Varata commissione per regolare rapporto tra privati e Stato nella gestione del patrimonio culturale. Tra i componenti anche Giuliano Amato.

E’ notizia del 4 agosto scorso che il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali guidato da Massimo Bray (deputato Pd) ha fatto approvare in Consiglio dei Ministri il decreto legge denominato «Valore cultura». Tra le misure contenute, quelle per Pompei (la nomina di un direttore generale-manager e la Soprintendenza speciale), per il cinema (tax credit), Giuliano Amato-2per le fondazioni liriche (l’obbligo del pareggio del bilancio) e per i giovani (assunzione per un anno di 500 neolaureati).

Le attenzioni del Ministro Bray adesso si focalizzano sul mettere a punto regole certe per garantire un corretto rapporto tra privati e Stato nella valorizzazione e negli interventi di restauro del nostro patrimonio.

Per fare questo è stata varata un’apposita commissione di “esperti” composta, tra gli altri, da Salvatore Settis (archeologo e storico dell’arte) e da…Giuliano Amato.

Verrebbe da chiedersi come mai l’ex Presidente del Consiglio socialista (fedelissimo di Bettino Craxi) che intasca 22 mila euro lordi di pensione al mese, sia stato scelto per ricoprire un incarico che nulla a che fare con le sue competenze.

Consideriamo poi il fatto che Amato, famoso per il prelievo forzoso dai conti quando era a Palazzo Chigi, è già stato:  due volte presidente del Consiglio, due volte ministro del Tesoro, una volta ministro dell’Interno e presidente dell’Authority del mercato, Presidente del Comitato dei Garanti per le celebrazioni del 150º anniversario dell’unità d’Italia e consulente di Mario Monti per il taglio dei costi della politica (mai saputo nulla su provvedimenti presi).

Attualmente, invece, l’ex tesoriere di Craxi è Presidente dell’Enciclopedia Treccani.

Possibile che tra tutte le eminenti personalità in campo culturale, il Governo Letta e il Ministro non abbiano saputo trovare qualcuno migliore? Possibile che i politici non conoscano altri nomi, oltre a quello di Amato?


About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


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