XVIII edizione Romics, tiriamo le somme

romics3Dal 1° al 4 Ottobre 2015 si è tenuta a Roma l’ultima edizione del “Romics, la grande rassegna internazionale su fumetto, animazione, games, cinema ed entertainment, organizzata dalla Fiera di Roma e da Isi.Urb, I Castelli Animati Festival Internazionale del Cinema di Animazione.

L’evento, nato nel 2001, ha subito diversi incrementi e modifiche nel corso dei suoi quattordici anni di vita: inizialmente collocata nel vecchio polo Fieristico fu spostata nel 2006 nella Nuova Fiera di Roma, dal 2013 la manifestazione raddoppia, tenendosi in ottobre e in aprile, arrivando a registrare ben 150mila (e più) visitatori.

Anche il prezzo del biglietto ha subìto delle modifiche, aumentando gradatamente fino a giungere agli 8 euro al giorno (feriale) e i 10 euro giornalieri (festivo), ma esistono numerosi sconti (cosplay, bambini, invalidi, abbonamenti).

LA FIERA

L’evento ha visto una diffusione virale negli ultimi tempi, espandendosi a macchia d’olio. Giovani e anziani, i visitatori del Romics sono estremamente eterogenei. E non si ritrovano solo appassionati e collezionisti di fumetti, videogiochi o film, ma anche gruppi di amici e famiglie che vogliono passare una giornata diversa, attratti da un evento che è un qualcosa di unico, almeno a Roma.

Quale sia il motivo (che probabilmente è uno  diverso per ogni visitatore, tanto è la versatilità della fiera) il festival attira ogni volta di più. Nello scorso articolo, dedicato alla XVII edizione, il nostro collaboratore Emanuele Bianchi ha messo in evidenza come l’evento abbia registrato il record di affluenza. Il che non stupisce: tra eventi, ospiti e web-celebrity c’è solo l’imbarazzo della scelta.

romics2UN MIGLIORAMENTO EFFETTIVO?

C’è da domandarsi, tuttavia, di come questo incremento sia stato affrontato e se si è trasformato in un miglioramento qualitativo.

Certo, saper gestire un pubblico così numeroso è complicato, ma questo non può giustificare il fatto che l’organizzazione della fiera sia stata, quest’anno, più che scarsa. Almeno nel fine settimana, quando è risaputo esserci l’affluenza maggiore.

Visitatori intervistati hanno parlato di aver aspettato qualcosa come un’ora e mezza per poter entrare, in coda per il biglietto, il tutto perché le casse (entrata sud) erano soltanto due e vi era solo una persona per obliterare i biglietti.

Eravamo venuti a quest’ingresso proprio perché speravamo ci fosse meno fila”, hanno raccontato, seccati dall’attesa.

Non è giusto che chi ha un cosplay elaborato deve fare la stessa fila di chi non lo ha. Fa caldo con questi vestiti, o particolarmente freddo. Almeno una volta c’erano i banchetti per la selezione, e, soprattutto, file divise“, ha aggiunto un altro.

romics1Non meglio se la passava chi era in fila per mangiare o chi scarseggiava di contante e sperava di poter ritirare al bancomat.

Ma non si può dare di tutto la colpa all’organizzazione. Anche il pubblico ha avuto un “calo di qualità”, o forse, più che altro, di educazione. Certo, l’abbassamento dell’età dei visitatori non gioca a favore, ma il problema non sta tanto nella loro giovane età quanto nella loro mancanza di disciplina e creanza. Numerosi i ragazzini non accompagnati, ancor di più quelli con i genitori che spesso risultano essere peggio di loro. Tanti piccoli inconvenienti che comportano un livellamento qualitativo generale.

Possiamo chiudere con le parole di un’altra intervistata, che forse esplicitano al meglio questo malessere: “A dire la verità mi sono divertita meno del solito… Il Romics lo vedo cambiato… Non so bene come dirlo, ma sono rimasta un po’ delusa. Francamente non me la sono vissuta bene perché non è più il Romics di una volta, e questo mi dispiace”.

Il Romics è sempre il Romics, si parla dal lato di un veterano della fiera. Proprio per questo, proprio perché è amato e atteso, si spera in un inversione di rotta, perché è un evento bellissimo, che rischia di perdersi nel cosiddetto “bicchiere d’acqua”. E questo sarebbe un peccato. Un vero peccato.

 

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Studentessa di Editoria e Scrittura presso la Sapienza di Roma. COLLABORATRICE SEZIONE CULTURA.


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