Venom

Venom: Fleischer firma un “vorrei ma non posso”

Venom è un film caotico, in perenne ricerca di un binario narrativo che stenta a palesarsi. Unica nota positiva Tom Hardy.

 

Ruben Fleischer, già regista di Zombieland e di Gangster Squad, torna dietro la macchina da presa per cimentarsi con l’impresa delle imprese: dirigere un cinecomic. E non un cinecomic qualsiasi. Dal 4 ottobre infatti arriverà nelle sale Venom, pellicola basata sull’acerrimo nemico di Spiderman. Nel cast troviamo, come attori principali: Tom Hardy (Revenant – Redivivo, Dunkirk), Michelle Williams (Tutti i soldi del mondo), Riz Ahmed (Rogue One: A Star Wars Story, The Sisters Brothers).

SINOSSI

Edward Brock (Tom Hardy) è un giornalista televisivo d’inchiesta per conto di un grosso network di San Francisco. Sta per convolare a nozze con la bella avvocatessa Anne Weying (Michelle Williams). Volendo imprimere una svolta decisiva alla sua carriera, Brock inizia ad indagare sugli affari della Life Foundation guidata dal dottor Carlton Drake (Riz Ahmed) e sui simbionti, strane creature portate da Drake sulla Terra con dei razzi di esplorazione. L’incontro/scontro con una di queste “entità” cambierà la sua vita.

 

RITENTA, RUBEN, E SARAI PIU’ FORTUNATO!

Non è la prima volta che vediamo Venom sul grande schermo ma, a differenza di personaggi dell’universo Marvel che hanno avuto un successo invidiabile nelle sale, questo ha una storia un po’ più “sfigata”. Una prima apparizione del simbionte la possiamo rintracciare in Spiderman 3 (2007), firmato da Sam Raimi, quando si impossessa prima di Peter Parker e poi del gracile Topher Grace, chiamato a ricoprire proprio i panni di Eddie Brock. Una performance che fu presto archiviata. Quasi subito si cominciò poi a parlare di uno spin-off. Eppure sono passati dieci anni. Dieci anni di tentativi e di ripensamenti per arrivare a oggi.

Fonte: JustNews.it

Si dirà: “Dieci anni ma il risultato valeva l’attesa!”. Non è questo il caso. Il film di Ruben Fleischer, infatti, è un tentativo fallito di entrare nel novero dei cinecomic realmente convincenti. Spazio discreto viene lasciato a battute divertenti e a momenti che strappano qualche sorriso. Ma questo non basta.

Venom è un film caotico, in perenne ricerca di un binario narrativo che stenta a palesarsi. Neanche i comprimari purtroppo si salvano, arrivando a ostentare paragoni con la Bibbia o riducendosi quasi a delle ombre sullo sfondo, preda di un ego più grande di loro.

In questo panorama non sono esenti le scene d’azione che vengono contagiate dalla confusione impressa da Fleischer, diventando sequenze quasi inutili e stucchevoli. Non è la confusione definita dal Chicago Tribune come «divertente e affascinante». E’ un “vorrei ma non posso” condito da un’introduzione decisamente troppo lunga e un finale “buttato lì tanto per”.

Unica nota positiva è Tom Hardy. Il suo Eddie Brock/Venom è la giusta rappresentazione della dualità sfigato/schizzoide e delirante, decisamente esagerato ma nel senso migliore del termine. Una sparuta boccata d’ossigeno in un’impresa non riuscita.

Venom sarà nei cinema italiani dal 4 ottobre con Warner Bros

 

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About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


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