Uno (lui) nessuno (in piazza) e centomila (+o-)

Si è svolta ieri la più grande manifestazione degli ultimi 150 anni, almeno in termini organizzativi, tra sms, messaggi pubblicitari, biglietti gratis per aerei, treni, autobus e addirittura la metropolitana di Roma, fino ai 100 euro cash offerti ai disoccupati per farsi immortalare in piazza; a questo vanno aggiunti i megafoni televisivi post manifestazione che parlano di un’invasione di più di un milione di persone per celebrare il successo del raduno.

Ma la dura realtà stride con i messaggi di giubilo; la Questura parla di circa centocinquantamila persone; naturalmente quando le cifre ridimensionate della polizia sono relative alle altre manifestazioni, i dati vengono utilizzati come cavallo di battaglia per smentire, oggi invece si parla di un Questore mentalmente disturbato e di dati manipolati (sicuramente dalla solita magistratura politicizzata); la riprova arriva puntualmente inesorabile dalle immagini aeree, le vie di accesso a Piazza S. Giovanni, Via E. Filiberto e Viale Carlo Felice, all’inizio del comizio del Premier, sono quasi completamente vuote, quando per esempio, alla prima manifestazione del popolo viola, già dopo l’arrivo del corteo, non c’era spazio per uno spillo; non sono serviti neanche i trucchi delle transenne per compattare i manifestanti e il lungo tricolore..bastano pochissime persone per stendere uno striscione e far apparire un serpentone infinito.

Il discorso del Presidente, nella forma e nella sostanza è sempre lo stesso, non dice una parola in più o in meno del solito, non espone programmi o dati, sciorina i danni che farebbe la sinistra se fosse al Governo; il metodo è quello collaudato, si crea un nemico (che non esiste) gli si costruisce un programma disastroso e poi lo si critica punto per punto, in altri tempi si direbbe che se la canta e se la suona da solo; parla di cosa accadrà all’Italia se il suo popolo della libertà vincerà le elezioni Regionali, dimenticando però, che lui le elezioni, quelle Nazionali, le ha vinte già due anni fa, ma ad oggi, di riforme e  provvedimenti a favore dei cittadini che lo hanno democraticamente votato, neanche l’ombra.

L’altro particolare determinante, è l’assenza assordante del Presidente della Camera Fini che continua a smarcarsi dalle iniziative del partito di cui lui è cofondatore, sempre più lontano dalla linea di pensiero del Premier.

Oggi gli urlatori Cicchitto, Gasparri, La Russa e company, si sgolano parlando di grande successo e soprattutto di presa di coscienza da parte di tutti, riguardo al consenso di cui oggi gode il partito di Berlusconi, chissà se anche loro iniziano a rendersi conto, di quale sia effettivamente la realtà delle cose….

VINCENZO PACILE’



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