Viaggio estivo nella Germania che guarda al futuro

Quest’ estate sono stato in Germania per due settimane con lo scopo di perfezionare l’inglese, contornandomi di ragazzi di altri Paesi  e conoscendo quindi culture diverse.

12Arrivato il 5 Agosto all’aeroporto di Monaco, con vari treni regionali sono arrivato in Sassonia (Germania dell’Est) al confine con la Repubblica Ceca.

Ho fatto un viaggio che si è rivelato sin da subito una sorta di riflessione interiore sulle enormi differenze che ci sono tra il nostro amato Paese e ciò che vedevo nella Germania della Merkel.

Un viaggio durante il quale, quasi inconsciamente, ho preso appunti, ho fatto centinaia di foto per documentare tutto ciò che mi sembrava interessante. Vi faccio un esempio: esiste una cauzione su tutte le bottiglie di plastica e vetro per poi farle restituire al centro commerciale e avere indietro i soldi! Oppure gli schermi posti all’ingresso di ogni città con la mappa dei parcheggi presenti e i relativi posti liberi.

Sono piccole accortezze e/o semplici soluzioni che spesso però risolvono grandi problemi come quello dei rifiuti e del traffico. Il mio tramite per passare due settimane in Germania è stato un campo internazionale di giovani, pubblicizzato in molti Paesi del mondo tra cui l’Italia, che si occupa di problemi sociali e della promozione del turismo e del viaggio come mezzo per diffondere ed assicurare sempre più la pace in ogni singolo Paese del mondo. Il concetto è che solo conoscendo “l’altro”, si può capire che è esattamente uguale a noi.

In un ambiente e un paesaggio che sono esattamene uguali a quelli dell’Irpinia, con un susseguirsi di pianure e colline verdeggianti, l’occhio si trova poi a posarsi sui tetti pieni di pannelli fotovoltaici e, con lo sguardo, incrociare poche pale eoliche di una delle regioni più ricche della Germania, la Baviera, situata al confine con la Svizzera. Proseguendo il viaggio, il paesaggio resta immutato, con grandi estensioni di foreste, campi coltivati e pochi centri abitati, tutti in perfetto stile rustico. E’ un territorio affascinante proprio perché sembra selvaggio e invece è perfettamente “domato” dall’uomo, addomesticato a suo piacimento e le infrastrutture, le costruzioni di pubblica utilità sono ben conservate e manutenute ciclicamente.

Il loro rispetto per l’ambiente, che si tramuta in una raccolta differenziata ad altissimi livelli e soluzioni adeguate per le numerose fabbriche, è palese nell’uso massiccio delle ferrovie per le grandi distanze e dei tram in tutte le città, mentre da noi gli uni e gli altri vengono chiusi e/o poco sfruttati, favorendo sempre più il disastroso trasporto su gomma. germania04

Vige un rispetto e una cura che a volte fanno addirittura paura (in Germania si può essere arrestati per non aver fatto la raccolta differenziata!), e che però funziona perché le strade sono sempre pulite e per lo più sgombere da macchine. Se da noi compri una bicicletta e vuoi farti un giro in una piccola città rischi di morire. Lì invece è una pratica normalissima usare la bici per andare ovunque, tanto che anche i treni ne sono pieni.

Solo qualche settimana fa, quando pensavo ai tedeschi ne avevo sinceramente un po’ di timore e me li immaginavo tutti severi, poco socievoli e lavoratori instancabili. Penso che qualche aspetto del loro carattere corrisponda ma sicuramente hanno una mentalità precisa e ordinata, non sono di solito molto socievoli anche perché afflitti nell’animo dalle tante guerre perse, ma mettono le regole e il rispetto reciproco al primo posto, anche davanti alla loro stessa felicità. Qualcosa di impensabile per noi. E forse è meglio così. Meglio così perché noi italiani, in generale, non riusciamo proprio ad essere tutti “precisini” e maniaci dell’ordine.

Il nostro grande popolo, che per importanza e antichità può confrontarsi solo con quello tedesco, preferisce la creatività e la fantasia, la socialità e, perché no, anche un po’ di trascuratezza. Due modi di vedere la vita e la società agli antipodi che fino a qualche tempo fa erano allo stesso livello, ma che adesso hanno visto prevalere l’uno sull’altro, il loro. Ed è forse davvero giunto il momento, come ce lo testimoniano tanti segnali economici e culturali, di invertire rotta e di preferire un po’ più di rigore e un po’ meno noncuranza.

Dopo aver visitato in 2 settimane alcune tra le più grandi città tedesche capisci che il loro segreto non sta nelle ricchezze culturali o nelle bellezze naturali, di molto inferiori a quelle italiane, ma piuttosto nella capacità di sfruttarle, di metterle a regime e di renderle produttive. Che siano pubblici o privati i soldi che loro investono in cultura, arte e bellezza devono tornare indietro e devono fruttare, restituendo il capitale iniziale e creando ricchezza proprio come un’azienda.

Le architetture e le costruzioni che ho visto sono tutte di alto livello, perché invece di sistemare parenti e amici (gli scandali ci sono anche lì, Angela_Merkel_(2008)sia chiaro, ma in misura minore), premiano il merito perché sanno che solo i migliori possono lavorare bene e continuare a far crescere e a creare ricchezza.

Altra nota dolente, per noi, è la scuola. Se un insegnante tedesco venisse in una scuola italiana resterebbe sconvolto dall’organizzazione scolastica, lì la scuola e l’università sono divise nettamente in due, una teorica e l’altra pratica. Diciamo più o meno come in Italia ma al contrario nella scuola professionale tedesca si fa pratica seriamente con un rapporto di ore di 4 a 1, in quelle teorica ci sono vari indirizzi e materie che lo studente può scegliere di seguire e se non hai buoni voti non puoi andare all’università.

Esiste “la scuola del lavoro” che è un’ idea semplice, che funziona e che esiste da anni: ci sono centinaia di lavori e specializzazioni(soprattutto manuali) tra cui è possibile scegliere con corsi di 2 , 3 o 4 anni, e dove si studiano anche materie come biologia, chimica, matematica, tedesco, etc. Un mondo completamente diverso dal nostro. E se la Germania è nell’Unione Europea, come l’Italia, e ha diritto ad un tot di fondi comunitari per specifiche attività e progetti, la loro unica intelligenza è avere una burocrazia complessa – con il sistema federale – molto numerosa, ma che funziona e può quindi utilizzare gran parte dei soldi per infrastrutture e sviluppo.

Da noi la sola mancanza di un apparato di funzionari capaci e soprattutto scrupolosi e seri ci proibisce di crescere e sfruttare le nostre ricchezze e i nostri beni incommensurabili, di cui l’Italia tutta e l’Irpinia sono ricche. Penso che se ci comportassimo tutti solo un po’ di più alla “ tedesca”, solo per quanto riguarda la vita lavorativa s’intende, saremmo il primo Paese d’Europa e uno tra i primi al mondo, sicuramente.

STEFANO CARLUCCIO

 



'Viaggio estivo nella Germania che guarda al futuro' has no comments

Be the first to comment this post!

Would you like to share your thoughts?

Your email address will not be published.

Shares