Wimbledon da No.1: Londra è di Nole e Serena

A Wimbledon copione rispettato. Nessuna sorpresa ai piani alti, trionfano i due mostri sacri del tennis odierno, Novak Djokovic e Serena Williams. Poche facce nuove, tante conferme. Chi riuscirà a contrastare questa supremazia?

djokoNOLE FA TRIS.

Con questo trionfo Novak Djokovic, numero uno indiscusso della classifica mondiale, raggiunge il suo allenatore Boris Becker: il serbo fa tris a Wimbledon ed entra di diritto nell’élite dei più forti giocatori di tutti i tempi ad aver vinto a Londra. La sua forza più grande dimostrata in queste due settimane è stata la maturità. Da quando è diventato padre – dettaglio non da poco – ha perso una sola partita (la finale del Roland Garros contro Wawrinka), dimostrando, ancora una volta, che il tennis è per prima cosa uno sport mentale piuttosto che fisico. Poi, però, se possiedi anche quest’ultima componente (e Djokovic ha dimostrato di averla) i risultati sono una logica conseguenza. Con questa vittoria il serbo può considerarsi virtualmente numero uno della classifica ATP fino al 2016; l’ultima manciata di punti da difendere è quella dei masters 1000 americani e dell’ultimo slam della stagione, gli US Open di fine agosto. Questo Djokovic non ha nulla da temere.

SERENONA UNICA REGINA.

Difficile capire quale sarà il futuro del tennis femminile. Oramai, anche se è complicato da dire quando si parla di atleti di questo livello, è tutta una sfida tra Serena Williams e la sua carta d’identità. La marziana americana domenica ha centrato l’ennesimo sigillo di una carriera assurda, probabilmente la più grande giocatrice di tutti i tempi per mezzi fisici ed atletici. Serve come un uomo e ha una costanza di prestazioni che nel tennis femminile, per tanti motivi, non si trova praticamente mai. La numero uno della classifica WTA sbanca sempre ed ovunque, appare quasi una lotta impari affrontarla. Le altre big, a cominciare dalla Sharapova che non l’ha mai digerita, sanno che finché Serenona avrà voglia di giocare non ci saranno tante chance di vittoria nei tornei importanti. Dati alla mano, la Williams fa awillims pezzi le avversarie già prima di scendere in campo. D’altronde il tennis – come detto – è uno sport di testa.

POCHE SORPRESE.

L’erba inglese di Wimbledon ci offre un’altra chiave di riflessione decisamente importante. Se a vincere, infatti, sono stati i due numeri uno delle classifiche, quindi pronostici rispettati, anche gli altri giocatori arrivati fino in fondo sono tutti visi conosciuti. L’unica novità vera e propria è rappresentata dalla giovane spagnola, classe 1993, Garbine Muguruza, giunta alla sua prima finale slam e probabile campionessa del futuro. Tutto ciò ci dice che anche il tennis sta cambiando e che l’esperienza e la maturità sono componenti indispensabili per arrivare e rimanere in alto. Fino a qualche anno fa, se a 22-23 anni un giocatore non era esploso poteva essere considerato quasi un bidone; oggi la sostanza è cambiata – Wawrinka ne è un esempio vivente – e i campioni, se mantengono la loro integrità fisica, possono arrivare a vincere slam per la prima volta anche alla soglia dei 30 anni. Le carriere si sono indubbiamente allungate e ciò, a mio avviso, è solo un bene per il tennis. Se le nuove leve sono forti, prima o poi avranno la loro grande occasione.

DUE CAMPIONI IN ANALISI: FEDERER E NADAL.

Federer è alla sua seconda giovinezza. Lo svizzero, autore di un grande Wimbledon, a 34 anni è ancora lì a lottare con i più forti. D’altronde non si è i più grandi di sempre per caso. Probabilmente anche lui capisce che con un Nole così non basta stare bene e giocar meglio; se gli anni Duemila sono stati l’era di Roger, il secondo decennio è a tutti gli effetti quella di Djokovic. Ma mentre per Re Federer questo è nadalstato l’ennesimo torneo magnifico, squillo di una carriera senza macchie, discorso opposto vale per Rafa Nadal. Il maiorchino ha lasciato il torneo veramente troppo presto, eliminato dall’altalenante Dustin Brown, nonostante delle prestazioni convincenti nelle precedenti uscite. Segno che lo spagnolo non riesce più a trovare il bandolo della matassa, una carriera che rischia di andare a picco se non arrivano subito dei risultati. In parole povere, questo 2015 è un anno fallimentare per uno che fino a due anni fa era un assoluto dominatore del circuito: zero trionfi slam e zero masters 1000 portati a casa, con un percorso non degno nemmeno per un TopTen. Per Nadal la luce in fondo al tunnel appare ancora lontanissima.

 

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Classe 1992, originario di Albano Laziale, consegue la maturità scientifica nel 2011 e nello stesso periodo inizia a collaborare con varie testate di livello locale. Sempre dal 2011 studia "Lettere Moderne" all'Università La Sapienza di Roma e diventa speaker ufficiale e blogger della web radio www.radioliberatutti.it, nella quale conduce un programma sportivo, a cadenza settimanale, dal nome "Sport 43". Dal 2013 scrive periodicamente per giornali cartacei come "VelletriOggi", "Il Corriere Tuscolano" e "Il Caffè dei Castelli Romani", con articoli che variano dalla cronaca all'attualità, dallo sport alla politica, passando per cultura e spettacolo. Appassionato, a volte maniacale, di sport, cinema, musica e motociclette, è cresciuto con la voglia di scrivere di ciò che più lo attira. VICEDIRETTORE DI WILD ITALY


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