Kevin Spacey presenta Baby Driver: “Il pubblico ormai ama gli anti-eroi”

kevin-spacey-intervistaIn una calda giornata di agosto, in una Roma soleggiata e quasi deserta, una delle più grandi stelle del firmamento cinematografico del nostro tempo si affaccia con brio ed ironia per presentare alla stampa l’ultimo film del regista Edgar Wright : Baby Driver, di cui ne è acuto antagonista. Kevin Spacey, classe ’59, talentuosissimo attore che divide la sua vita tra il cinema, serie tv e l’amore spassionato per il teatro, ci parla di come gli anti-eroi hanno ormai conquistato il cuore del pubblico e di quanto quello del recitare è il mestiere più facile e divertente al mondo.

“Almeno che tu non sia Martin Scorsese e si tratti di un ruolo valido sul serio, puoi anche andare a f*****o!”. Questa la dichiarazione di qualche anno fa rilasciata all’Hollywood Reporter. Cosa è cambiato e cosa ti ha spinto ad accettare il ruolo in Baby Driver? Ritieni che Edgar Wright possa essere come un giovane Scorsese?

Bisogna prima di tutto analizzare il contesto. Era un punto della mia carriera in cui era giunto il momento di passare ad un livello successivo. Ora invece torno da un lungo periodo a teatro, sono stato il direttore dell’Old Vic Theater di Londra e devo fare in modo che il pubblico si riabitui a me, quindi l’importante è tornare al cinema all’interno di belle storie. Edgar Wright poi è un regista sveglio, brillante. In più mi offriva il ruolo perfetto per Michael Keaton, quindi non potevo assolutamente rifiutare!

Nella tua lunga carriera hai interpretato diversi cattivi, in cosa Doc di Baby Driver differisce da altri personaggi da te recitati?

La vera differenza è che io non giudico mai i miei ruoli. Voi dite che sono cattivo, per quanto mi riguarda agisco soltanto in funzione delle necessità e del carattere del mio personaggio. Recito soltanto. Il pubblico poi è molto attratto dagli anti-eroi e questo sentimento si può riscontrare oramai dall’uscita de I Soprano.

Per un attore del tuo calibro e del tuo talento cosa è più stimolante, recitare nel ruolo del Presidente degli Stati Uniti, in quello di un cattivo in un film contemporaneo o un personaggio shakespeariano a teatro?

Questo purtroppo sembra essere come un paragone tra mele e pere. Ma posso dire che se le mele equivalgono al teatro, allora sarei l’uomo più felice del mondo.

kevin-spacey-baby-driverCi sono delle parti che decidi di scartare fin dal principio?  

Soltanto quelle scritte male. Non mi censuro in alcun modo e per nessun tipo di ruolo. Le persone pensano che siamo noi attori ad andare a prenderci i ruoli, ma la prassi è quella di aspettare che ti offrano una parte, valutare e vedere se sei già in lavorazione su di un altro film. Sono aperto a tutto quanto, l’unica cosa che mi spaventa è la stupidità.

Quale è stato il ruolo più difficile da interpretare in questi anni?

È sciocco dire qual è il ruolo più difficile mai interpretato. Il nostro è un lavoro maledettamente divertente. Fingo soltanto, non è difficile. Vado al lavoro e mi diverto e questo mi è sempre piaciuto.

Edgar Wright con il suo film Baby Driver ha deciso di farvi recitare a suon di musica, essendo questo un aspetto fondamentale in tutti i suoi film. Come hai vissuto questa esperienza?

Quando abbiamo letto la sceneggiatura abbiamo ascoltato tutta la colonna sonora, scelta da Edgar prima ancora di scrivere il film. È stato molto sexy ed energico quindi, anche sul set. Era come se andassimo a tempo di musica e tutti i movimenti diventassero una sorta di danza.

Baby Driver sarà al cinema dal 7 settembre distribuito da Warner Bros..

 

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Martina Barone

Martina Barone è nata a Roma nel 1996. Appena diplomata al Liceo Classico Pilo Albertelli, è pronta a seguire all’università corsi inerenti al cinema e tutti i suoi più vari aspetti. Ama la settima arte in tutte le sue forme, la sua capacità di trasporti in luoghi lontani e diversi e di farti immergere in storie sempre nuove. Ama poterne parlare e poterne scrivere. COLLABORATRICE SEZIONE CULTURA

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