(VIDEO) Orti urbani: forme di riappropriazione contro il consumo di suolo

 

Siamo a Roma, periferia Sud della Capitale. Nel lembo di territorio fra le vie Ballarin e Grottaperfetta, segnate da uno degli interventi più sospetti in ambito urbanistico, il progetto I-60, nasce l’Orto Urbano Tre Fontane una bellissima oasi felice di 5,000 mq che accoglie 65 lotti destinati all’attività agricola per l’autoproduzione. Uno spazio abbandonato frutto di progetti urbanistici che spesso lasciano sacche al degrado, è tornato a vivere grazie alla spinta dei cittadini che hanno provveduto a bonificare l’area ricoperta di materiale edile ed usata come discarica.

“Con i problemi lavorativi giunti negli ultimi anni, passo volentieri molto tempo a curare l’orto, dall’organizzazione dei lotti, alla potatura delle piante ed irrigazione”. Marco ex dipendente Alitalia, racconta con grande soddisfazione le fasi della nascita di questo spazio. A causa dei recenti problemi della sua società, dedica molto tempo alla cura e manutenzione dell’orto. In questo orto-piazza si incontrano molte realtà del territorio, persone con storie diverse. Motore è la voglia di coltivare e produrre ortaggi genuini.

Questo  spazio aperto è pensato per tutto il quadrante, prerogativa dell’Associazione Orti Urbani Tre Fontane, come spiega Alberto. “Nel nostro statuto c’è da sempre l’obiettivo di coinvolgere più persone, organizzando anche attività ricreative come corsi di yoga, presentazione di libri o percorsi di educazione ambientale per scuole elementari e medie”. In forte contrasto con il contesto urbano circostante, dove potrebbe sorgere la lottizzazione I-60 questo progetto di riqualificazione rappresenta una risposta diretta alle periferie desolate ed all’assenza di luoghi di socializzazione.

 

Luca Verducci

Il grande interesse e passione per il mondo naturale mi ha portato a specializzarmi in tematiche ambientali e di conservazione. Attualmente sto raccontando il bracconaggio e il traffico di specie protette in Italia. Lavorare con il Corpo Forestale dello Stato è una grande esperienza professionale, dove mi sto abituando ad adattarmi velocemente a diverso contesti. La mia passione per l'immagine e la telecamera nasce ai tempi dell'università a Bologna con una Sony Z1. Non si è mai fermato il mio studio per perfezionarmi, confrontandomi con le grandi redazioni estere. In passato ho seguito diverse tematiche: movimenti per il diritto alla casa, periferie romane, grandi opere. In futuro vorrei seguire altre tematiche ambientali, come la deforestazione o il commercio di specie protette dall'Africa. Da giugno sul territorio romano seguo il proliferare delle nuove periferie con un reportage fotografico che racconterà gli impatti su ambiente ed agricoltura. Sto raccontando il Movimento diritto alla casa di Roma seguendo l'occupazione del Casale de Merode. COLLABORATORE SEZIONE VIDEO.

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