Ural Sidecar, dalla guerra al passeggio

La moto col carrozzino più famosa al mondo fu creata durante il secondo conflitto mondiale, ma oggi porta a spasso molti appassionati

Ha un manubrio, un motore e tre ruote. Nonostante si tratti di una due ruote con un carrozzino attaccato, non si deve concepire il sidecar come una tradizionale motocicletta. Ibrida è la guida, l’utilizzo e l’anima di questo mezzo nato come militare, ma ad oggi utilizzato per le più piacevoli delle passeggiate. La casa produttrice di sidecar più famosa è russa e la sua storia è molto travagliata.x

LA LUNGA STRADA DEL SIDECAR.

Il primo accoppiamento tra un mezzo a due ruote e una carrozza si ebbe nel lontano 1817 in Germania. Era la draisina a tre ruote, una sorta di bicicletta ispirata alle slitte per il ghiaccio: un’invenzione rivoluzionaria nata per trasportare un passeggero nella parte anteriore. In realtà il vero antenato dell’attuale sidecar è più recente e fu considerato come un’alternativa economica all’automobile.

La storia dell’azienda Ural inizia con la II Guerra Mondiale. Quando ancora i rapporti erano lontani dal conflitto, la Germania cedette alla Russia i progetti della mitica BMW R71, allora simbolo delle forze armate tedesche. I Russi iniziarono a clonare questo mezzo (moto + carrozzino) che al tempo sembrava essere la miglior scelta per affrontare un attacco via terra.

Quando invece, con lo scoppio della II G.M., Germania e Russia si trovarono su fronti opposti, gli stabilimenti di produzione limitrofi alle grandi città Mosca e San Pietroburgo furono spostati in luoghi considerati più sicuri: nei pressi dei monti Urali. In quelle famose fabbriche furono costruiti più di 5.000 M72, contro cui paradossalmente dovettero scontrarsi i tedeschi. Superato il conflitto, il sidecar rimase un simbolo russo e la produzione Ural, nel frattempo convertita in civile, non fu più interrotta, anche se la massiccia diffusione delle auto intorno agli anni ’50, rappresentò il parziale declino del sidecar.

URAL MOTORCYCLES.

Attualmente Ural non è l’unico marchio produttore di mezzi a tre ruote, ma sicuramente rimane il più noto. La caratteristica principale di ogni Ural che si rispetti è la robustezza. Sono mezzi che sfruttano in parte la tecnologia derivante da BMW, con un motore raffreddato ad aria e dotato di due cilindri contrapposti. Come il marchio tedesco, la trasmissione è a cardano, con la differenza rispetto alle moto che la 2012-ural-gear-up-2wd-bikes-are-still-standing-photo-gallery_3maggior parte dei sidecar ha anche la retro marcia.

Inutile sottolineare che tre sono i passeggeri che al massimo possono essere trasportati, anche se spesso l’immagine più vista è un guidatore con all’interno della carrozza un compagno di viaggio e, perché no, anche un amico a quattro zampe. Il vantaggio fondamentale di un sidecar Ural rispetto a una carrozza artigianale, montata ad una normale motocicletta, è senz’altro la doppia trazione: in sostanza, come si trattasse di auto 4×4, sugli Ural spinge la ruota posteriore della motocicletta e anche la terza ruota (quella della carrozza).

I modelli sono tanti, la maggior parte indicati per usi avventurosi. Nella gamma 2015 sono presenti modelli estremi dotati di capote per la carrozzina nel caso in cui al posto del passeggero si voglia mettere dei bagagli, ma anche turistici in cui la carrozza è dotata addirittura di un parabrezza. Tra gli elementi più caratteristici degli Ural 2015, che comunque mantengono uno stile retrò, abbiamo il faro supplementare montato sulla carrozza; la tanica di carburante; una o più ruote di scorta, pneumatici tassellati, colorazioni di serie ispirate al mondo militare e tanta tanta capacità di carico in ogni posto che può venire in mente.

Curvare con un moto vuol dire “piegare”! Con il sidecar, invece, d’obbligo è girare il manubrio, il che rende la guida una vera nuova esperienza. Forse è il caso di fare un po’ di pratica prima di mettersi in viaggio con un mezzo del genere!

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About

Appassionato di motori sin dall’infanzia, comincia il suo percorso professionale di giornalista auto e motociclistico dal compimento dei diciotto anni, subito dopo aver preso la patente di guida. Anche negli studi ha confermato la sua vena motoristica laureandosi nel 2012 in Scienze e tecnologie della comunicazione con una tesi riguardante la Fiat 500 come prodotto culturale e nel 2015 in Editoria multimediale e nuove professioni dell’informazione analizzando il Tg2 Motori in un progetto con la cattedra di formati e stili del giornalismo radio televisivo. Di pari passo con la frequentazione dell’Università la Sapienza di Roma, ha collaborato e collabora in qualità di redattore e tester con numerose riviste di settore; tra le più importati: Car Magazine e Special Cafe. Da aprile 2014 cura una galleria fotografica su Instagram Special_Racer. Dal 14 aprile 2010 è iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti del Lazio. RESPONSABILE SEZIONE RUOTIAMO (MOTORI).


'Ural Sidecar, dalla guerra al passeggio' have 1 comment

  1. 5 Gennaio 2018 @ 9:41 am Riccardo

    La doppia Trazione non è cosi diffusa sui sidecar ural e dnepr. Sono più quelli senza che quelli con.
    È da notare inoltre che la doppia trazione essendo assente un differenziale è utile solo in casi di situazioni di scarsa aderenza, su strada il veicolo è altrimenti inguidabile.


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