Coppa del Mondo di Sci 2016: tutti i vincitori

Anche la stagione di Coppa del Mondo di Sci 2016 è stata archiviata. L’annata appena trascorsa è già storia, con i verdetti che sono stati consegnati alle statistiche. L’appuntamento per la ripresa delle gare è per ottobre, in merito allo sci alpino, e per novembre, se parliamo di sci di fondo.

Marcel Hirscher
Marcel Hirscher

Ma cosa ci dicono i verdetti di questo 2016? Quali sono stati i campioni e chi, invece, ne esce deluso? Andiamo ad analizzare i numeri e le vittorie dei freschi – non solo perché si ha a che fare con la neve – vincitori delle sfere di cristallo. Anche l’Italia, stavolta, torna a casa con più di qualche sorriso.

LA CONFERMA E I RECORD DI MR. HIRSCHER.

In un’annata come quella appena terminata, l’assenza di Mondiali e Olimpiadi ha convogliato le attenzioni di tutti i campioni sulla Coppa del Mondo. Di conseguenza, le stagioni come queste vengono considerate dagli atleti stessi le più difficili da affrontare, poiché ogni forza in campo punta a un obiettivo solo: la sfera di cristallo.

  • Il signor Marcel Hirscher si prende, ancora una volta, lo scettro di miglior atleta della stagione. E’ solamente un classe 1989 ma, a parte la medaglia d’oro alle olimpiadi, ha vinto già praticamente tutto. Quest’anno si porta a casa: la Coppa del Mondo generale, la quinta consecutiva (dal 2012 al 2016), record assoluto, e la terza Coppa di Gigante personale – anche qui siamo a 2 consecutive. In passato ha vinto anche 3 coppe di slalom speciale; nel 2016 si piazza secondo.
    Segnaliamo, in onor di statistica, 8 vittorie in stagione, compreso il primo sigillo storico in SuperG, e il raggiungimento di quota 91 podi complessivi in carriera in coppa del mondo; continuando con questo ritmo da marziano, i 100 podi possono essere tranquillamente raggiunti e sorpassati già nella prossima stagione. Un mostro!
  • Peter Fill è la prima gioia azzurra che incontriamo. La storica Coppa del mondo di Discesa Libera è sua; si tratta del primo trionfo in questa specialità per un italiano, nonché la prima sfera di cristallo in assoluto per Fill, atleta veterano classe 1982.
    Il ricordo più bello di questa sua stagione è sicuramente il prestigioso successo di Kitzbuhel, unica vittoria 2015/2016, nella discesa libera più famosa ed epica di tutto il calendario di coppa del mondo. Solo i più grandi vincono sulla Streif e solo i migliori si portano a casa la sfera di discesa libera. Poco importa se l’infortunio di Aksel Lund Svindal, grande favorito della vigilia, ha spianato la strada; il valore di questo trionfo rimane immutato.

    Aleksander Kilde
    Aleksander Kilde
  • Arriviamo al primo atleta norvegese che affronteremo: Aleksander Kilde. Classe 1992, il talentino di casa Norvegia, eclettico e polivalente, si prende la sua prima coppa di specialità in carriera, trionfando in SuperG nell’annata maggiormente favorevole per esplodere – come detto per Fill, l’assenza di Svindal pesa. Per lui ci sono 2 vittorie in stagione, le prime in assoluto in coppa (una nel SuperG in Austria, a Hinterstoder, e una in Discesa Libera a Garminsch, in Germania). Questa è, senz’altro, l’annata della consacrazione.
  • Henrik Kristoffersen: per lui vale lo stesso discorso fatto per Kilde. Il ventiduenne norvegese porta a casa la Coppa del mondo di Slalom, prima in assoluto in carriera, togliendola addirittura dalle grinfie del re Marcel Hirscher. Anche per Kristoffersen si tratta di una vera e propria consacrazione, considerando che gli avversari più forti li ha battuti tutti sul campo, e anche ripetutamente; 6 vittorie in stagione in slalom – raggiunto anche un certo Alberto Tomba – e 10 successi complessivi in carriera, in coppa del mondo, a soli 21 anni. Il futuro della nazionale scandinava è in ottime mani.
  • Alexis Pinturault: nato in Francia il 20 marzo 1991, Pinturault è il simbolo di una nazionale francese sempre tra le migliori. Il 2015/2016 si è chiuso con una grande prova di squadra, con tanti podi stagionali e piazzamenti d’alta classifica in ogni gara. Purtroppo per la Francia, però, manca l’acuto del campione, quell’acuto che ti porta a trionfare nelle classifiche complessive.
    In ogni caso, il giovane Alexis, talento cristallino e uomo del futuro per i transalpini, centra la sua prima coppa del mondo di specialità, nella disciplina considerata, forse, la “meno prestigiosa“: la Combinata Alpina. Il terzo posto finale in classifica generale – terza volta consecutiva per lui –  simboleggia la competitività di questo atleta, capace di vincere e andare a podio in quasi tutte le specialità. Raggiunte le 15 vittorie in coppa del mondo, 6 solamente in questa stagione. In realtà sono 6 centri in circa un mese e mezzo – dal 22 gennaio al 4 marzo – se analizziamo il calendario. Se fosse esploso da inizio stagione, probabilmente starei parlando del vero antagonista di Marcel Hirscher.

Il grande deluso della stagione è Aksel Lund Svindal. Il norvegese, che era al rientro dopo un’annata di stop forzato, si è infortunato a Kitzbuhel, proprio nel giorno dell’apoteosi del nostro Peter Fill. Senza quella maledetta discesa, Svindal avrebbe in mano almeno due coppe di specialità (Discesa Libera e SuperG) e, chissà, forse anche quella generale. La riprova non ce l’avremo mai.

Tra i più deludenti, invece, inseriamo Jansrud e Paris. I due atleti, uno norvegese e l’altro italiano, hanno buttato via un’occasione d’oro dopo l’infortunio di Svindal, ritrovandosi a rincorrere una classifica che li vedeva troppo lontani dai piani alti. In futuro, questo 2016 potrebbe diventare veramente un rimpianto troppo grande.

Lara Gut
Lara Gut

LARA GUT SI PRENDE LO SCETTRO.

Se per gli uomini l’infortunio che ha scompaginato le carte – parliamo sempre di Svindal – è arrivato a metà stagione, tra le donne il colpo di scena è avvenuto già prima dell’inizio dei giochi. Lo scorso ottobre, infatti, arrivò la notizia del forfait di Anna Fenninger, dominatrice delle precedenti due edizioni di coppa del mondo (2014 e 2015), con l’apertura di un’autentica autostrada verso la sfera di cristallo per la campionessa americana – forse la più grande di tutti i tempi – Lindsey Vonn.

E invece qui il colpo di scena è doppio. Sì, perché nella stagione 2015/2016 registriamo anche la definitiva esplosione della svizzera ticinese Lara Gut, bella e brava da anni, con un ulteriore infortunio che indirizza in modo diverso, una volta di più, una stagione incredibile: quello della stessa Lindsey Vonn nella gara di Soldeu, in Andorra.

Insomma, si è trattato di un’annata travagliata per tutte, considerando anche l’incidente in corso d’opera di Mikaela Shiffrin, dove a vincere è stata sia la più brava che la più fortunata.

  • Lara Gut è la regina della coppa del mondo 2016. La svizzera, che tra un mese compirà 25 anni, si porta a casa la coppa generale, la prima in carriera, e la sfera di SuperG, la seconda dopo il sigillo del 2014. Non si tratta di un trionfo a sorpresa, poiché le qualità erano sotto gli occhi di tutti, ma di sicuro nessuno di aspettava un esito del genere dopo una stagione piena di colpi di scena come questa. Un altro spunto interessante, soprattutto in vista delle prossime stagioni, è la rivalità mediatica e reale con Lindsey Vonn, la grande e sfortunata antagonista di quest’anno. A breve tornerà in pista anche l’austriaca Anna Fenninger. Ne vedremo di sicuro delle belle, in tutti i sensi.
    Un po’ di numeri della Gut: 6 vittorie in stagione, 18 totali in carriera in coppa del mondo e 33 podi complessivi. Sarà scontato dirlo, ma abbiamo trovato una campionessa.

    Lindsey Vonn
    Lindsey Vonn
  • Lindsey Vonn è stata, come detto, la contendente sfortunata della stagione. L’infortunio di Soldeu, in Andorra, dello scorso 27 febbraio, ha fermato una stagione che stava diventando trionfale. In quest’annata, infatti, la Vonn ha battuto il record di vittorie in coppa del mondo, nonché sgretolato ogni avversario nella sua specialità principe: la Discesa Libera. Almeno la coppa di disciplina è sua – matematicamente vinta già prima dell’infortunio – e si tratta dell‘ottava sfera di discesa vinta in carriera, da aggiungere alle 5 di SuperG e alle 3 di Combinata Alpina; il totale fa 16 coppe di specialità più 4 sfere generali, con dei numeri che, infortuni a parte, la consegnano nell’olimpo delle più grandi di questo sport. Anzi, forse la più grande è proprio lei.
  • La svizzera Wendy Holdener, classe 1993, porta a casa la terza sfera di cristallo in stagione per la sua nazionale. La vince in Combinata Alpina; si tratta del primo centro in carriera per l’atleta d’oltralpe.
  • La trentunenne svedese Frida Hansdotter, invece, vince la sua prima coppa di specialità in carriera nello Slalom, nell’annata più sfortunata della collega Mikaela Shiffrin, autentica dominatrice delle ultime stagioni. Rincresce dirlo, ma nel caso della Hansdotter non ha vinto sicuramente la più forte; in slalom la differenza tra la Shiffrin e le altre è abissale, tanto che la stessa americana si è proposta per gareggiare con gli uomini. Se non fosse stato per quell’infortunio già citato, staremmo parlando di un esito sicuramente differente.
    In ogni caso alla svedese è bastata l’unica vittoria in stagione, che porta a 3 successi il bilancio complessivo in coppa, sommata ai tanti podi, che l’hanno resa l’atleta più continua e affidabile durante tutto l’arco del calendario. Per la Shiffrin l’appuntamento con la quarta sfera di slalom è solo rimandata.
  • Con Eva-Maria Brem arriviamo all’ultima atleta premiata, vale a dire colei che ha centrato la sfera di Gigante. Anche qui la regina è mancata, quella benedetta Fenninger che ha guardato tutta la stagione dal divano di casa, ma perlomeno l’Austria si è tenuta stretta la coppetta di specialità in casa. Per la Brem da segnalare le 2 vittorie in stagione, un bottino sicuramente importante per un’atleta che, prima di quest’anno, aveva vinto una sola volta in coppa del mondo.

SUNDBY E JOHAUG A BRACCETTO: LO SCI DI FONDO E’ DOMINIO NORVEGIA (E ITALIA).

Come per lo sci alpino, anche in merito allo sci di fondo l’annata appena terminata puntava tutti gli occhi sulla coppa del mondo. Ancora una volta, però, la storia dice Norvegia, con un dominio totale e perpetuo di una squadra che non lascia scampo nemmeno alle sorelle scandinave (Finlandia e Svezia a secco).

Il rischio principale di questo dominio è quello di vedere lo stesso monologo sia l’anno prossimo, ai Mondiali di Lahti, che ancor di più tra due anni, alle Olimpiadi invernali. L’Italia, in ogni caso, vince una storica coppa di specialità, dopo stagioni nelle quali si raccoglievano solo briciole.

Marin Sundby e Therese Johaug
Marin Sundby e Therese Johaug
  • Martin Sundby è il re del 2016. La Coppa del Mondo generale è sua, terzo trofeo consecutivo, così come la Distance, seconda sfera dopo quella del 2014. Il bottino del trentunenne norvegese potrebbe essere ancora più ampio, se solo non fosse arrivato così tardi nei piani alti di questo sport. Ora l’obiettivo è quello di portare a casa medaglie pesanti nelle prossime edizioni dei mondiali e, soprattutto, delle olimpiadi, dato che la carta d’identità non parla certo di un giovanotto.
    D’altro canto, però, è difficile trovare un atleta così costante in coppa del mondo, considerando, nonostante tutto, l’alta competitività della realtà odierna. Intanto Sundby si consola facendo segnare un record: nessuno era mai riuscito a vincere le 3 competizioni multistage (Nordic Opening, Tour de Ski e Ski Tour Canada) in una sola stagione. Come viene chiamato in patria, The Machine!
  • Federico Pellegrino è la nota lieta dell’Italia, l’unico vincitore non norvegese di questa stagione. La coppa Sprint è sua, centrata al termine di un’annata perfetta e incredibile. Abbiamo già analizzato la sua vittoria in un precedente focus, ma non ci stancheremo mai di dire che, come per Fill, questa sfera rimarrà per sempre nella storia e nei cuori dello sport tricolore.

Passando alle donne, il copione, se vogliamo, è stato ancor più a senso unico. Nonostante l’assenza per maternità della fondista più forte di tutti i tempi, la norvegese Marit Bjorgen, i titoli più importanti sono rimasti tutti in casa Norvegia, con un dominio che ha trovato una nuova –  ma nemmeno troppo – e bella regina.

  • Therese Johaug si prende tutte gli onori e fa il Sundby della situazione, portandosi a casa Coppa del Mondo Generale e Distance. Per lei c’è anche il record delle 17 vittorie in una stagione – eguagliata proprio la Bjorgen – oltre alle 3 vittorie sulle 3 competizioni multistage, record assoluto come il buon vecchio Sundby.
    Le copertine dei giornali e il lancio di un’etichetta di moda tutta sua non le bastano; la Johaug sta lavorando per insidiare le più grandi di tutti i tempi, e, dato che è una classe 1988, se dovesse continuare con questo ritmo non è detto che non ci riesca. Intanto siamo già a 55 vittorie totali, tra quelle di coppa e quelle di tappa, con 4 sfere complessive già in bacheca (2 di specialità e 2 generali). Che altro dire?
  • Maiken Caspersen Falla, invece, si prende l’ultima sfera della stagione, vale a dire quella Sprint femminile. Anche qui abbiamo di fronte una norvegese, ma per lei, come per il nostro Pellegrino, si tratta di una prima volta.

Ora sapete tutto. Sebbene sia stata una stagione emozionante, dove anche l’Italia si è presa una sua fetta di trionfo, la prossima si annuncia sicuramente memorabile, con tutti i migliori atleti che rientreranno dagli infortuni, oltre a dei mondiali imprevedibili tutti da giocare. Già non vediamo l’ora.

 

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Emanuele Di Baldo

Classe 1992, originario di Albano Laziale, consegue la maturità scientifica nel 2011 e nello stesso periodo inizia a collaborare con varie testate di livello locale. Sempre dal 2011 studia "Lettere Moderne" all'Università La Sapienza di Roma e diventa speaker ufficiale e blogger della web radio www.radioliberatutti.it, nella quale conduce un programma sportivo, a cadenza settimanale, dal nome "Sport 43". Dal 2013 scrive periodicamente per giornali cartacei come "VelletriOggi", "Il Corriere Tuscolano" e "Il Caffè dei Castelli Romani", con articoli che variano dalla cronaca all'attualità, dallo sport alla politica, passando per cultura e spettacolo. Appassionato, a volte maniacale, di sport, cinema, musica e motociclette, è cresciuto con la voglia di scrivere di ciò che più lo attira. VICEDIRETTORE DI WILD ITALY

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