“I Hate Music”: l’evoluzione ‘negativa’ di Michele Bravi

Ieri, 2 Ottobre 2015, è uscito il nuovo album di Michele Bravi, “I Hate Music”. Ve lo ricordate? Si tratta del cantante (oramai neo-ventenne) guidato da Morgan e vincitore di X Factor 7, che aveva stupito per originalità e capacità emotive, sorprendendo tutti con l’inedito “La vita e la felicità” scritto per lui da Sergio Vallarino e Tiziano Ferro.

Michele Bravi e Morgan durante X Factor
Michele Bravi e Morgan durante X Factor

Si tratta del secondo lavoro in studio per Michele, dopo “A passi piccoli”, pubblicato a sei mesi dalla vittoria nel talent di Sky, nel giugno 2014. E’ passato quasi un anno e mezzo da quella data, non molto in genere per scrivere, produrre e pubblicare un nuovo lavoro, ma in questo caso il lasso di tempo è stato teatro di un vero e proprio cambio di vita.

IL “TRAVAGLIO DEL NEGATIVO”.

L’evoluzione che ha subìto il giovane cantautore e che lo porta oggi a realizzare un album potente e maturo interamente in lingua inglese, passa per un periodo molto difficile, in cui la sua carriera rischiava di franare appena decollata. Un periodo negativo, in cui Michele ha sviluppato con forza la passione dell’odio, quella della separazione violenta, contro chi non ha saputo credere nelle sue idee e forse perfino contro la stessa musica. Ma come affermava il grande filosofo idealista Hegel, la vera consapevolezza non si raggiunge “quando mancano la serietà, il dolore, la pazienza e il travaglio del negativo”.

Il “travaglio del negativo” è stata una riflessione dentro di sé che ha portato Michele a trarre energia dall’odio.

“Ho dovuto trovare una consapevolezza diversa dopo tutto quello che mi è successo – ha dichiarato a Tgcom24 Sono stati anni negativi, non ho preso le decisioni classiche che si prendono dopo il talent, ho detto tanti no. Tutti mi dicono che sono stato coraggioso, per me invece era necessario” .

Due anni fa, infatti, dopo la vittoria ad X Factor, Michele rinunciò ad andare a Sanremo, perché si diceva troppo giovane e inesperto. Poi attese fino a giugno per pubblicare il primo album, che dopo il successo di “Un giorno in più” (con cui vinse gli Mtv Awards nell’estate 2014), non riuscì a prendere il volo con il successivo singolo “In bilico”, cadendo ben presto nel dimenticatoio. Non ci fu alcun tour e forse non ci fu nemmeno il grande supporto della casa discografica, la Sony.

Fonte: tgcom24.mediaset.it
Fonte: tgcom24.mediaset.it

LA RE-INVENZIONE.

Fatto sta che Michele Bravi si è dovuto re-inventare, iniziando a gennaio di quest’anno un percorso da youtuber chiamato “Viaggio in Costruzione”, in cui si diceva desideroso di un contatto più diretto con i fan ed in generale con il pubblico verso nuovi lavori musicali. Supportato dall’agenzia milanese specializzata in talenti web, la Show Reel, il giovane cantante ha costruito un modo di raccontarsi ironico e spontaneo agli utenti del web (purtroppo scadendo delle volte nella demenzialità). Il tutto con la collaborazione di altre star italiane della Rete come Sofia Viscardi, Alberico De Giglio, The Show e Daniele Doesn’t Matter.

In questo modo istintivo, ma anche un po’ ruffiano, Michele Bravi ha raggiunto la cospicua somma di 150mila iscritti al suo canale Youtube, aumentando di conseguenza like e followers sui social. Il tutto lo ha portato ha lasciare la Sony.

Con Sony ci siamo lasciati in maniera serena ha spiegato a Rockolil divorzio è avvenuto lo scorso maggio: loro avevano delle idee precise su cosa fare e come farlo, io invece no. Le cose da dire erano finite: loro volevano andare verso una direzione, io volevo intraprendere un altro percorso”.

Nel frattempo anche lo staff era cambiato.

“Avevo bisogno di qualcuno che si concentrasse di più su di me. Ora lavoro con tanti giovani e decidiamo le cose insieme”.

A quel punto il cantante pensava di auto-prodursi il nuovo album, ma poi è arrivata la proposta della Universal (rivale numero uno della Sony), che ha “abbracciato completamente il progetto” ed ecco “I Hate Music”.

michele-bravi-xfactor
Fonte: max.gazzetta.it

L’ALBUM.

E veniamo proprio al significato ed alla composizione dell’album.

A passi piccoli” era un disco umile, ma corposo (di ben 11 traccie), in cui prevaleva un senso di incertezza destinata a chiarirsi con il tempo, senza avere il coraggio di procedere per salti, ma camminando proprio a piccoli passi. I pezzi (realizzati in collaborazione con grandi della musica come Giorgia, Tiziano Ferro, Luca Carboni e James Blunt) esprimevano precarietà, con piccole perle di saggezza su cui costruire il castello della propria carriera. Il tutto per lo più tra melodie dolci e nostalgiche di pianoforte e chitarra, con qualche interessantissimo spunto d’autore (la canzone “Prima di dormire” era interamente di Bravi).

“I Hate Music” riprende solo due elementi del precedente lavoro: il tema dell’instabilità del viaggio e il grande impatto della voce di Michele in pezzi inglesi. Il giovane cantante sembra essere ripartito proprio da “Serendipity” (la canzone scritta per lui da Blunt), ma con intenti completamente nuovi. Ci sono solo 8 traccie in questo nuovo lavoro, tra cui 6 inediti (i cui testi e musiche sono quasi tutti scritti o co-scritti dal cantante stesso), una cover ed un rifacimento in chiave acustica del primo pezzo. E’ un lavoro ridotto, ma di fortissimo impatto.

Il titolo riprende il tema, prima accennato, dell’odio, associandolo a ciò che Bravi dovrebbe amare di più: la musica. Ma, come spiega il cantautore in un profondo pensiero sul libretto contenuto nel Cd fisico, “Il contrario dell’amore non è mai l’odio. L’odio è una preghiera disperata d’amore…un silenzio gridato che esplode nei pugni delle mani e urla in fondo al pozzo il suo tentativo di risalire. L’odio è la forma più alta d’amore”.

michele-bravi-radiodeejay
Fonte: deejay.it

In queste poche parole c’è già tutto. L’odio è il sintomo e il motore dell’amore totale, tra “la voglia di gridare e il coraggio di rimanere in silenzio”, parole con cui Michele ha presentato il primo singolo e l’album stesso. E prosegue: “le canzoni si scrivono per odio, per chi ti ha detto chi eri e per chi ha voluto sapere chi sei…io odio la musica”, perché in fondo “il contrario dell’amore non è mai l’odio. E’ l’indifferenza”.

Da qui l’album si snoda in una serie di opposti (e non a caso il colore della copertina è il grigio, unione di bianco e nero), in cui Michele Bravi ondeggia tra vuoti ed una speranza di pienezza, dove il tema dark del titolo torna ripetutamente con improvvise chiavi di lettura positive. Perché, come lui spiega nel messaggio di ringraziamenti finali, “il viaggio continua”. Le traccie non risolvono l’instabilità del suo animo, ma presentano una visione più consapevole perché mediata dalle esperienze negative, all’interno dell’infinita ricerca della vita stessa. L’inglese dei pezzi, modalità d’espressione alternativa e forse d’evasione, rende il tutto molto più credibile ed internazionale.

“The Days” è la prima canzone e il primo singolo, un pezzo che Bravi teneva nel cassetto da mesi e che contiene il senso più profondo dell’album. Una musica sinistra ed incalzante da Opera riproduce il “passare dei giorni” tra amarezza ed indecisione, per poi esplodere in un refrain in cui l’attesa della fine (la morte) diventa lo spunto per cercare di “raggiungere” la propria vita, avendo capito che “il proprio mondo va costruito autonomamente”. Molto cruda e cupa è la parte in cui si parla di “avvoltoi che aspettano la mia morte sussurrando bugie” e si fa poca fatica a capire di chi parla Michele. Il video realizzato da Trilathera ricalca l’enigmaticità di testo e melodia.

Subito dopo c’è “Sweet Suicide”, in cui il travagliato rapporto con una lei è descritto come un dolce suicidio, in un ritmo molto coinvolgente che ricorda le ballad di band anglofone come Paramore, dove Michele non si risparmia un “goodbye” contro chi non lo ha considerato capace di amare.

La terza traccia è “Sometimes (just let go)”. Si continua a parlare di relazioni sentimentali, con note tra il country-pop e il soft rock, in cui l’autore si dice perso in un rapporto impantanato da cui c’è bisogno di capire come andare avanti. Al quarto posto c’è la cover di “The Fault in Our Stars”, canzone d’amore del cantante e youtuber australiano Troye Sivan, presentata come modello del cambiamento artistico subìto.

L’album torna ad astrarsi dall’amore con “Big Dreams and Bullet Holes”, pezzo di chitarra e batteria atavico ed energico, in cui si racconta la vita tra “deboli speranze e echi dal passato”, “grandi sogni e fori di proiettile”, dove conta solo“non piangere, non guardare in basso”, ma non si sa mai se si è presa la strada giusta. Il sesto pezzo, poi, è “Insane che ricorda la costruzione di “Skyfall” di Adele trattando tra toni oscuri e distesi una perdita d’equilibrio esistenziale, con la speranza di un futuro “risorgere del sole”.

L’ultimo inedito è “Say my name”. Questa canzone mischia musicalità contemporanee ad alcune dell’ultimo Novecento, ricordando lontanamente nel ritornello David Bowie (a cui forse il busto in copertina di Michele si rifà). Torna un rapporto sentimentale, ma si accentua il fatto che l’altro possa non conoscere chi siamo, non riuscendo perfino a dire il nostro nome. Alla fine dell’album, poi, il rifacimento in acustico di “The Days”.

Insomma si tratta di un album modesto, ma decisamente rilevante, frutto di un notevole lavoro musicale ed esistenziale.

L’artista sta tenendo in queste ore uno special-event all’Alcatraz di Milano, presentando il lavoro tra canzoni  racconti, insieme a tutti gli youtubers che lo hanno accompagnato in questo viaggio. Sulla sua pagina Facebook, poi, trovate tutte le date dell’ “In-store tour”, cominciato ieri da Roma.

SE QUESTO ARTICOLO TI E’ PIACIUTO, SOSTIENI WILD ITALY CON UNA DONAZIONE!

Giacomo Andreoli

Nato a Roma nel 1995, dopo aver conseguito la maturità scientifica, si è laureato in Filosofia presso l'Università degli Studi Roma 3. Articolista di cronaca e politica per il litorale romano, si interessa particolarmente di Ostia e Anzio. Gestisce un blog: https://ilblogdelleidee.wordpress.com/. INTERNI ED ESTERI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Shares