Vasco si dimette da rockstar?

Vasco è stato per anni l’emblema italiano per moltissime persone e, chi ne voglia, un modello sregolato di vita. Dire che si è cresciuti con le sue canzoni, sembra eccessivo; un esempio di vita non lo è stato, ma sicuramente un bravo cantautore si. Molti testi, da “Albachiara” a “Un senso”, da “Senza Parole” a “Sto pensando a te”, hanno descritto e animato le idee degli italiani. Qualcuno ha dipinto sul cantante la figura di un messia, altri han voluto tenere un certo distacco dal comportamento vistosamente fuori dalla normalità del famoso Blasco. Naturalmente tracciare il suo percorso artistico è impossibile, risulterebbe quasi egoistico. Una carriera trentennale fatta di alti e bassi per il Vasco italiano, dalle prime apparizioni a San Remo, fino alla tournée a cui sta lavorando ora. “A 60 anni non si può più fare la rockstar”, questo è ciò che ha affermato. Ed è pur vero. Ma un velo  di malinconia presenzia questa decisione. Una carriera costellata da ben venticinque album, una carriera definita “maledetta”, con l’uso di droga ed alcool che hanno costellato una vita alquanto frenetica; una carriera superba e unica che non è passata inosservata. Mal digerito dai genitori, che vedevano negli anni ’80, in Vasco, un cattivo esempio per i figli; ha messo d’accordo generazioni intere in canzoni come “Ogni volta” o “Buoni Cattivi”; dove l’animo sincero e schietto del cantautore ha svelato i pregi e i difetti dell’animo umano. La schiettezza di Vasco Rossi è stata la sua fortuna; si è fatto amare e odiare per quello che è, senza maschere. Ci si trova di fronte ad un bivio, spesso e volentieri. Essere o apparire. Vasco ha scelto di essere. Essere con le sue contraddizioni, con le proprie debolezze, con i propri difetti e con il pregio di voler dire la propria. Senza ma, senza se.

Ci sono stati vari commenti negativi sull’ultimo tour e sulla condizione fisica del cantante. La clamorosa affermazione del cantante di lasciare le scene ha creato quasi sgomento. E, contrariamente, l’entourage dell’artista ha affermato  l’improbabilità che ciò avvenga. A chi credere? Il dubbio di una presa di posizione temporanea da parte del Vasco ‘capriccioso’, è alquanto credibile; fuori dagli schemi e dalla monotonia, il “Komandante” riesce a far parlare di sé, non avendo mai conosciuto la banalità. Restiamo in attesa di assaporare colpi di scena. Perché la verità è che di Vasco non ci si stanca mai.

GLORIA PAOLONI



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