La ricompensa del gatto, Haru nel paese dei felini per lo Studio Ghibli

Chi ha avuto modo di vedere I sospiri del mio cuore, film del 1995 firmato Studio Ghibli, si ricorderà della statuetta di un gatto antropomorfo chiamato Baron, che diventa poi protagonista assieme e un altro micio di nome Muta di un romanzo scritto dalla protagonista nel corso dell’anime. Insomma una semplice comparsa all’interno del film, tuttavia poi ripresa dallo Studio di animazione nipponico nel 2002 per dedicargli quello che potremmo definire uno spin-off de I sospiri del mio cuore, intitolato La ricompensa del gatto (Neko no ongaeshi). È passato qualche anno da allora, ma finalmente grazie a Lucky Red potremo vedere anche nelle sale italiane il 9 e 10 febbraio 2016 questo anime diretto da Hiroyuki Morita, già animatore di Kiki consegne a domicilio e I racconti di Terramare. Come dire… meglio tardi che mai!

 

Vivere il proprio tempo.

La ricompensa del gattoAl centro della storia abbiamo Haru, ragazza delle superiori che un giorno salva da un camion un gatto enigmatico con un pacchetto regalo in bocca, che si scopre essere nientemeno che il principe dei gatti. Per ringraziarla del soccorso, il re dei gatti decide allora di ricompensarla dandola in sposa al figlio. Haru tuttavia non ne vuole sapere e, complice un suggerimento misterioso, chiederà aiuto ai gatti Baron e Muta, con i quali si troverà a vivere una disavventura magica nel Regno dei gatti.

La ricompensa del gatto sembra attingere a capisaldi della cultura nipponica, a partire dalla figura del felino domestico che richiama la tradizionale statua del maneki neko, fino alla leggenda di Urashima Tarō, in cui un pescatore che salva una tartaruga dalle grinfie di un gruppetto di ragazzini, viene ricompensato con una visita al regno subacqueo del Palazzo del drago. Il tutto, ovviamente, rielaborato in tipica chiave Ghibli. Ancora una volta abbiamo infatti protagonista una ragazza che, attraverso una vicenda che la coinvolge suo malgrado, si trova ad attraversare un’importante fase di crescita. Come infatti Baron più volte le ricorda, la giovane deve imparare a “vivere il suo tempo”. Se all’inizio siamo di fronte a una Haru insicura e non ricambiata in amore, al termine dell’anime la trasformazione in un’adolescente più adulta e consapevole è evidente, la lezione di vita ormai appresa. Che si sia trattato tutto di un sogno o di un’impresa reale, per quanto incredibile, non ha importanza.

Una magica disavventura.

La ricompensa del gattoCome tipico di molti film dello Studio Ghibli, questo percorso di maturazione della giovane passa attraverso un’avventura per lo più fantastica, che qui coinvolge un vero e proprio mondo Altrove. Miscelando abilmente mistero e magia, Hiroyuki Morita e i suoi animatori riescono dunque a delineare i contorni di una sorta di “paese delle meraviglie” a dimensione gatto, in cui Haru come una novella Alice si trova a bere tazze speciali di tè, ad attraversare un universo popolato di animali parlanti, a dover scontrarsi con un sovrano tirannico. La cura e il fascino infuso nei fondali aiutano nell’impresa di rendere speciale, quasi sotto influsso di un incantesimo, il viaggio che lo spettatore affronta insieme ad Haru, mentre la sceneggiatura di Aoi Hîragi, Reiko Yoshida riesce a coinvolgere e divertire, rendendo adatta la storia a un pubblico di età variegate.

La ricompensa del gatto non si inserirà forse tra i maggiori capolavori dello Studio Ghibli, ma non per questo non è un anime altrettanto ben riuscito e spesso delizioso. Un viaggio “forzato” ma entusiasmante per diventare infine grandi, a suon di “Miao”!

La ricompensa del gatto sarà al cinema per un evento speciale il il 9 e 10 febbraio 2016 con Lucky Red.

 

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Giorgia Lo Iacono

Da sempre cultrice del cinema classico americano per indole familiare e dei cartoni Disney e film per ragazzi anni ’80 e ’90 per eterno spirito fanciullesco, inizio più seriamente a interessarmi all’approfondimento complesso della Settima Arte grazie agli studi universitari, che mi porteranno a conseguire la laurea magistrale in Forme e Tecniche dello Spettacolo. Amante dei viaggi, di Internet, delle “nuvole parlanti” e delle arti – in particolare quelle visuali – dopo aver collaborato con la testata online Cinecorriere, nel 2013 approdo a SeeSound.it, nel 2015 a WildItaly.net e nel 2016 a 361magazine.com, portando contemporaneamente avanti esperienze lavorative nell’ambito della comunicazione. CAPOSERVIZIO CULTURA

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