Daniele Sepe, il matrimonio/manicomio di Capitan Capitone e i Parenti della Sposa

Parliamo di Capitan Capitone e i Parenti della Sposa il titolo del nuovo album di Daniele Sepe uscito per MVM/Goodfellas.

Capitan Capitone e i Parenti della Sposa

Un disco dal tiro internazionale che offre all’ascoltatore più di 50minuti musica che agilmente spaziano dal rock, alla canzone d’autore, passando per  jazz, funk, latin e chi più ne ha più ne metta.

Capitan Capitone e i Parenti della Sposa, un disco e tanti ospiti

A un primo impatto ci troviamo davanti a un disco fresco, colorato ed estremamente corale, con ben 69 musicisti partecipanti  tra i quali: Daniele Sepe, Gnut, Roberto Colella, Dario Sansone, Andrea Tartaglia, Tommaso Primo, Marcello Coleman, Speaker Cenzou, Shaone, Pepp-Oh, Stefano Bollani, Gino Fastidio, Sara Sgueglia, Alessio Sollo, Nelson, Robertinho Bastos, Galera de Rua, Don Pasta e altri.

Capitan Capitone e i Parenti della Sposa è un disco che profuma di spiagge assolate, di Mediterraneo e del Sud America ritmico e incalzante.

Siamo davanti a un disco intrigante, che attinge alla grande tradizione musicale partenopea e regala all’ascoltatore uno spettacolo poliedrico e dalle mille sfaccettature sonore; cinquanta minuti costruiti su allegria e ritmo, melodie prepotenti e tutta la prorompente energia del sud del mondo vivo e sanguigno.

Immaginiamo una spiaggia assolata, lo sposo, la sposa e tutta la calura di un matrimonio celebrato sotto il sole cocente, un matrimo improbabile però, di quelli sgangherati e pittoreschi, ecco Capitan Capitone e i Parenti della Sposa è una brezza fresca e fragrante che accompagna le celebrazioni dello sposalizio e fa ballare e distoglie la mente dalle cravatte troppo strette e dall’invadenza del parentame.

Partendo da brani come Ah Bello, Sushi e Friarelli, Battiamo le mani e via dicendo, l’ascoltatore viene proiettato in un mondo caleidoscopico, fatto di fiati e ritmiche “insistenti” dal sapore latineggiante e scalmanato. L’uso del dialetto con le sue “imperfezioni melodiche” si “insinua” perfettamente tra le note e con la trascinante allegria del sud mette in scena un “teatrino” genuino ed estremamente dinamico.

Ritmiche vorticose e tante sfumature sonore

Con Stella ‘e Mare si entra in contatto col jazz, quello elegante, sì, ma allo stesso tempo popolare, nel senso buono del termine. Una sfumatura più raffinata in un mondo vorticoso e dall’andamento serrato dove si corre a perdifiato e si balla fino allo sfinimento. Un jazz soave e (forse) un po’ fuori dalle linee guida del disco ma che, con questa sua “estraneità”, crea un momento più intimo e più d’antan.

Daniele SepeOvviamente Capitan Capitone e i Parenti della Sposa non rinuncia nemmeno a quella vena più tagliente del rock ruvido e graffiante: brani come Bitch e Lost in Miano viene alla luce l’anima rockeggiante di Daniele Sepe e del grande collettivo che ha messo in scena questo matrimonio/manicomio.

E se ancora non bastasse in questi 50 minuti di “follia” troviamo il funk con Mal’e Fank, troviamo i saltarelli, il valzer e la musica popolare, e l’anima e la passione di una ciurma ricca e colorita che fa della musica e del ritmo la colonna sonora dell’arrembaggio a questo matrimonio/manicomio, e che come in una travolgente commedia dell’arte, non fa mancare le sorprese, i colpi di scena  (e i colpi di testa) che, alla fine, sono l’anima di questo disco.

Un lavoro suonato a rotta di collo

Che cosa resta alla fine di un lavoro del genere?
Una botta di vita e tanta frenesia; un dipinto allegorico di un matrimonio piratesco dove si vive e si balla a rotta di collo.

Capitan Capitone e i Parenti della Sposa è un disco pieno, genuino e dalla vitalità prorompente che deve essere ascoltato tutto d’un fiato e vissuto a pieni polmoni tanto è prorompente ed esplosivo.
Correte a comprarlo perché alla fine non riuscirete più a farne a meno.

 

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Mirco Calvano

La musica è la mia passione: sul palco dietro una batteria e sotto al palco in un mare sterminato di dischi. Laureato in Letteratura, Musica e Spettacolo e in Editoria e Scrittura a La Sapienza di Roma, passo il mio tempo tra fogli bianchi, gatti e bacchette spezzate. CAPOSERVIZIO MUSICA

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