Volkswagen Up! colma il vuoto lasciato dalla Lupo

 

Quando nacque il segmento city car, Volkswagen propose Polo come alternativa alle nuove nate delle case francesi. Il conseguente aumento di dimensioni della loro “piccola”, lasciò un vuoto che spinse il gruppo tedesco a realizzare un secondo progetto, il cui punto di forza sarebbe dovuto essere, per l’appunto, le dimensioni. L’auto che ne uscì fu presentata al Salone di Torino nei primi mesi del 1998, e si chiamava Lupo. Introdotta nel mercato nella seconda metà dell’anno, condivideva il pianale (e la meccanica, e la carrozzeria ..ecc) con la Seat Arosa, e venne prodotta per oltre 6 anni nello stabilimento di Wolfsburg (da cui il nome), salvo le versioni alimentate a diesel, realizzate nello stabilimento belga di VW.

Nel 2005, senza che si fosse mai visto un solo restyling, il gruppo tedesco reputò necessario ritirarla dal mercato, a causa degli ingenti costi di produzione.

Nel frattempo era stata realizzata la Fox, esclusiva del mercato sudamericano, ma importata poi anche in Italia, per non lasciare completamente scoperto il segmento. L’opzione 3 porte/4 posti in un auto più grande della sorella appena soppressa non piacque, tanto che ebbe vita breve. Volkswagen si ritrovava nuovamente con una lacuna nel settore city car.

 

Dal 2011 ci pensa Up! a colmare questo vuoto, sgomitando nei listini con i suoi 3,54 m di lunghezza.

Le linee di questa vettura seguono i dettami delle concept VW presentate negli ultimi anni, con una calandra minimalista a far da cornice al logo circolare, ampi cristalli, linee semplici, ed un inedito portellone posteriore composto completamente di vetro. Senza tralasciare quel frontale Smiling Face che pare piaccia molto.

Il tettuccio apribile (a richiesta) rappresenta un’interessante novità: con un semplice click si solleva (o si fa scorrere) l’enorme teca oscurata (che occupa metà auto). Il design dei sedili è minimalista, ma gli appoggiatesta integrati contribuiscono a dare un tocco di sportività all’auto (disponibili in tessuto o similpelle). Ovunque cada l’occhio, appare uno scompartimento: pare di essere a bordo di un veicolo commerciale (Fiat Doblò docet)! Considerato però che ci troviamo in una city car, il cui obiettivo dev’essere anche quello di favorire la praticità, meglio non disdegnare tutti questi supporti e gingilli. La plancia risulta elegante, per quanto spartana ed essenziale si presenti. L’adeguata scelta dei colori e della posizione (tutto è ravvicinato) dei vari controlli sono i principali artefici del piacere nell’osservare la zona di guida.

Le immagini diramate dalla casa ritraggono solitamente l’auto nelle sue “condizioni” migliori, ovvero con tutta la gamma optional presente (o almeno quelli più eclatanti dal punto di vista grafico). VW pareva non fare eccezione, vista la presenza di un navigatore (alquanto brutto, perchè non essendo integrato nella plancia, pareva un portatile aggiunto dal proprietario), che però, spulciando tra la dotazione di serie, si scopre essere presente su tutte le versioni, senza che si debbano sborsare ulteriori quattrini. Maps + more integra al suo interno un computer di bordo con un’infinità di informazioni, a volte superflue, altre no, come la segnalazione automatica del percorso per giungere al distributore più vicino quando l’auto entra in riserva, o i consigli per una guida più efficiente (questo aspetto viene inserito nei pregi perchè sono ottimista, si vedrà testandolo l’utilità).

Tra i vari pacchetti di accessori, ne spiccano due:

  • Drive pack, tra cui è compreso il sistema Park pilot, dotato anche di sensori di parcheggio: nonostante le dimensioni contenutissime, le signore ringrazieranno;
  • Safety pack, il cui pregio maggiore è quello di comprendere il sistema di monitoraggio Citygià introdotto da Volvo da alcuni anni: fino ad una velocità di 30 km/h, l’auto è in grado di sondare la strada che le sta davanti (fino a 10 m), e di frenare autonomamente in caso di prossime collisioni, dovute a distrazioni del conducente (in questo caso saranno i pedoni a ringraziare).

Ho da poco firmato una presentazione della Audi A1 quattro, il cui bagagliaio ha una capienza di 210 litri (270 nella versione a trazione anteriore), che possono arrivare ad 860, abbattendo i sedili. Up!, forte dei suoi 447 mm in meno di lunghezza, riesce a contenere 251 litri, espandibili a 951 (senza contare le varie “frazionature” possibili, a seconda della forma di ciò che si carica).  .. O uno ha lavorato male, o l’altro fa miracoli!

Per quanto riguarda l’aspetto della sicurezza, Up! offre (di serie) gli airbag frontali per guidatore e passeggero, oltre a quelli laterali per testa e torace. La Lupo aveva ottenuto 4 stelle nell’Euro NCAP, ma Up! migliora il risultato, ottenendo il massimo (grazie sopratutto al sistema City, di cui si parla sopra, e del robusto telaio, rinforzato con componenti in acciaio). Un occhio di riguardo anche ai bambini, con il nuovo sistema di fissaggio dei seggiolini, Isofix. I marchi tedeschi rappresentano una costante in questo campo.

Sono disponibili quattro versioni, equipaggiate con lo stesso motore da 1,0 litri e 75 CV, che garantisce un consumo pari a 4,7 litri/100 km. Le varie versioni differiscono tra loro per la dotazione di serie, per l’accessibilità ai pacchetti, e per le verniciature. I prezzi spaziano da 10.600 euro a 12.900 euro.



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