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You were here: Stefano Gentile dedica una mostra agli animali e agli habitat in via di estinzione

Appuntamento alla Follow the art gallery di Mosca dal 7 al 13 settembre 2019 per l’ultima attualissima personale di Stefano Gentile

 

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Jungle fever

In un mondo in fiamme vittima dei cambiamenti climatici e della mano distruttrice dell’uomo, in cui almeno metà delle specie selvatiche si sono estinte negli ultimi 200 anni, l’arte non resta a guardare. Complici le armi che gli sono più congeniali – tela, pennelli e colori – Stefano Gentile dedica la sua ultima mostra agli animali e agli habitat in via di estinzione, veicolando in ogni opera un messaggio che parla urgentemente dell’oggi. Quello stesso oggi che in un futuro non troppo lontano potrebbe cambiare volto, per sempre.

L’artista milanese, classe 1976, esporrà le sue nuove tele dal 7 al 13 settembre 2019 (il 6 settembre ci sarà un vernissage esclusivo a inviti) in una cornice internazionale, quella della Follow the art gallery di Mosca. Orsi polari, tigri, gorilla di montagna, balene beluga e altri animali a rischio sono i protagonisti della mostra dal titolo You were here, «titolo che è anche quello di uno dei quadri» – ci racconta Stefano Gentile – «e rappresenta anche il leitmotiv della mostra. Sottolinea quello che stiamo perdendo e che dobbiamo affannarci a salvare, se vogliamo trasformare quel “were” in “are”».

Ecco quindi che gli animali in via d’estinzione a cui Stefano Gentile ha dedicato attenzione e pennelli sono ritratti in gruppi e per ecosistemi. Con sguardo sensibile e intelligente, ogni gruppo è rappresentato come fosse una sfera, o meglio un pianeta. L’idea è che la perdita di ciascuna specie equivale alla perdita di un intero mondo, con conseguenze gravissime sulla biodiversità. La forma sferica dei pianeti è inoltre per il pittore un simbolo di perfezione grazie all’equidistanza dal centro di ogni punto al suo interno, proprio come ogni essere di una specie risulta fondamentale per la sopravvivenza della stessa. Ne risulta che ciascun gruppo di animali rimane forte solo se compatto al suo interno.

 

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Snoflake

«Vorrei che gli spettatori percepissero la visita come se fosse un santuario, un’arca» – è la speranza di Stefano Gentile – «dove non ci sono una coppia per specie, ma una moltitudine di animali, ed è per questo che ci saranno anche due quadri dedicati agli ecosistemi, sempre visti come globi, mondi di animali che si stringono e serrano le fila in difesa di se stessi. Ogni mondo, ogni pianeta mantiene un equilibrio nel cosmo della natura. Perdere anche solo uno di questi mondi provocherebbe effetti a catena drammatici».

Come è tipico dell’arte di Stefano Gentile, anche questa mostra non espone opere fini a se stesse ma vuol dunque raccontare qualcosa di non banale. L’invito è ad avvicinarsi alla natura selvaggia e l’augurio è che i visitatori possano sensibilizzarsi alla causa per la conservazione delle specie in via di estinzione e la loro reintroduzione nella natura. Il 10% di ogni vendita sarà per questo devoluto all’associazione WWF per la salvaguardia delle specie selvatiche e del loro habitat.

La mostra è curata dalla giovane associazione culturale “Follow the art/FTA Gallery” di Viktorjia Zayceva e Zhanna Gracheva, la stessa che cura e segue le opere figurative di David Lynch e che con Stefano Gentile ha già lavorato in occasione della sua personale a Riga.
You were here gode inoltre del patrocinio di WWF ITALIA e di UIZA (l’Unione Italiana dei Giardini Zoologici ed Acquari).

Per saperne di più vi invitiamo a seguire l’artista su stefanogentileart.com e instagram.com/Stefanogentileart.

 

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Pandemonium

 

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Bee safe

 

Lifeboat

 

Ying oil and yang

 

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About

Da sempre cultrice del cinema classico americano per indole familiare e dei cartoni Disney e film per ragazzi anni ’80 e ’90 per eterno spirito fanciullesco, inizio più seriamente a interessarmi all’approfondimento complesso della Settima Arte grazie agli studi universitari, che mi porteranno a conseguire la laurea magistrale in Forme e Tecniche dello Spettacolo. Amante dei viaggi, di Internet, delle “nuvole parlanti” e delle arti – in particolare quelle visuali – dopo aver collaborato con la testata online Cinecorriere, nel 2013 approdo a SeeSound.it, nel 2015 a WildItaly.net e nel 2016 a 361magazine.com, portando contemporaneamente avanti esperienze lavorative nell’ambito della comunicazione. CAPOSERVIZIO CULTURA


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