Muore Chuck Berry, il pioniere del rock’n’roll di Saint Louis

Muore Chuck Berry, il pioniere del rock’n’roll che da Saint Louis ha influenzato generazioni di musicisti e persone che tutt’ora ascoltano i suoi brani.

Il cantautore aveva 90 anni. La polizia di St. Charles County, in Missouri ha confermato questa notte il decesso. Ieri pomeriggio la polizia ha ricevuto una chiamata d’emergenza ed è intervenuta subito. Il musicista è stato trovato privo di coscienza. Il tentativo di rianimazione è stato vano. Così è stato ufficializzata la morte di Chuck Berry.

Il signore “crazy legs” (soprannominato così per il suo modo di muovere le gambe mentre suonava) è stato inserito dalla rivista Rolling Stones nella lista dei 100 migliori artisti di sempre, dopo i Beatles, Bob Dylan, Elvis e i Rolling Stones.

A tutti gli effetti, Chuck Berry è considerato uno dei principali padri del rock’n’roll. Fu uno dei primi ad introdurre la chitarra come strumento principe nelle canzoni. Semplicità e ironia. Questo emerge dalle sue canzoni e dai temi di cui parlava l’artista. Adolescenza e ribellione erano macro argomenti che interessavano molto Berry. Erano anche gli anni delle prime ribellioni dei giovani nei confronti della famiglia, del lavoro e soprattutto della morale cristiana.

DAL PRIMO BRANO INCISO, SOLO SUCCESSI

Era il 1955 e Chuck Berry usciva con Maybellene, pubblicata come disco singolo dall’etichetta di Chicago Chess Records. Questo fu il suo debutto e fu anche il suo primo successo.

La rivista Rolling Stone ha detto su Maybellene «l’epoca delle chitarre rock & roll comincia qui».
Non c’è brano che non faccia salire il ritmo addosso. Non si può stare fermi. Le gambe partono insieme a tutto il corpo. Capolavori come Roll Over Beethoven, Rock’n’roll music, Sweet Little Sixteen e quelli sopra citati hanno segnato per sempre la musica e il concetto di musica popolare, capace di coinvolgere proprio tutti. Musica per tutti con ritmi rock trascinanti e testi impegnati allo stesso tempo.

Un genio. Ha avuto un’intuizione e per questo è stato un genio. Il re in assoluto. Inventore della duck walk, ovvero quel movimento che dal 1956 ha fatto impazzire tutti. Nei concerti Chuck Berry era lo showman che catturava l’attenzione calamitando anche il più reticente e con quel saltello di gamba insieme alla chitarra che è diventato cult.

UN GENIO. NON UN SANTO

Un mito nella musica. Meno nella vita privata. Da ragazzino passò un periodo in riformatorio per una rapina a mano armata. Poi aprì un ristorante dove fece installare delle telecamere di nascosto nei bagni delle donne. Scoperto il sistema di sorveglianza, il chitarrista venne citato in giudizio. Accusa poi caduta per un accordo preso tra le parti grazie ad un risarcimento di cui però è ignara la cifra.
Chuck Berry fu accusato di aver fatto sesso con una minorenne che lavorava in un locale di sua proprietà nel 1959.
E nel frattempo il mondo del rock dava spazio ai Beatles, i Rolling Stones e i Beach Boys, mentre lui scontava la pena in galera. Questi gruppi furono fortemente influenzati dai riff e il rock di Berry. E onestà vuole che gli stessi fecero in modo di riportare attenzione di Berry nuovamente. E brani come My ding a ling e Menphis Tennessee diventare dei classici.

GLI OMAGGI IN DUE FILM CULT

Come dimenticare una scena cult in Ritorno al Futuro quando Marty (Michael J. Fox) durante la festa di ballo del liceo nel 1955 sostituisce il chitarrista del gruppo Marvin Berry appena infortunato alla mano. «Penso che ancora non siate pronti per questo… ma ai vostri figli piacerà». Così Marty esegue Johnny B. Goode, riscuotendo un enorme successo. Lo stesso Marvin Berry chiama immediatamente suo cugino Chuck Berry per fargli ascoltare quel «nuovo sound che stava cercando».
Si balla sempre sulle note del mitico artista in un altro film, anche esso cult. Parliamo di Pulp Fiction di Quentin Tarantino e dell’iconica scena del ballo tra Uma Thurman e John Travolta, coinvolti in una gara di ballo.
«Marcellus, mio marito, il tuo capo, ti ha detto di portarmi a spasso e di fare tutto quello che voglio. E io voglio ballare, voglio vincere e voglio quel trofeo…». Sballati e attratti l’uno dall’altro, i due ballano sulle note di You Never Can Tell.

TUTTI AMANO CHECK BERRY

Taylor Hackford nel 1986 girò Hai! Hai! Rock’n’Roll, un documentario sul concerto organizzato da Keith Richards, grandissimo fan di Berry. Un documentario celebrativo per il sessantesimo compleanno del chitarrista. Al concerto parteciparono i più grandi. Da Eric Clapton a Etta James, da Julian Lennon a Robert Cray. Tutti sul palco per interpretare insieme al festeggiato I brani più celebri.
E in queste ore sui social network i messaggi di cordoglio sono pieni di affetto e amore. Mick Jagger ha scritto: «ha illuminato la nostra adolescenza.Ha soffiato la vita nei nostri sogni di diventare musicisti e artisti». Bruce Springsteen ha tweettato: «Chuck Berry è stato il più grande chitarrista rock e il più grande autore di rock and roll mai vissuto».
Sempre su Twitter Ringo Starr: «fatemi sentire soltanto qualche pezzo rock alla vecchia maniera come li suonavi tu». Brian Wilson: «sono così triste nel sentire della morte di Chuck Berry. Che grande ispirazione è stato! Mancherà per tutti coloro che amano il rock’n’roll. Love and Mercy».

IL ROCK’N’ROLL? CHIAMIAMOLO CHUCK BERRY

«Se si tentasse di dare un altro nome al rock and roll si potrebbe chiamare Chuck Berry». Un’affermazione di John Lennon che potrebbe essere l’epitaffio più congeniale per il mitico musicista.

Addio Chuck Berry. E ora insegna agli angeli il rhythm and blues. Falli ballare e amare come solo tu sai fare.

Maria Giorgia Vitale

Mi chiamo Maria Giorgia, ma per molti sono MG. Sono laureata in filosofia e sono giornalista pubblicista. Lavoro sul web e adoro i gatti, la luna e il giallo ocra. COLLABORATRICE SEZIONE CULTURA

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