World social Forum a Tunisi: idee e pratiche per un mondo migliore.

Mentre in Italia siamo concentrati dal clima post elettorale, dalla varie lotte di leadership all’interno del partito democratico, dalle manifestazioni pro e contro Berlusconi, dalla nomina dei dieci “saggi” a cui affidare il futuro del paese, e dalla possibilità o meno di formare un governo,  tutti argomenti che occupano le prime pagine dei maggiori quotidiani della stampa mainstream, ad una manciata di chilometri ci sono invece ragazzi e ragazze, donne e uomini provenienti da tutto il mondo che hanno deciso di incontrarsi per discutere di problemi globali come il cambiamento climatico, il debito pubblico mondiale, il sistema della logo_final_ok_WSF13crescita, la finanziarizzazione dell’economia e via discorrendo. Quando si dice una questione di priorità…

Il  26 marzo  ha preso il via il tredicesimo World Social Forum, il più importante incontro dei movimenti che si battono per una diversa globalizzazione organizzato per la prima volta il 25 Gennaio 2001 a Porto Alegre. Il Forum rappresenta un luogo di dibattito, di discussione e di confronto tra tutte quelle organizzazioni e quei movimenti che a livello locale, regionale e globale criticano il modello di globalizzazione capitalista. La sede dell’incontro di quest’anno è Tunisi, uno dei luoghi simbolo della “primavera araba”, ancor più se si pensa che è la prima volta che si svolge in un paese arabo.

I movimenti sociali che si sono diffusi in Occidente, in opposizione alle politiche di austerity (a causa della crisi finanziaria del 2007) e le rivoluzioni popolari nei paesi arabi che hanno portato al crollo di regimi dispotici e corrotti, rappresentano nuovi attori sociali che non avevano mai preso parte al Social Forum e impongono una serie di temi e di modi nuovi di confronto.  

Le giornate sono state suddivise in tre sessioni orarie in cui contemporaneamente si svolgono assemblee, gruppi di lavoro e workshop, nelle aule del complesso universitario di El Manar. Tanti i temi dibattuti, da quelli che riguardano più da vicino le realtà regionale:  il ruolo del Mediterraneo come ponte tra due continenti), un ruolo di partnership  diverso che l’Europa  deve assumere dopo i cambiamenti derivati dalle rivoluzioni;il modo in cui molte politiche di tipo comunitario influenzino i paesi dell’area del Maghreb, da quella in materia di immigrazione alle decisioni in materia economica e commerciale che potrebbero  recare danni ad un mercato in fase di costruzione come quello tunisino.

Diversi anche i temi globali trattati, non sono mancate le proposte in materia ambientale, economica e sociale che si traducono in un ripensamento del modello di crescita attuale e dell’attuale globalizzazione, ma anche assemblee tematiche sul tema delle grandi opere inutili, sulla privatizzazione dei beni comuni come l’acqua, sui diritti umani, sulle dinamiche di occupazione in cui versano molti zone, il popolo palestinese in primis. Importante sottolineare, a discapito di luoghi comuni, come in un paese arabo sia stato fondamentale il ruolo delle donne nell’organizzazione del Forum. Le donne sono state non solo un tema centrale nei dibattiti ma anche le vere e proprie attrici delle discussioni sulla condizione femminile.BRAZIL-WSF-SOCIAL-FORUM

Domenica, nella giornata conclusiva del Forum, in seguito all’ultima assemblea di convergenza da cui è stato elaborato  una dichiarazione di intenti è partito un corteo in sostegno al popolo palestinese che ha attraversato il centro urbano di Tunisi e ha raccolta circa 60.000 persone.

L’aria di “primavera” in Tunisia e nelle zone vicine non sembra essere esaurita ma permette di guardare con entusiasmo all’avvenire per molti giovani. Molti scrivono di come l’aria di cambiamento respirata in questi giorni a Tunisi sia promessa di grandi cambiamenti e di una rinnovata voglia di partecipazione da parte del sociale per ottenere nuove conquiste dopo la rivoluzione. La speranza è quella che tanta voglia di cambiamento, cosi vicina anche geograficamente, porti nuove idee anche in Europa,un continente che appare sempre  più conservatore e  autoreferenziale, incapaci di darsi delle risposte e di riproporsi come attore globale.

GIUSEPPE SIMONE

Segui Wilditaly.net anche su:



'World social Forum a Tunisi: idee e pratiche per un mondo migliore.' has no comments

Be the first to comment this post!

Would you like to share your thoughts?

Your email address will not be published.

Shares