Diodato, la grinta e la grazia di Cosa Siamo Diventati

Cosa Siamo Diventati, è il titolo del nuovo lavoro in studio di Diodato, uscito per Carosello Records, che vede la luce a tre anni dal precedente A Ritrovar Bellezza.

Un disco dal timbro pop-rock, di quello che strizza l’occhio sia al Diodato cosa siamo diventatimondo del cantautorato che a quello dell’elettronica, ma senza sconfinare (troppo) in nessuno dei due. Diodato porta in scena un mix perfettamente dosato di tradizione canora italiana (ne è prova tangibile il suo disco di cover, A Ritrovar Bellezza) e fresca innovazione, colma di buone idee e di grandi interpretazioni.

Cosa Siamo Diventati: la tracklist

Apre il disco Uomo Fragile, un intro lento piuttosto lirico con chitarra acustica, archi e voce. Il pezzo esplode e diventa elettrico nel primo ritornello, trasformando il tutto in un bel rock graffiante e delicato allo stesso tempo. Un brano semplice,  dai toni lievi eppure  decisi, che ci introduce in quello che sarà l’andamento del disco.

Paralisi ha un sound più scuro e cupo, una sorta di blues dal sapore dark dai toni ruvidi. Intrigante il lavoro di voce che Diodato disegna su questo pezzo, a tratti ricorda un po’ il sound degli ultimi lavori de Le Vibrazioni, ma con quel tocco di classe che (molto spesso) mancava a Sarcina e co. Un brano di carattere e dal profumo internazionale, come un blues solenne, a tratti ruvido, intenso e avvolgente.

Fiori Immaginari inizia con un intro piuttosto lirico di pianoforte e voce. Il brano è raffinato ed elegante; un sound d’altri tempi che “concede” all’ascoltatore una pausa dalla vena più rock di Diodato, per ripiegare su questo “intermezzo” ricercato e classicheggiante. Intrigante il crescendo sul finale che trasforma il pezzo completamente, introducendo la parte elettrica e facendo esplodere il tutto in un rock-lirico e avvolgente.

Guai è una sorta di soul dai colori vivaci e dai toni ampi ed effettati. Un brano intenso e bello pieno; Diodato ha un carattere forte e in questi arrangiamenti viene alla luce tutta questa “luminosità” compositiva. Un brano eccezionale, dal sapore internazionale, travolgente e passionale.

Ballad, Pop e Rock

Mi si scioglie la bocca è una (quasi) ballad grintosa e dal carattere ricercato. Il mix perfetto tra sonorità moderne e più quell’attitude più vintage. Il tutto legato da una delicatezza testuale intrigante e molto ben costruita. Un pezzo davvero irresistibile, che agilmente si snoda tra un sound classico e uno più attuale, ricco di sfumature e di accortezze sonore ben giocate e molto molto piacevoli.

DiodatoUn po’ più facile ha un sapore più pop. Il brano ha questo sound pop di buona fattura, semplice e intrigante. Diodato ripiega su un sound leggero e quasi sussurrato; il timbro rock lascia il posto a sonorità soavi che vanno a costruire un brano molto intimo.

Di questa felicità riporta in scena la parte più rock di Diodato, un brano dritto, ruvido eppure dalla melodia prorompente, come dimostrano le incursioni di synth nel ritornello. Piuttosto classico, forse il brano più statico del disco.

Per la prima volta ha un timbro cantautorale classico, che rimanda al sound più tradizionale. Voce e pianoforte per un brano profondo e persistente; Diodato ha “costruito” un arrangiamento deciso e leggiadro al contempo. Ben giocato l’ingresso della ritmica che va (quasi) a trasformare il tutto in una specie di marcia suonata a mo’ di ballad. Molto particolare questa scelta ritmica che resta comunque una buona idea.

Va a chiudere il disco La Luce di Questa Stanza, un sound dal sapore più lirico. Profuma di ballad e di arrangiamenti orchestrali. Una chiusura interiore e sussurrata, che trasporta l’ascoltatore tra queste sonorità che lo avvolgono e lo cullano delicatamente. Chiusura degna di un grande disco, che lascia l’ascoltatore incantato e soddisfatto.

Disco intenso e consigliato

Diodato ha portato alla luce un disco incredibile; un lavoro intenso e decisamente fuori dal comune, che torna a far ben sperare sul pop-rock italiano.

Liriche corpose e avvolgenti, soluzioni più rock dal timbro graffiante e il tutto condito con una ricercatezza testuale elegante e genuina; questa è la sintesi di un lavoro che va a confermare Diodato come una delle personalità musicali più importanti e interessanti attualmente in Italia.
L’ascolto è consigliatissimo.

 

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Mirco Calvano

La musica è la mia passione: sul palco dietro una batteria e sotto al palco in un mare sterminato di dischi. Laureato in Letteratura, Musica e Spettacolo e in Editoria e Scrittura a La Sapienza di Roma, passo il mio tempo tra fogli bianchi, gatti e bacchette spezzate. CAPOSERVIZIO MUSICA

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