Venezia, le navi da crociera e la farsa inaccettabile

La vicenda delle grandi navi da crociera a Venezia ha assunto negli ultimi anni dei contorni da farsa totalmente inaccettabili. Non voglio qui ricostruire in maniera cronologica gli eventi, i provvedimenti governativi e quelli giudiziari. E’ una storia infinita con tante prese di posizione discutibili che però, con degli alti e bassi, non hanno ad oggi di fatto inciso nave_1_okper nulla sulla situazione.

Non voglio fare il gufo della situazione, ma è innegabile che alcune immagini di queste grandi navi più alte dei palazzi storici veneziani e delle quali, negli scorci dei canali, se ne vede una piccola parte con una sensazione di incombenza inquietante, ricordano in maniera immediata certe immagini di film americani incentrati sulle grandi catastrofi. In particolare in un film una grande nave da crociera, che era impossibile fermare per un guasto, andava ad infilarsi in mezzo alle case e a distruggere una intera cittadina, peraltro non certo del valore storico di Venezia.

A me di tutta questa vicenda quello che mi risulta più incomprensibile è che una questione così delicata e così tecnica non possa essere affrontata con il necessario rigore scientifico e con un po’ di concordia tra i tanti protagonisti della vicenda.

Qualcuno mi dice: “come sei ingenuo, ma hai presente che interessi economici ci sono dietro?”. Certo che li ho presenti e reputo che questi interessi, anche in totale disinteresse di motivazioni morali, ambientali e di sicurezza, dovrebbero essere un motivo in più per consigliare prudenza. Infatti, non sia mai, se dovesse succedere un incidente è facilmente immaginabile lo stallo, per lo meno temporaneo, che vi sarebbe nelle presenze turistiche.

Non voglio qui fare una ricostruzione di tutte le polemiche, i provvedimenti assunti, i ripensamenti, le impugnative e le sentenze. Quello che è gravissimo è che la materia è delicatissima e non si dovrebbe arrivare in questi casi a far decidere un tribunale il quale inevitabilmente, e augurandosi che non commetta errori, può pronunciarsi – sulla base delle leggi vigenti – se un provvedimento è corretto o meno, mentre non può colmare eventuali vuoti normativi ovvero la vetustà, la vecchiezza delle normative che magari sono state scritte decenni prima con situazioni e circostanze molto diverse, forse, nel caso di specie, quando transatlantici così grandi non esistevano.navedacrocieraweb

Entrando nel merito mi fa veramente sorridere, ovviamente con amarezza, sentire discorsi quali “non è mai successo nulla” oppure “con tutti gli strumenti moderni che ci sono di comando e controllo è impossibile che accada qualcosa”. Peggio ancora il: “tanto le manovre vengono fatte a velocità bassissima”. Reputo inaccettabili sia questo tipo di affermazioni, perché scientificamente insostenibili, sia questo tipo di atteggiamento, perché eticamente fuori da qualsiasi buon senso.

Bisogna avere chiaro e ricordare sempre innanzitutto alcuni aspetti fondamentali della cultura della sicurezza. Innanzitutto la leggibilità delle statistiche. In un settore dove gli incidenti sono pochi numericamente ma tutti molto gravi, non ci si può adagiare sui numeri e addirittura sul fatto che un certo tipo di incidente non sia mai avvenuto. Non è una garanzia per il futuro. Se vogliamo, anche il naufragio della Costa Concordia è una novità nelle esperienze acquisite di navigazione marittima e sfido chiunque a dire che era prevedibile in termini di normale ragionamento. E’ per questo motivo che si fanno le analisi del rischio con meccanismi scientifici che tengono anche conto dei rilievi statistici, ma ovviamente non solo di quello ma anche di una serie di possibili scenari.

Ma ancor più bisogna avere chiaro l’importanza dei dati che si hanno, spesso parziali, sugli incidenti sfiorati (ovvero non avvenuti) ma che se si fossero verificati avrebbero generato danni gravissimi a persone e cose e rivoluzionato il giudizio su determinate situazioni. Queste situazioni, che in gergo vengono chiamate pericolati, sono fondamentali, da conoscere ed analizzare, al fine di prevenire e organizzare la gestione dell’eventuale emergenza.

Qualche parola bisogna sicuramente dedicare anche alle caratteristiche di queste grandi navi da crociera. Se è vero che già negli anni sessanta vi erano navi della lunghezza di duecentosettanta metri – dimensione molto simile agli attuali trecento metri – e che le larghezze si sono mantenute più o meno uguali, molto è cambiato sia in altezza, fino a sfiorare i settanta metri, ovvero quasi il doppio dei valori massimi di quaranta anni fa,  sia soprattutto sulla stazza, che ormai ha ordini di grandezza anche tripli rispetto appunto ai valori massimi di trent’anni fa, superando in alcuni casi le centoventimila tonnellate. Questo dato implica una inerzia nei comportamenti della nave mostruosamente maggiore, rendendo crocieraancor più difficile ciò che nel governare una nave ha sempre preoccupato di più, ovvero come fermarla.

Non voglio andare oltre queste considerazioni, ma non sono da dimenticare i danni che queste continue e invasive presenze di navi arrecano – anche se non si verificano incidenti – per la loro semplice presenza, con conseguenze di sconvolgimento ambientale, della natura dei luoghi, ecc.

Questi elementi tecnici dovrebbero far riflettere, innanzitutto per la presa di coscienza da parte di tutti dell’effettiva dimensione del problema e mi auguro che servano anche a qualche legislatore per una seria riflessione di una vicenda che va assolutamente governata, non solamente per Venezia, perché – come ben noto – prevenire è meglio che curare.


About

Classe 1955, è un ingegnere dei trasporti laureato nel 1980 e ha sempre lavorato nel settore. Dirigente Generale dello Stato dal 1998, ha ricoperto vari incarichi di alto prestigio: direttore generale del Trasporto Pubblico Locale, Capo Dipartimento del trasporto aereo e marittimo, Presidente al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, Commissario Straordinario di governo presso la Presidenza del Consiglio, Direttore dell’Agenzia Nazionale della Sicurezza delle Ferrovie. Appassionato del suo mestiere e di tutto quello che fa cultura, ha avuto tante esperienze anche nel campo della pianificazione territoriale e dei trasporti, negli aspetti gestionali ed economico-finanziari, nei rapporti con la Comunità Europea. Professore a contratto presso l’Università di Roma La Sapienza in corsi e master di Trasporti. BLOGGER DI WILD ITALY


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