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Vi presento Christopher Robin, le vere origini di Winnie the Pooh

A sentir nominare Winnie the Pooh, il pensiero non può che andare all’infinita quantità di merchandising avente come protagonista l’orsacchiotto dalla maglietta rossa goloso di miele e i suoi amici. Eppure, non tutti sanno o pochi hanno in mente, che ben prima di diventare alcuni dei personaggi più redditizi della Disney, Winnie e tutti gli altri abitanti del Bosco dei Cento Acri sono stati una creazione dell’autore inglese A. A. Milne. Non solo Winnie, ma anche l’asinello Ih-Oh, il maialino Pimpi, il tigrotto saltellante Tigro, il coniglio Tappo ottennero un successo strepitoso, venendo a rallegrare con le loro avventure piene di speranza la popolazione inglese in ripresa dalla Prima guerra mondiale.

Prima della Disney

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La prima apparizione dell’orsacchiotto risale infatti al 1926 all’interno del romanzo per ragazzi Winnie-the-Pooh (in Italia edito da Gl’Istrici Salani col titolo Winnie Puh), illustrato da Ernest H. Shepard. Per poi comparire in altri lavori di Milne e infine diventare una delle icone più di successo della Disney nel 1961, quando ne acquisì i diritti rendendolo protagonista di una serie di cartoni animati e adottando una resa grafica semplificata rispetto a quella originale delle illustrazioni di Shepard.

Il nuovo film di Simon Curtis (Marilyn, Woman in Gold) Vi presento Christopher Robin sceglie di narrare non un’avventura di Winnie the Pooh (cosa di cui si occuperà probabilmente l’annunciato live action della Disney). Quanto la genesi del personaggio da parte di Milne.

Chi tuttavia si aspetta un tenero film sul mondo dell’infanzia correlato al processo creativo, sappia che la pellicola non infiocchetta la vera storia delle origini dell’orsacchiotto. Ma offre piuttosto agli spettatori un racconto amaro che forse proprio per questo riveste di maggiore interesse la pellicola rispetto ad altre opere cinematografiche similari.

Sinossi

Nei panni di A. A. Milne troviamo il lanciatissimo Domhnall Gleeson (Ex Machina), mentre in quelli di sua moglie Daphne Margot Robbie (I, Tonya). Milne è un uomo che, dopo aver combattuto nella Prima guerra mondiale, torna a casa in stato di shock. Non riuscendo a dedicarsi alla scrittura come sarebbe suo desiderio a causa del suo disturbo da stress postbellico, si trasferisce in campagna con la moglie, il figlioletto Christopher Robin (Will Tilson) e la tata del bimbo Olive (Kelly Macdonald). Qui, facendosi ispirare dalla fantasia del figlio e dai suoi giochi nel bosco vicino casa aventi come protagonisti i suoi animali di pezza, inizierà a buttare giù la prima storia di Winnie the Pooh che avrà un successo oltre le aspettative. Creando tuttavia, al tempo stesso, molti problemi alla musa di Milne, il piccolo Christopher Robin.

Vi presento Christopher Robin filmDietro la fiaba

Sceneggiato da Frank Cottrell e Boycesimon Vaughans, Vi presento Christopher Robin non è il classico patinato biopic all’inglese volto a celebrare le figure di spicco del Regno Unito. Nonostante la colonna sonora di Carter Burwell e la bellezza della campagna inglese evochino sdolcinatezze e buoni sentimenti, la storia del rapporto tra Milne e Christopher Robin ha infatti poco del mieloso e idilliaco.

Quello che viene dipinto su grande schermo da Simon Curtis è piuttosto il ritratto di un uomo problematico. Così tanto concentrato sui propri obiettivi, da dimenticare che quello che per lui ha significato successo, soldi e soddisfazione personale e professionale, per il figlio altro non era che un gioco d’infanzia in compagnia del genitore. Pronto a metterlo da parte una volta raggiunto il proprio scopo.

Un biopic onesto

Ecco allora che quelle che vengono adattate non sono delle semplici pagine di vita. E soprattutto non è tanto (non solo) la creazione di uno dei libri per ragazzi più amati di sempre a interessare sceneggiatori e regista. Sono numerose e diversificate le questioni affrontate da Vi presento Christopher Robin, che portano in un certo senso a destabilizzare lo spettatore pronto a tutt’altro tipo di storia. Ma anche sorprendendolo positivamente. Si parla in maniera non banale del rapporto genitori-figli, dei retroscena della fama, dell’innocenza perduta, degli strascichi mentali della guerra, della confusione tra persona e personaggio.

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Ottimi gli interpreti, pronti a incarnare senza fronzoli figure tridimensionali spesso anche sgradevoli (vedi la moglie/madre Daphne e lo stesso Milne), al centro di un gioco dei contrasti che funziona molto bene.

Nonostante il mondo della campagna e dei giochi di Christopher Robin evochi infatti un incantevole idillio, ci si accorge presto che questo rimane fermo alla pagine scritte dei racconti di Milne. Di pari passo allo spegnersi del sorriso tutto fossette del bambino, brutalmente costretto a lasciarsi l’innocenza alle spalle.

Vi presento Christopher Robin non è uno di quei film che lascia col cuore leggero una volta usciti dalla sala. E’ un film che merita di essere visto per l’onestà con cui non propina la solita favoletta zuccherosa ma riflette sulla sofferenza che spesso anche i più grandi atti di creazione si portano appresso.

Vi presento Christopher Robin sarà al cinema dal 3 Gennaio con 20th Century Fox.

 

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About

Da sempre cultrice del cinema classico americano per indole familiare e dei cartoni Disney e film per ragazzi anni ’80 e ’90 per eterno spirito fanciullesco, inizio più seriamente a interessarmi all’approfondimento complesso della Settima Arte grazie agli studi universitari, che mi porteranno a conseguire la laurea magistrale in Forme e Tecniche dello Spettacolo. Amante dei viaggi, di Internet, delle “nuvole parlanti” e delle arti – in particolare quelle visuali – dopo aver collaborato con la testata online Cinecorriere, nel 2013 approdo a SeeSound.it, nel 2015 a WildItaly.net e nel 2016 a 361magazine.com, portando contemporaneamente avanti esperienze lavorative nell’ambito della comunicazione. CAPOSERVIZIO CULTURA


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