Cosmo al Monk, una festa dal sapore di fattanza estiva

Una festa dal sapore di fattanza estiva. Ieri si è respirato quest’aria al Monk dove c’è stato il primo concerto di Cosmo. Non l’ultima. Stasera replica sempre al noto locale romano. Sold out entrambe le date.

Suoni sintetici, techno e anche tanto pop cantautorale. Cosmo mescola beat e rumori, voci e synth. E il pubblico – ad occhio un target molto molto giovane – è proprio coinvolto. Canta e si dimena insieme a lui.

Un’ora e venti minuti tirati. Non di più. Questa la durata del concerto. In mezzo ci ha messo una pausa e un momento di coinvolgimento facendo salire quante più persone possibili sul palco. E un crowd surfing. Divertente. Molto davvero.

L’ULTIMA FESTA, IL PEZZO DELL’ESTATE PER GLI INDIE

Dal primo album solista Disordine a L’ultima festa sono trascorsi tre anni. Cosmo ha realizzato intelligentemente dei brani con testi ironici e intelligenti. Estremamente orecchiabili e ballabili.

Si inizia con una melodia ipnotica con Le voci e si passa alla dance pura con Dicembre. Cazzate ricorda tanto New error dei Moderat e L’ultimo mondo ricorda gli M83. L’impossibile potrebbe essere messa in qualsiasi discoteca. Non manca l’atmosfera intima con Regata 70 e Un lunedì di festa. E poi c’è il pezzo che dà il titolo all’album. L’ultima festa, il pezzo più pop e cantato che dovrebbe passare almeno una volta al giorno in radio. È il pezzo dell’estate, almeno tra quelli indipendenti. Da muovere la testa, ridere e ballare fino all’alba.

QUANDO IL TRIO MEDUSA CI METTE LE VOCI…

Per quanto sia orecchiabile, Cosmo resta nel sottobosco dell’elettronica italiana. Giusto? Non troppo. Una piccola grande spinta promozionale – non si sa se inconsapevole o voluta – c’è stata (forse spiegherebbe anche i sold out, ad essere un po’ maligni). Avete presente il Trio Medusa? Poco tempo fa, dopo aver sentito Le voci di Cosmo, ha iniziato a “fare il verso” sul mood della canzone, dedicando un’intera puntata a riguardo. L’artista torinese non si è fatto sfuggire quest’occasione. La sera infatti Cosmo ha inviato al Trio Medusa la versione “rivisitata” di Le voci: “sento le voci /quelle del Trio Medusa […] volevo dire solo ciao ai tre cari zozzoni di Radio Deejay”.

C’è del genio. È chiaro. A sua volta, il Trio Medusa ha indetto un contest in cui ognuno poteva intonare sul quel ritmo frasi a caso. Poi Cosmo, ospite del programma, ha scelto la migliore versione “della canzone in stile Cosmo”. C’è da morir da ridere.

CON COSMO SI BALLA, SI CANTA… SI FA FESTA

Ad ogni modo, Cosmo si muove bene.  Fa musica da ascoltare (e comprendere le parole e il senso di esse da contestualizzare) e da ballare (perché a volte non c’importa proprio di ascoltare e dare senso ai testi in italiano), senza essere troppo spocchioso. Anzi. Fa festa anche lui. Per quanto sia – su carta – un bravo ragazzo. È un professore di storia in un istituto professionale, è sposato e ha due figli. Il volto della donna sull’album è quella della madre.

UN LIVE DA VIVERE COME FOSSE ESTATE

Marco Jacopo Bianchi, aka Cosmo, non ha queste doti canore tali da fermarsi e rimanere impressionati. No. Ma, offre un piccolo show con giochi di luci e sinth in coordinato.

Chiudiamo gli occhi. Il concerto di Cosmo ci è piaciuto. Perché ieri, dopo una giornata di lavoro e tanta umidità romana, tra luci stroboscopiche, coriandoli colorati sparati in aria e la musica di Cosmo, quasi quasi è sembrato d’essere nella stagione calda. Mancava in mano solo un moscow mule e un costume indosso.

 

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Maria Giorgia Vitale

Mi chiamo Maria Giorgia, ma per molti sono MG. Sono laureata in filosofia e sono giornalista pubblicista. Lavoro sul web e adoro i gatti, la luna e il giallo ocra. COLLABORATRICE SEZIONE CULTURA

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