Verrebbe da dire che eravamo molto indietro

Il giorno dopo qualsiasi tornata elettorale è come un lungo ed estenuante “Processo di Biscardi” dove i numeri vengono sezionati, studiati, fatti rivedere al rallentatore con aggiunta di moviola, paragonati agli stessi numeri di qualche anno fa e poi via alle polemiche. L’unica differenza è che in questa partita, almeno a detta dei giocatori, nessuno pareggia ma nemmeno perde. Tutti vincono.
Anche se a guardar bene ci sono dati inequivocabili che ci permettono di decretare alcuni vincitori ed alcuni perdenti.

Ha vinto la trota Renzo Bossi, consigliere regionale in lombardia ma hanno perso i 12.893 elettori che gli hanno assegnato la preferenza. Visto il curriculum del candidato, sarebbe proprio interessante sapere quali sono le aspettative di questi 13mila elettori che hanno votato la trota. Verrebbe da dire che anche la democrazia ha i suoi limiti.

Ha vinto il Movimento 5 Stelle ma ha perso Bersani che accusa Grillo di aver rubato voti al PD in Piemonte lasciando cosi la vittoria a Cota della Lega. Questo vuol dire che chi ha votato il Movimento 5 Stelle è a priori un ex-elettore del partito di centro-sinistra, almeno secondo il segretario del PD. L’obiettivo di Grillo era inserire almeno un consigliere nelle giunte regionali; inserire un virus nel sistema per iniziare un vero cambiamento democratico: nulla a che vedere con PD e PdL. Verrebbe da dire che la gelosia fa brutti scherzo.

Ha vinto Vendola in Puglia ma ha perso il PD di D’Alema che anche questa volta aveva sbagliato candidato e avrebbe rischiato l’ennesimo flop se le primarie non avessero provvidenzialmente messo una pezza all’errore della dirigenza. Verrebbe da dire che, per il lider Maximo, il momento del tanto atteso pensionamento è arrivato. (Macche’).

Ha vinto la Lega Nord ma ha perso il PdL. E’ sotto gli occhi di tutti come l’involuzione del nostro Stato non si sia fermata al partito dell’amore ma continua vertiginosamente la discesa verso il basso. Resta da capire quale sia il prossimo livello da raggiungere. Verrebbe da dire che urge un nuovo spunto creativo del presidente del consiglio in modo da non fermare questa corsa al ribasso.

Ha vinto la Polverini ma hanno perso i radicali e i magistrati che a detta del PdL hanno utilizzato tutti i mezzi a loro disposizione per fermare la valanga azzurra (non parlo di Isolde Kostner e compagne). Non sono bastati i loro corpi sdraiati nei corridoi del tribunale di Roma a fermare il partito del presidente del consiglio. Verrebbe da dire che l’amore che vince sull’invidia e sull’odio.

Ha vinto Zaia in Veneto ma ha perso Brunetta che ora accusa la Lega del mancato sostegno. Verrebbe da dire: “peccato”, speravamo fosse la volta buona che il ministro migrasse verso altri lidi (veneti).
Hanno vinto tutti gli astenuti che oggi costituiscono il maggior partito in Italia ma hanno perso tutti gli italiani che da domani vedranno la Costituzione sotto i ferri delle riforme berlusconiane. Riforme che non aggravino il bilancio dello Stato, hanno tenuto a precisare in gran fretta. Come dire che il federalismo ve lo sognate ancora per qualche anno.

Tra tutti questi vinti e vincitori non potrei chiudere se non citando una dichiarazione di Bersani uscita ieri pomeriggio: “Non è giusto parlare di sconfitta. Eravamo molto indietro.

SCRITTO DA FABIO per Voglio Resistere 



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