza.

Mancano ormai pochi secondi alla fine ed il punteggio è tre a due per la Slovacchia, ma non ci resta che crederci perché l’arbitro ormai ha fischiato la fine della partita. Un match ansioso, pericoloso, triste. Forse doveva andare così, forse è Destino! I giocatori non hanno colpa, hanno fatto il possibile, hanno giocato bene per l’esperienza che hanno. Ora non ci resta che tornarcene a Casa. L’unico che probabilmente potrebbe avere delle responsabilità in materia è Lippi che poteva portare giocatori più esperti, più “uomini partita” per risolverle, in questo suo ultimo mondiale da CT dell’Italia.

MARCO BEVILACQUA

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