L’Aquila, protesta dei costruttori: «I soldi ci sono ma non vengono erogati».

Le imprese non vengono pagate e il problema è che oggi non ce n’è ragione. Noi imprese siamo abituate a non essere pagate dallo Stato, ma almeno, per quanto non accettabile, c’è sempre una ragione». A descrivere questa situazione «kafkiana» è Fausto Dramisino, uno degli imprenditori impegnati nel restauro dei beni culturali danneggiati dal sisma del 6 aprile 2009. I costruttori abruzzesi si sono organizzati oggi in una protesta spontanea davanti alla sede regionale del Mibact (Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo) per sollecitare i pagamenti dei lavori, fermi da circa sette mesi.LAquila_ricostruzione_57261

Lo stallo dell’erogazione dei fondi è iniziato il 16 aprile 2014 con la cessazione dell’incarico all’ex direttore del Mibact Abruzzese Fabrizio Magani.

Privato del vertice dirigenziale, il Ministero regionale dei Beni Culturali e Turismo si è trovato nella scomoda situazione di non poter più liquidare i pagamenti che, facenti parte di finanziamenti straordinari, non rientrano nella normale amministrazione dell’Ente e richiedono la firma del dirigente per essere saldati.

All’indomani della scadenza del mandato di Fabrizio Magani, il Ministro Franceschini dichiarò la sua immediata riconferma, mai avvenuta nei fatti.

La direzione del Ministero rimase vacante fino all’ottobre scorso, quando il ruolo fu formalmente affidato a Francesco Scoppola che lo ricoprirà fino alla fine del mese (30 novembre 2014).

Una nomina salutata con relativo ottimismo dall’Ance, l’Associazione dei Costruttori Abruzzesi, che, in una nota, scrisse: «la conclusione della vicenda, che porta un ritardo a dir poco assurdo, lascia già presagire nuovi ostacoli, considerando che tra due mesi il mandato di Scoppola scadrà».

L’arrivo di Scoppola, però, non è stato sufficiente a sbloccare la situazione di immobilismo burocratico che ancora oggi colpisce duramente le aziende impegnate nella ricostruzione: «In questo tempo sono state pagate, su centinaia di imprese che aspettano solo 15 fatture. Di questi tempi è facile pensare che alcune imprese, prive di finanziamenti, non ce la potranno fare» spiega Dramisino.

A complicare la situazione è anche l’attuale riesame dei progetti iniziato dopo il cambiamento al vertice: «Tre settimane fa siamo stati ricevuti da Scoppola […], che ha detto semplicemente: «Io vi pagherò però devo controllare le carte». Allora ha dato mandato a due ispettori di controllare queste carte; solo che questi ispettori, di Roma, vengono qui solo qualche giorno ogni tanto. Se stessero qui tutti i giorni è chiaro che le cose andrebbero avanti più rapidamente[…]. Ci sono gravissime sofferenze – prosegue Dramisino. Alcuni si salvano perché magari lavorano con altre amministrazioni e riescono ad ammortizzare. Ma chi lavora solo con questi crediti e non riesce ad avere un prestito dalle banche, rischia veramente il fallimento. So di miei colleghi che addirittura piangono per quello che sta succedendo. La cosa assurda è che non ci capacitiamo di come mai, con i soldi in cassa, non veniamo pagati».

Dramisino, amministratore dell’azienda Archeores si sta occupando, insieme alla ditta Meg Costruzioni, della messa in sicurezza e del restauro di Palazzo Ardinghelli, uno dei simboli della rinascita del centro storico aquilano. Per la realizzazione dell’opera sono stai donati circa 7 milioni di euro dalla Russia, anch’essi però bloccati dal Ministero. «Un paradosso nel paradosso, commenta il costruttore, perché molti di questi soldi non sono nemmeno dello stato italiano ma sono frutto di generose donazioni di governi stranieri, che hanno già dato i soldi. Il governo italiano si è incassato il denaro e adesso i lavori non vengono pagati, con grande “imbarazzo” dei governi stranieri…»lavoro-cantieri

La direzione regionale del Mibact, infatti, gestisce le risorse assegnate dalla delibera CIPE 135/2012, sui finanziamenti per la ricostruzione post sisma, che ammontano complessivamente a oltre 500 milioni da utilizzare nel periodo 2013-2021, più le donazioni, come quelle destinate dalla Russia per il restauro della Chiesa di San Gregorio Magno e di Palazzo Ardinghelli, o come i 3 milioni donati dalla Germania per la ricostruzione della Chiesa di San Pietro Apostolo di Onna.

I finanziamenti sono già stanziati, con tanto di cronoprogramma dei cantieri scaricabile nel sito del Mibact, tuttavia da aprile i soldi non vengono liquidati.

«Noi chiediamo solo un direttore che faccia il direttore, come tutte le altre Regioni d’Italia» aggiunge Dramisino.

Il 6 novembre Dario Franceschini ha rassicurato: «[…] adesso c’è un direttore facente funzioni, con i poteri necessari per firmare gli atti. La riforma dei Beni culturali andrà a regime entro il primo gennaio in Abruzzo come in tutto il resto d’Italia. »

Intanto, però, conclude deluso l’imprenditore, «con l’interruzione della dirigenza non solo si sono fermati i pagamenti, ma si sono fermati tutti gli affidamenti d’opera, i contratti in corso e tutta una serie di atti che servono per mandare avanti una quantità enorme di lavori che si è bloccata. Ci sono tantissimi cantieri che non sono partiti, ci sono tantissimi soldi che verranno probabilmente persi…»

In programma per oggi anche un incontro fra il Direttore Francesco Scoppola e il Sindaco Massimo Cialente, da tempo vicino alle istanze dei costruttori, che avvertono: «Siamo pronti a tutto, anche a fermare i lavori»

Monica Zambon

Laureata nel 2014 in Letteratura e Filologia Italiana a Ca’ Foscari, lavora come giornalista e cameraman in una televisione del trevigiano. Anima curiosa e indagatrice, ha da poco scoperto la magia del radioteatro, argomento della sua tesi di laurea. Ha collaborato con la rivista letteraria deSidera e al video-documentario Italia Delle Storie. COLLABORATRICE SEZIONE CRONACA

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