Cosa rimarrà dell’Expo di Milano?

L‘Expo, a cavallo fra l’Ottocento e il Novecento, era il trionfo di un sogno. A Londra si costruì il Crystal Palace, il più grande complesso interamente costruito in vetro e ferro della storia, per celebrare la potenza mondiale del (fu) Regno Unito; a Parigi si riqualificarono gli Champs-Élysées, si costruì la Torre Eiffel e il Planetario in vetro, per far scoprire al mondo gli animali presenti nei 6 continenti, mutando per sempre l’aspetto di quella città; a Roma si costruì l’EUR, forse uno dei quartieri moderni più belli d’Italia (oggi in parte sventrato da opere pubbliche che non vedranno, probabilmente, mai la luce).

Venivano presentate invenzioni che cambiarono le nostre vite, come: i cannoni con cui poi si bombardò mezza Europa; il signor Benz presentò il motore a scoppio con un nuovo carburante, la benzina; i fratelli Lumiere il cinematografo; la Kodak, il moderno rullino; l’Italia, il traforo del Sempione; Hertz, l’elettrificazione completa delle case. E di quello di Milano, cosa rimarrà? Cosa presenteremo al mondo?

Simone Piloni

Studia Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Roma Tre e ha scritto, fin dall’età di 17 anni, in vari giornali locali. Da qualche anno è rimasto folgorato dall’ambiente radiofonico e non se ne è più andato. Conduce ogni settimana un programma di attualità ed interviste su RadioLiberaTutti.it . REDATTORE SEZIONE POLITICA.

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