Uno schifo tutto nostrano: Trenitalia!

Pensandoci bene, è difficile trovare un servizio così scadente come è il trasporto su ferrovia presente in Italia, gestito da Ferrovie dello Stato Spa. È di qualche giorno fa la notizia di un Intercity da Milano a Reggio Calabria che aveva TUTTI i bagni fuori uso. Parlando di un viaggio di quattordici ore e mezza fa paura. Anche la persona mentalmente capace di gestire la propria vescica troverebbe assai difficoltoso trattenere le sue naturali evacuazioni per un periodo così a lungo; evidentemente FS pensava che il famoso monito dei genitori prima del viaggio “fate la pipì perchè non mi fermo prima di tre ore” fosse più vivo che mai nella mentalità dei viaggiatori.
Fantastica è stata la giustificazione del capotreno: “se i servizi sono inaccessibili è forse anche perché vengono utilizzati male”. In tutta sincerità, l’affermazione non è del tutto sbagliata perchè la mancanza di rispetto per la cosa pubblica diffusa nella concezione dell’italiano medio prevede come minimo lo srotolare tutta la carta igenica dentro il cesso per intasarlo e far fuoriuscire tutta l’acqua.

Fatto sta che non è, in ogni caso, una giustificazione accettabile su un treno che deve fare 1200 km e che può trasportare a bordo passeggeri di ogni genere: bambini, anziani, portatori di handicap, ecc. A maggior ragione se il biglietto costa la modica cifra di 94,50€.

Questa estate l’Amministratore Delegato Mauro Moretti – si quello dai 690 mila euro annui più 190 di premio se fa un buon lavoro – disse ai passeggeri di portarsi bibite e panini, ora potrebbe aggiungere anche un vaso da notte per le donne e un pappagallo per l’uomo o per lo meno un sacchetto di plastica NON bucato.

Certo, qualcuno potrebbe pensare che, nonostante la portata della notizia, sia un caso isolato. Ma, navigando qua e là per le pagine del web, mi sono imbattuto in una notizia simile sul sito del Corriere del Veneto datata 14 settembre 2010. L’articolo inizia così: Nel 2010, sulla linea Venezia-Milano, una delle tratte più trafficate e strategiche d’Italia parte del corridoio europeo numero 5, circolano treni del tutto privi di servizi igienici.
Altro che caso isolato!

E vabbè dai, tanto ora c’è il WiFi no? Ecco un’altra bufala. O meglio, l’offerta c’è ma è a pagamento su tutti i Freccia Rossa – come se non costassero già abbastanza. Sul sito di FS c’è spiegato come fare. Ci sono pochi passi da compiere, fra i quali: Per acquistare i tuoi codici di accesso è necessario pagare con carta di credito (Visa o Mastercard) per ragioni di sicurezza. Ma scusate… non basterebbe fare i biglietti nominali – anche se mi pare che siano già così (prendendo raramente il Freccia Rossa, sono ignorante in materia) – attribuirgli un codice che tu, una volta salito a bordo, puoi inserire come nome d’accesso. Sarebbe troppo facile e per di più chi non ha una carta di credito si arrangia.

Fino al 12 gennaio, diciamolo, il prezzo è simbolico: 1 euro ma aspettiamo di sapere il costo post befana. E poi ditemi una cosa: qual’ è la percentuale di passeggeri che prende il Freccia Rossa rispetto a noi comuni mortali che prendiamo i regionali sporchi, puzzolenti e senza riscaldamento?

Altra news ferroviaria dell’anno è l’acquisto, da parte di Trenitalia, di parte del gruppo tedesco Arriva Deutschland per la modica cifra di 370 milioni di euro, tra prezzo di acquisto (170 milioni), indebitamento e rischi legati all’attività.
Una domanda che penso sorga spontanea: ma tutti questi soldi per acquisire compagnie nuove, non li potrebbero invece investire per il rinnovo dei treni nostrani che sono dei rottami vaganti e che sono perennemente in ritardo e magari sistemare i servizi igienici non accessibili? Forse chiedo troppo. O sempliemente se ne fregano altamente del passeggero!

GIAMPAOLO ROSSI
giampross@katamail.com


About

Residente a Belluno, studia all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna alla facoltà di Lettere, con indirizzo storico, per poi specializzarsi in giornalismo.
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