I costi evitabili della politica.

In questo periodo si parla molti di tagli per far risparmiare lo stato e far evitare il collasso. A rimetterci i soldi sono sempre i cittadini comuni con l’inalzamento delle tasse o con l’inserimento di nuovi oneri da dover pagare. Ma vediamo alcune delle spese che il nostro stato compie e che magari potrebbero essere risparmiate o, per lo meno, parzialmente ridotte.

Rimborsi Elettorali:
Partiamo dai rimborsi elettoriali, che ci costano, a noi, quasi 1 miliardo di euro. Ad oggi, dal 2006,  sono stati spesi:

499.645.745 euro per le politche del 2006;
501.618.750 euro per le politiche del 2008;
36.924.236 euro per le regionali del 2010.

Un totale di 1.038.188.731 che, se cancellato completamente – come previsto dal referendum contro il finanziamento pubblico ai partiti – potrebbe far risparmiare noi Italiani.

Auto Blu:
Secondo un monitoraggio della Formez, per conto del Ministero della Pubblica Amministrazione, vengono spesi dallo stato 4 Miliardi di euro per 90.000 autoblu l’anno. Il conto, però, è stato fatto solo sul 50% della Pubblica Amministrazione: infatti questa si tratta di un’autocertificazione che è stata richiesta per ogni ente e alla quale hanno risposto, appunto, solo la metà.

Stipendi dei parlamentari:
Arriviamo a uno dei temi più caldi: gli stipendi dei politici. Noi spendiamo, all’anno, fra Senatori e Deputati della Camera, 13.711.950 euro. Ma di che cosa consta, più o meno, lo stipendio di un parlamentare?

Indennità: 5.486,58 euro
Diaria: 4.003,11 euro
Rimborso spese per il rapporto fra eletto ed elettore: 3.690 euro
Spese dei trasporti: 1.330 euro

tenendo poi conto che NON pagano il servizio di trasporto aereo, marittimo, ferroviario o cittadino (e la domanda sorge spontanea… che spese di trasporti gli rimborsano???)

Stipendio Totale: 13.711.950 euro.
A tutte queste indennità, vanno aggiunti anche 3.098 euro annui che vengono dati come rimborso per le spese telefoniche.

Finanziamento pubblico all’editoria:
Un altro tasto dolente è il finanziamento all’editoria. Ogni anno vengono dati 667 milioni di euro fra radiotelevisioni, quotidiani e gruppi editoriali che hanno al loro interno anche dei periodici.

Spese militari:
Una delle spese più alte è quella militare. Ricordiamo che la nostra costituzione prevede che “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa della libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie a un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo (Art. 11 – Costituzione della Repubblica italiana)”
eppure, ogni anno, dal Ministero della Difesa, vengono spesi 20 miliardi di euro. Fra le spese che sono previste adesso, ci sono:

16 Miliardi per 131 jet F-35;
309 Milioni per elicotteri Nh90 Agusta Westland;
164,9 Milioni per due sottomarini U-212;
137 Milioni per altri elicotteri Ch-47 Chinhook
178,3 Milioni per l’ammodernamento dei tornado

e in più ci sono gli Eurofighter Typhoon, i jet M346, la fragata Frem e i veicoli corazzati da combattimento finanziati dal Ministero dello Sviluppo economico con altri 3 Miliardi di euro.

Tagliando tutto questi costi, si riuscirebbe sicuramente ad evitare di mettere le mani in tasca agli italiani ed evitare quindi di aumentare le tasse o inserire nuovi oneri che vanno a pesare su quelle famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese.
Tagliano anche solo gli stipendi dei parlamentari da 13.711.950 euro alla metà dello stipendio, portandolo quindi a poco meno di 7 milioni di euro e magari anche dimezzando il numero dei parlamentari si raggiungerebbe una cifra attorno ai 3 milioni di euro (-10 milioni).
Eliminando poi:
i rimborsi elettorali (-1 Miliardo)
il finanziamento all’editoria (-667 milioni)
le auto blu (-4 miliardi)
si arriverebbe ad un risparmio di più di 5 miliardi di euro; per quel che riguarda le spese militari, seguendo la nostra costituzione, si potrebbero azzerare e risparmiare quindi altri 20 miliardi di euro l’anno.

GIAMPAOLO ROSSI
giampross(at)katamail.com

Giampaolo Rossi

Residente a Belluno, studia all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna alla facoltà di Lettere, con indirizzo storico, per poi specializzarsi in giornalismo. giampross@katamail.com

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