W la festa del PD

La festa del partito democratico di Torino, ospitava oggi l’illustre Renato Schifani, Presidente del Senato e seconda carica dello Stato; durante una interessante discussione sul nulla con riflessioni interessantissime sul niente, è scoppiata una “gazzarra intimidatoria” (parole del Presidente della Repubblica) causata dall’intrusione di una delegazione formata da: Grillini, Popolo Viola insieme al movimento delle agende rosse e appartenenti al movimento Qui Milano libera.

Il cerimoniere Fassino, davanti alle contestazioni, ha preso la parola in difesa del Presidente del Senato, parlando di squadristi al pari dei pullman organizzati per contestare Fini, concludendo con: “Vorrei dire a chi sta urlando di provare ad ascoltare, la festa del Pd è un luogo dove si discute e si mettono a confronto le idee” (si è dimenticato di dire….“senza concludere un cazzo”….); in seguito all’increscioso episodio, sono prontamente arrivati i messaggi di solidarietà dal Leader Pd Bersani e della sinistra tutta, in attesa delle dichiarazioni dei portavoce Berlusconiani: Capezzone dirà che si tratta di terroristi antidemocratici che vogliono sovvertire il risultato delle elezioni, mentre Cicchitto dirà che è una campagna di odio organizzata dai seguaci dei terroristi mediatici Grillo e Di Pietro che vogliono trasformare lo scontro politico in guerra civile e bla bla bla vari…(Di scuse da parte dei vertici del Pd verso i propri elettori per certi inviti sul palco neanche l’ombra).

Volendo analizzare l’esempio di Fassino, si potrebbe obiettare che una cosa è una manifestazione di protesta nata spontaneamente dalla rete per contestare un esponente del Governo con non poche ombre nel suo passato, altra cosa è l’organizzazione curata in prima persona da un MINISTRO DELLA REPUBBLICA ITALIANA, che invece di lavorare secondo il “mandato” ricevuto, si adopera per raggruppare persone in tutta Italia per contestare un esponete, e per di più ex leader, del proprio partito; non mi sembra proprio la stessa cosa.(Tra le altre cose, non credo che domenica il direttore di Libero, Belpietro, verrà accolto da poliziotti in assetto antisommossa, quando consegnerà al Presidente della Camera Fini le firme raccolte per le sue dimissioni..).

La cosa che dovrebbe far riflettere quella che viene ancora definita “opposizione” è rappresentata invece dalla scelta degli ospiti di questa festa….invitare il presidente Schifani per parlare di democrazia ed istituzioni sarebbe come invitare dell’Utri per parlare di lotta alla mafia, Previti di legalità, Ricucci di economia, Milly D’Abbraccio di verginità, e i coniugi Bazzi di rapporti di buon vicinato……

Bersani ieri in un impeto comunista, ha definito il Berlusconismo come un fenomeno che riduce la politica ad una fogna…ecco, invitare ad una festa il Presidente del Senato scelto da Berlusconi, equivale ad appoggiare “lo stesso metodo”..per dirla alla Fassino….

Dell’Utri a Como, Letta a Venezia e oggi Schifani a Torino: i personaggi appartenenti a questa marcia classe dirigente piano piano, stanno acquistando la consapevolezza che il loro sistema “immunitario” inizia ad avere qualche crepa, la gente comincia a svegliarsi, a capire, fa domande, chiede spiegazioni e soprattutto pretende risposte…..è questa la migliore notizia della giornata….

 VINCENZO PACILE’



'W la festa del PD' have 2 comments

  1. 5 settembre 2010 @ 8:51 pm boscolo.giancarlo

    grazie pacile di questo articolo che condivido

  2. 6 settembre 2010 @ 7:35 am margherita

    ha ragione marco travaglio: “dopo schifani, come presidente del senato ci sarà un lombrico”.
    grandi grillini, grande popolo viola!


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