#WildItalyinAmatrice: il reportage nei luoghi del terremoto del 24 agosto

Il nostro viaggio inizia alle 7 della mattina del 29 agosto, in una Capitale ancora dormiente e che riprenderà i ritmi del lavoro di lì a breve. Ci incamminiamo per la Salaria che ci porterà nei luoghi del sisma dello scorso mercoledì, che ha raso al suolo realtà centenarie del centro Italia.

Terremoto Centro Italia: l’inizio del nostro viaggio.

Avevamo saputo dalla tv, alla partenza, dei crolli ai due principali ponti d’accesso per Amatrice; e avevamo anche visto su internet lo sfogo di un uomo che andava a lamentarsi con la Protezione Civile per il totale abbandono delle frazioni limitrofe agli sciacalli, visto che – a suo dire – tutte le forze dell’ordine erano concentrate proprio sul comune reatino. Il nostro obiettivo, quindi, era di iniziare il nostro lavoro dalle realtà più piccole (anch’esse pesantemente danneggiate) per poi andare a nord, verso Accumoli e Illica e poi provare ad entrare ad Amatrice passando per la lungolago di Campotosto.

Le indicazioni di fortuna errate (i cartelli stradali provvisori sono di cartone e molto piccoli) e gli stop dei posti di blocco della polizia ci fanno però sbagliare; arriviamo così a quello che era il tornante d’ingresso verso Amatrice. Veniamo fermati e in quegli istanti non sappiamo cosa fare. Proprio in quel momento, un ragazzo ci ferma e ci chiede: «Andate ad Amatrice nord?». D’impatto rispondiamo di no, ma poi torniamo indietro e richiediamo dove deve andare; ci riconferma «Amatrice nord». A quel punto ci accertiamo che conoscesse la strada per arrivarci e lo invitiamo a salire in macchina con noi.

E’ Andrea Ossino , giornalista del quotidiano il Tempo, a piedi e senza autovettura in quei luoghi impossibili.

L’arrivo ad Amatrice.

La strada da Campotosto per Amatrice è impervia, stretta e trafficata di mezzi di soccorso (essendo l’unica via d’accesso al paese). A causa anche di questi problemi allunghiamo il nostro viaggio di circa 60 chilometri, per farne appena 10, e – come se non bastasse – sbagliamo più volte il tragitto. Ad ogni nostro errore, venivamo fermati da un pastore o da un agricoltore, con quello sguardo che poi impareremo a riconoscere per le vie dei paesi distrutti; uno sguardo di paura, sconforto e solitudine, figlio di quella notte di mercoledì scorso. «Io le notizie le so dalla tv – ci dice uno di loro, mentre ci spiega dove andare – qui non è arrivato nessuno e ho anche difficoltà a chiamare. Sono solo e non so come comportarmi».

Finalmente arriviamo ad Amatrice, dall’ingresso di Campotosto, quello ricordato da tutti i media come “l’unico accessibile per raggiungere la città”. L’impatto è fortissimo e sembra di stare in una bolla di sapone: in un lembo di terra grande al massimo come uno stadio da calcio, sono posizionati il COC (il centro per avere informazioni e dove il sindaco si fa perennemente intervistare), il campo base della Croce Rossa, la prima tendopoli, alcune case lesionate, la scuola delle polemiche (quella crollata), il centro televisivo rimediato dove stazionano le emittenti di tutto il mondo, il Genio Militare e i Vigili del Fuoco.

Quando noi arriviamo è il primo giorno di demolizione delle vecchie case. Gli amatriciani vengono chiamati di volta in volta se vogliono assistere all’abbattimento della loro abitazione.

Nella zona rossa non fanno entrare nessuno e lo scenario che ci si presenta davanti è di un grande cantiere a cielo aperto, quasi irreale, dove ognuno fa il suo compito e alcuni vagano senza un punto preciso.

LE IMMAGINI DELL’INGRESSO DI AMATRICE DA CAMPOTOSTO.

Decidiamo di fare un giro al palazzetto dello sport, uno dei pochi edifici rimasti in piedi, e dove sono sistemati i vestiti donati da tutta Italia, assieme ai farmaci e ai pannolini.

LE IMMAGINI ALL’INTERNO DEL PALAZZETTO – esclusivo

INTERVISTA A TITO ANGELINI DELL’ORDINE DI MALTA.

INTERVISTA AD IGNAZIO SCHINTO, EMERGENCY MANAGER DELLA CROCE ROSSA.

Il nostro viaggio prosegue verso le altre zone del sisma, quelle più a nord, le meno raccontate dal cosiddetto “circo mediatico”.

Chiediamo indicazioni per tornare indietro e gentilmente un abitante del posto ci indica la strada: passare per Aringo e poi per Montereale e ritornare, quindi, sulla Salaria. Nella pratica, non è stato così: la polizia interrompe – molte volte senza motivo – i percorsi alternativi con posti di blocco che non ti fanno proseguire e nessuno ti sa fornire indicazioni ulteriori. Per fortuna vediamo un cartello di cartone – chissà chi lo avrà messo – che consiglia di seguire per San Benedetto, così da sboccare sulla statale.

Il cartello si rivelerà veritiero ma la strada che faremo sarà stretta, una mulattiera a doppio senso di circolazione e piena di buche che costeggia il lago. E’ la zona degli allevatori, con le stalle distrutte e degli animali bellissimi che pascolano liberi nelle proprietà dei loro pastori. Purtroppo è impossibile fermarsi per la condizioni dell’asfalto-brecciolino che rischia di far slittare la nostra macchina, facendola cadere dentro al lago.

Finalmente sulla Salaria, cerchiamo di raggiungere Illica, dove vi sono stati anche dei morti e molte delle case sono andate distrutte. Il campo per gli sfollati è all’inizio della frazione e, accompagnati dai Vigili del Fuoco, facciamo un giro per vedere la situazione.

Altra tappa: Accumoli.

Andiamo via e, percorrendo la SS4, ci accorgiamo che qualcosa non va; in macchina proviamo una sensazione strana, quasi la percezione di “cadere”. Dopo lo spavento iniziale, arriviamo ad Accumoli. Il paese, di primo impatto, non sembra lesionato come Amatrice, anche se non sappiamo le condizioni degli interni degli stabili. Sono venute giù le vecchie case e i ricoveri per gli animali.

Proseguendo per quella che era la piazza principale del paese, sembra sia reduce da una sparatoria della guerra in Jugoslavia: il bar ha i vetri rotti e gli allestimenti alla rinfusa; la caserma dei Carabinieri è pericolante; troviamo solo due tende della Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco che cercano di controllare la città come possono. Al nostro arrivo, manca addirittura l’acqua da bere.

Le parole del vicesindaco di Accumoli.

Veniamo incuriositi da una giornalista del TG1 che cerca di convincere un signore a fare delle dichiarazioni “forti”: lo esorta a dire la verità, a smentire le bugie scritte dai giornali. La sua insistenza è quasi fastidiosa, viscida. L’uomo da convincere è Antonio Valentini, visibilmente scosso, il vicesindaco di Accumoli (abitante però di Illica) che si trovava lì la notte del sisma. Alla giornalista confessa che i lavori del campanile crollato furono fatti col massimo ribasso e che forse una delle cause del suo crollo, era dovuto a quello.

«Abito da sessant’anni in questo territorio e non mi era mai capitato di vivere una cosa del genere», ci confida dopo l’intervista al TG1. «Abbiamo vissuto tanti terremoti, ma nulla come questo, è stata una bomba nucleare, è sbriciolato tutto in pochi secondi».

Successivamente ci racconta qualcosa di quella notte: «E’ stato incredibile: la mia casa non è troppo lesionata, ma meno male che i miei figli e nipoti non erano ancora tornati, visto che stavano ancora in giro. Altrimenti sarebbe stata una strage». «Nessuno lo racconta – prosegue Valentini – ma la “vela” (dove è passato il terremoto, ndr) è tra le due pendici del lago di Amatrice, infatti se ci fate caso un po’ il viadotto della Salaria ha ceduto. Ci hanno rimesso l’asfalto in tutta fretta, visto che il terreno si è abbassato». E ora ricolleghiamo la motivazione di quel dislivello.

ESCLUSIVO – NELLA ZONA ROSSA DI ACCUMOLI

Per concludere, la viabilità attorno ad Amatrice è impossibile: le strade sono chiuse, lesionate e i guard rail divelti. Quindi sconsigliamo anche noi, che ci siamo stati e abbiamo visto con i nostri occhi, viaggi verso quei luoghi che potrebbero solo complicare una situazione già delicata.

A GRISCIANO

Riprese e montaggio di Matteo Salvati. Ringraziamo ancora i vigili del fuoco presenti a Illica e Accumoli.

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About

Studia Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Roma Tre e ha scritto, fin dall’età di 17 anni, in vari giornali locali. Da qualche anno è rimasto folgorato dall’ambiente radiofonico e non se ne è più andato. Conduce ogni settimana un programma di attualità ed interviste su RadioLiberaTutti.it . REDATTORE SEZIONE POLITICA.


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