Wawrinka infrange i sogni di Nole: Parigi è sua

Pochi se lo aspettavano ma alla fine è accaduto: è Stanislas Wawrinka il vincitore del Roland Garros 2015, il secondo slam della stagione, primo ed unico sulla terra rossa. Lo svizzero ha trionfato nella Parigi “nadaliana”, che perde il suo re, Nadal appunto, dopo un dominio quasi assoluto nell’ultimo decennio (9 vittorie su 10 edizioni dal 2005). Battuto in finale in quattro set il grande deluso di turno, stavolta più che mai, Novak Djokovic, che deve rimandare ancora una volta l’appuntamento con il suo “Career Grand Slam” (la vittoria, almeno una volta, di tutti e quattro gli slam stagionali).

UN TRIONFO VERO E PROPRIO.

Vittoria meritata, su questo non c’è dubbio. Wawrinka ha giocato il miglior tennis della sua carriera nelle due settimane francesi, toccando dei picchi di gioco raggiunti forse solo agli Australian Open 2014 (l’altro slam vinto in carriera). Impressionanti la tenuta fisica e la qualità tecnica dimostrate anche nei momenti più duri delle partite. La finale ne è un esempio poiché anche Djokovic – ed è tutto dire –  si è dovuto inchinare all’intensità dello svizzero. Quello di Wawrinka, inoltre, è stato un cammino djokovictutt’altro che agevole; sotto i suoi colpi infatti, oltre al numero uno Djokovic, sono caduti avversari del calibro di Simon, Tsonga e, l’amico-nemico, Federer. A sottolineare il grande torneo di Stanislas rimane anche il dato di fatto che nessun avversario affrontato è riuscito a metterlo sotto pressione: solo tre set persi in sette partite, nessun match point concesso e ben quattro partite risolte con un secco 3-0. Che dire di più? Zero repliche, nel tennis chi merita vince e Stanislas Wawrinka non è un’eccezione.

NOLE, IL GRANDE DELUSO. 

Alla vigilia della finale, i più stavano già sistemando i preparativi per una festa serba, quella di Novak Djokovic. Il destino, però, si è dimostrato decisamente beffardo con il numero uno; Wawrinka trionfa e Parigi rimane, ancora per un anno, l’ultimo inesorabile tabù del campionissimo serbo. La sconfitta in quattro set nella finale di domenica suona come un’enorme battuta d’arresto nella grandissima stagione che sta vivendo Nole, un giocatore capace di perdere solamente due match dall’inizio dell’anno (nella finale di Dubai e in quella, appunto, del Roland Garros). Questo doveva essere l’anno buono per Djokovic a Parigi, l’anno del “Career Grand Slam”, l’anno della caduta di Nadal (battuto proprio da Novak nei quarti). Insomma, quest’anno tutti i pezzi del puzzle si erano composti a suo favore. Il serbo, invece, è costretto a tornarsene a casa con una grossa delusione, forse la più grande da quando tenta di centrare lo slam francese. Tutto questo, da sogno, sta diventando quasi un’ossessione. Nole ritenterà la “fortuna” anche il prossimo anno, ne siamo sicuri, ma anche lui sa quello che la scorsa settimana si è lasciato sfuggire dalle mani. Dispiace solo che un campione come lui non sia ancora riuscito a vincere il Roland Garros; con una carriera del genere si merita anche questo sigillo.

VERSO WIMBLEDON. 

La terra rossa francese ci lascia tanti interrogativi ma anche alcune certezze in vista delle prossime tappe del circuito maggiore. Wawrinka si candida di diritto, necessariamente dopo prestazioni del genere, come outsider numero uno per gli nadal Wimbeldonimminenti tornei sull’erba (alcuni già in programma da questa settimana). Di sicuro in cima alla lista dei favoriti rimane Novak Djokovic; nonostante la grossa delusione, un campione come lui sa sicuramente come rialzarsi dopo una sconfitta del genere. I contraccolpi psicologici, dato il giocatore e quello che ha dimostrato quest’anno, sono ancora lontani e inoltre l’erba è una delle sue superfici preferite, una di quelle in grado di esaltare il suo stile di gioco.

Tra gli altri sfidanti sicuri bisogna segnare anche Andy Murray (semifinalista a Parigi) e Roger Federer, due che, per motivi diversi, aspettano Wimbledon (il terzo slam dell’anno) e l’atmosfera inglese dall’inizio dell’anno. Se vogliamo, il più grande interrogativo rimane ancora una volta Rafa Nadal. Il maiorchino ha giocato il Roland Garros con evidenti disagi fisici, un gioco poco incisivo e una tenuta mentale sotto le scarpe. Insomma, non è il Nadal che abbiamo ammirato anni fa, nemmeno l’aria – vincente – dello slam parigino ha saputo ridargli la linfa del grande campione. Non potremo inquadrare lo spagnolo finchè non solcherà il primo turno a Londra. Solo il campo, una volta di più, ci darà il responso. In fondo manca poco: il 29 giugno è dietro l’angolo.

 

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Emanuele Di Baldo

Classe 1992, originario di Albano Laziale, consegue la maturità scientifica nel 2011 e nello stesso periodo inizia a collaborare con varie testate di livello locale. Sempre dal 2011 studia "Lettere Moderne" all'Università La Sapienza di Roma e diventa speaker ufficiale e blogger della web radio www.radioliberatutti.it, nella quale conduce un programma sportivo, a cadenza settimanale, dal nome "Sport 43". Dal 2013 scrive periodicamente per giornali cartacei come "VelletriOggi", "Il Corriere Tuscolano" e "Il Caffè dei Castelli Romani", con articoli che variano dalla cronaca all'attualità, dallo sport alla politica, passando per cultura e spettacolo. Appassionato, a volte maniacale, di sport, cinema, musica e motociclette, è cresciuto con la voglia di scrivere di ciò che più lo attira. VICEDIRETTORE DI WILD ITALY

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